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“Tregua sulla linea del fronte, una fascia smilitarizzata garantita da forze neutrali sotto la bandiera dell’Onu, sì all’Ucraina nell’Unione europea” ma “non nella Nato”. È la proposta di Goffredo Bettini per una linea comune del centrosinistra sulla guerra in Ucraina, superando il dibattito sulle armi a Kiev che paralizza la coalizione. In una lettera al Corriere della sera, l’ex parlamentare riferimento della sinistra dem chiede di “uscire dal dilemma pressante, armi sì o armi no, ponendolo in modo condizionato. Armi per cosa? Per quale prospettiva? Per quale assetto generale di sicurezza dell’Europa, della Russia, dell’Ucraina?”. Secondo Bettini, “se si avvia un percorso vero, pattizio e di tregua, nel corso di esso è del tutto legittimo e opportuno sostenere la parte dell’Ucraina ancora libera, con armi difensive che impediscano, nel corso della trattativa, ulteriori danni al popolo ucraino”.
La proposta innesca vari commenti, a partire da quello di Giuseppe Conte, frontman del no alle armi. “Bettini ha sempre il merito di impostare ragionamenti di ampio respiro che non banalizzano mai la realtà complessa che viviamo. Oggi invoca un ruolo diverso per l’Europa che non sia quello di una pattuglia di volenterosi che porta avanti una guerra per procura. Serve una svolta”, dice il leader M5s. Su questo ”io sento il mandato di una parte larga dei cittadini che chiede un cambio di passo. Aiutare l’Ucraina ma non con le stesse modalità avute fin qui, con l’invio di armi, se vogliamo essere interpreti di una svolta negoziale”. “Lo sforzo che fa oggi Bettini credo sia un tentativo di entrare nel merito”, afferma anche l’ex ministro dem Andrea Orlando, ora consigliere regionale in Liguria, ospite di Omnibus su La7. “Continuare a dire che bisogna inviare armi ma ci vuole anche la diplomazia è giusto, ma poi bisogna anche declinare ipoteticamente quali possono essere i punti di caduta. Naturalmente ci si arriva per approssimazioni, non sono convinto del fatto che domani mattina ci sia una formula che metta tutti d’accordo, però se non si comincia a stare su quel terreno lì non ci si arriva”.
Molto diverse le reazioni dei “riformisti” dem, l’ala del partito più affezionata al sostegno a Kiev a oltranza. “Non voglio sembrare irrispettosa, ma Goffredo Bettini ha veramente perso una buona occasione per tacere. Avanza una proposta che vuol dire semplicemente: arrangiati Ucraina, e lo fa con falsi argomenti smentiti da evidenze e fatti. Saremo al fianco dell’Ucraina”, scrive sui social la senatrice Sandra Zampa. Ancora più duro il collega Filippo Sensi: “Leggo che i nostri dotti, medici e sapienti si stanno lambiccando per trovare la formula più ipocrita possibile per convincere gli alleati più vicini a Vannacci sull’Ucraina. Chiamatele Eugenio (le armi, ndr), le daremo”.
L'articolo Il “lodo Bettini” sull’Ucraina: “Sì ad armi difensive solo se c’è una tregua”. La destra dem: “Ipocrita, vuol abbandonare Kiev” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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