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Tommaso Cerno torna in Rai, con 2 di Picche, ed ecco che scoppia la polemica con Roberto Vannacci. Il direttore de il Giornale, ieri, ha presentato la nuova stagione del programma di approfondimento sul secondo canale, in onda dal lunedì al venerdì alle 14, e ha citato il generale e il programma del suo partito, che propone un limite ai contenuti Lgbtq+ in televisione: “Vannacci ha detto che, essendo omosessuale, dovrei andare in fascia protetta. Caro generale, la protezione viene dalla libertà”. Poi l’affondo: “Se dovessero togliere i gay dalla tv non ci sarebbe più nessuno, dovrebbero mandare in onda pubblicità dalle 8 alle 24”.
Oggi l’attacco dell’europarlamentare, raccolto dall’AdnKronos, secondo cui Cerno “si è inventato che Futuro nazionale voglia proibire a chi ha gusti omosessuali di comparire in tv. Non so se chi ha gusti invertiti abbia il patentino per sparare corbellerie più grosse rispetto a chi ha i gusti che si inquadrano nella normalità, ma le regole in televisione saranno uguali per tutti: in fascia protetta, quando ci sono i bambini davanti allo schermo, la propaganda gender e omosessualista non deve poterla fare né chi ha gusti omosessuali né chi ha gusti eterosessuali”. E ancora: “Cerno, che dichiara di avere una preferenza erotica per i maschietti, di spazio ne ha dappertutto: ha fatto il senatore del Partito democratico, è stato dirigente di Arcigay, oggi è direttore de il Giornale e fa il guru del centrodestra, ha addirittura una trasmissione in Rai”. La conclusione del generale è che Cerno non dovrebbe lamentarsi, dal momento che “a me, per esempio, son sempre piaciute le donne e ciò non mi ha garantito né una citazione eterna nella Commedia di Dante né il patentino di ‘sparare minchiate’, come dice lui, tantomeno sulla pelle dei bambini”.
A stretto giro, la replica del giornalista: “Penso che una persona che non sa argomentare senza insultare il prossimo abbia un serio deficit di contenuti. Vannacci mi insulta perché non regge un confronto nel merito. È una dinamica che capisco e conosco bene, la sinistra la usa da sempre. E capisco adesso perché in Parlamento Vannacci vota con la sinistra. Faccia come crede, gli italiani giudicheranno”. Solidarietà a Cerno è arrivata dalla seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa: “Esprimo la mia solidarietà al direttore Cerno per le gravi parole che gli sono state rivolte. Il dissenso e il confronto politico non possono mai giustificare attacchi personali né riferimenti denigratori alla sfera privata che nessuno può sindacare e verso la quale è giusto nutrire il massimo rispetto”.
L'articolo L’insulto omofobo di Vannacci a Cerno: “Ha gusti invertiti, no alla propaganda omosessualista in tv”. La replica: “Mi insulta perché non ha argomenti” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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