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“Prima ci hanno fatto salire in una stanza al piano superiore, poi ci hanno detto di scendere di nuovo. Erano napoletani e nei modi sono stati decisi ma quasi gentili. Non arrabbiati come si vede nei film. Gentili, ma sempre criminali”. Così uno dei 25 ostaggi della rapina di ieri a Napoli, nella filiale Credit Agricole in piazza Medaglie d’Oro. “Ci hanno fatto lasciare il cellulare, eravamo in 25 tutti insieme“, spiega l’uomo, che poi è sceso ancora più nei dettagli: “Ho visto dei pantaloni da lavoro, come quelli che indossa chi opera come corriere espresso”.
L’allarme è scattato nella tarda mattinata, intorno alle 12.45, quando i malviventi sono entrati all’interno della banca e hanno tenuto in ostaggio 25 persone tra dipendenti e clienti, poi dopo qualche ora sono fuggiti da un buco all’interno della filiale. I carabinieri hanno immediatamente cinturato la zona e, con giubbotti antiproiettile indosso, hanno predisposto le attività necessarie per mettere in sicurezza gli ostaggi e poi fare irruzione allo scopo di bloccare i malviventi.
All’esterno della filiale c’era ovviamente apprensione tra familiari e amici degli ostaggi e nel momento in cui sono stati fatti uscire, c’è stato qualche pianto liberatorio. “Avevamo paura, ci mancava l’aria – racconta Ettore, uno degli ostaggi, a Radio KissKiss -. Ci hanno fatto spostare in vari punti della banca e poi chiuso in una stanza. Eravamo oltre venti persone. Poi per fortuna sono intervenuti i carabinieri che, insieme ai vigili del fuoco, hanno sfondato il vetro blindato che dà su via Niutta”.
Una situazione comunque non semplice per i 25 ostaggi: “Il tempo è dilatato in alcune circostanze. Siamo rimasti prigionieri circa un’ora, ma è sembrata un’eternità. Per fortuna stiamo tutti bene, anche se dentro ci sono stati momenti di preoccupazione. C’erano persone anziane, cardiopatiche. C’è stato anche uno svenimento”, ha concluso. Intorno alle 16.30 sul posto sono giunti i carabinieri del Gruppo intervento speciale (Gis) di Livorno, che sono entrati all’interno della struttura: la sede della filiale era vuota, gli investigatori hanno rinvenuto un buco nel pavimento che dava accesso a un cunicolo attraverso il quale la banda è scappata. I rapinatori, armati, hanno fatto bottino pieno del contenuto di diverse cassette di sicurezza: il bottino, pertanto, non è al momento quantificabile. Si sa soltanto che hanno agito tre persone, con volto coperto da una calza e tutte con indosso una tuta scura.
L'articolo Rapina a Napoli, il racconto di un ostaggio: “Erano napoletani, quasi gentili. Non arrabbiati” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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