Digger, il flop dell’anno: nemmeno Tom Cruise salva il nuovo film di Inarritu

49 minute_ago 1
ARTICLE AD BOX

“Per usare un eufemismo: Digger non è piaciuto al pubblico”. Sono fin troppo garbati su Variety nel commentare il flop dell’anno, se non addirittura del nuovo secolo. Già, Digger, l’ultimo film di Alejandro Gonzalez Inarritu con protagonista assoluto Tom Cruise, nel primo weekend di programmazione tra Stati Uniti e resto del mondo ha incassato una vera miseria e, soprattutto, è stato stroncato dalla critica. A fronte di quasi 180 milioni di budget (in un precedente articolo avevamo scritto 125, cifra poi corretta dalla produzione stessa negli ultimi giorni, ndr) più altri 100 milioni in marketing a livello globale, Digger ha incassato soltanto 8 milioni di dollari in patria e poco meno di 20 milioni a livello mondiale. Insomma, il film si avvia già mesto ad un incasso che probabilmente non arriverà nemmeno al 50% delle proprie spese.

Memore di un altro flop mica da ridere come Joker: Folie a deux nel 2024, la Warner aveva deciso di non spedire Digger in alcun festival (niente Venezia – dove ebbe l’anteprima mondiale Joker: Folie a deux, niente Toronto o Telluride) per evitare stroncature internazionali settimane prima dell’uscita. La strategia era quindi stata quella di non spifferare alcuno spoiler e mantenere una certa segretezza su trama e messa in scena. Inoltre, Warner aveva puntato tutto su una star tra le più remunerative del pianeta: Tom Cruise. L’attore non aveva promosso il film nel tradizionale giro di interviste per la stampa, ma si era speso, come dire, personalmente, tra i suoi social, in una continua e reiterata promozione di un kolossal eco-apocalittico autoriale intinto nello humor nero e dalla magniloquente esuberanza visiva di difficile decifrazione per un pubblico abituato a bisunti franchise (per Cruise si veda Mission).

Invece, son state tutte, e tante, parole al vento. Compresi gli elogi sperticati di quelli che le riviste di settore hanno battezzato, con discutibile ironia, i “Tre Amigos”. Guillermo del Toro e Alfonso Cuaron, i cinquantenni messicani premi Oscar che negli anni Duemila hanno conquistato Hollywood, come del resto Inarritu, hanno infatti distribuito a destra e a sinistra la loro solenne benedizione all’amico e compatriota.

Ma niente. Nulla anche qui. Il pubblico per Digger sembra come essersi volatilizzato. E dire che Inarritu non solo è un signore che si è portato a casa ben quattro Oscar – quattro per Birdman (film, regia, sceneggiatura originale) e uno (alla regia) per The Revenant –; i suoi film sono stati anche ottimi affari per i suoi produttori: Birdman, con 18 milioni di dollari di budget, ne ha incassati 103; The Revenant, con 135 milioni di spesa, ne ha totalizzati oltre 530.

Come scrive Variety, “Cruise sarà la star più grande del mondo, ma nemmeno il suo nome da solo può bastare a vendere una satira ambientalista fuori dagli schemi e vietata ai minori, che racconta la storia di un magnate del petrolio che scatena un potenziale disastro globale”. La bibbia del cinema statunitense ha sottolineato come mai come in questo caso “entrano in gioco le recensioni e il passaparola”: “sfortunatamente né la critica né il pubblico hanno apprezzato “Digger”, che si è beccato un 51% su Rotten Tomatoes e un voto di “C+” nei sondaggi di CinemaScore all’uscita dalle sale. La Warner Bros. ha cercato di sfruttare la negatività con spot su Instagram e X che invitavano le persone a “decidere da sole”, dopo che le recensioni avevano stroncato il film definendolo “sgradevole” e “incomprensibile“. Mossa divertente per i social, ma non per invogliare qualcuno a spendere i propri soldi guadagnati con fatica”.

La storia di Hollywood è piena di disastri al botteghino, ma Digger, per via della storica casa di produzione, quella Warner che da oggi è ufficialmente in mano alla Paramount, rischia di entrare in una ipotetica top five dei grossi calibri autoriali che hanno fallito e che comprende I cancelli del cielo di Cimino (per il quale la United Artists fallì); il remake di Lolita di Adrian Lyne (68 milioni di budget, nemmeno 2 milioni di incassi); The Postman di Kevin Costner (80 uscite, 20 di entrate) e Megalopolis di Coppola, costato 120 milioni, con poco più di 14 milioni di ricavi.

L'articolo Digger, il flop dell’anno: nemmeno Tom Cruise salva il nuovo film di Inarritu proviene da Il Fatto Quotidiano.

read-entire-article