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“Brutto pensare che un padre ti preferisca morto che gay”. È una frase pubblicata sui social nel 2022 da Mirko Moriconi, il 24enne ucciso a colpi di fucile dal padre Piero a Camaiore, in Versilia, costata la vita anche alla madre Kety.
Parole che, dopo il duplice omicidio, sono riemerse dai suoi profili social e che oggi vengono inevitabilmente rilette alla luce di quanto accaduto. Al momento gli inquirenti non hanno confermato alcun movente legato all’orientamento sessuale del giovane, ma quel post rappresenta una delle testimonianze pubbliche più significative del suo vissuto personale. Alcuni residenti hanno racconto che c’erano scontri in famiglia, problemi e che l’uomo era apparso molto turbato recentemente.
Mirko, nato nel 2002, era conosciuto online con il nome di Michelangelo Andreoni. Aveva scelto il cognome della madre, alla quale era molto legato. Sui suoi profili compaiono numerose fotografie insieme alla donna, immagini che raccontano un rapporto profondo e affettuoso.
La musica occupava un posto centrale nella sua vita. Cantava, scriveva e pubblicava contenuti online nel tentativo di costruire un percorso artistico. Su YouTube aveva condiviso diverse esibizioni, tra cui la cover di La fine di Tiziano Ferro, e aveva promosso una piccola raccolta fondi per finanziare il proprio progetto musicale. Un’iniziativa nata dal desiderio di trasformare una passione in qualcosa di più concreto. Aveva anche tentato la strada della televisione, partecipando a un provino per un talent show, inseguendo il sogno di fare della musica una professione.
Tra i segni del suo mondo affettivo c’era anche un tatuaggio con il nome “Piero”, quello del padre. Un dettaglio che restituisce la complessità dei rapporti familiari e che rende ancora più difficile interpretare una vicenda sulla quale restano molti interrogativi. Oggi i suoi profili social sono diventati una sorta di archivio personale: fotografie, canzoni, riflessioni e progetti che raccontano un ragazzo sensibile, creativo e determinato a trovare il proprio spazio attraverso la musica.
Diversi i commenti sui suoi profili: “Mirko…. continua a portare il tuo sorriso anche tra gli angeli. Non si può morire così… non è giusto… spero che il mio abbraccio arrivi fino a te”, R.I.P Michelangelo, nessuno ha il diritto di togliere la vita, per di più chi ti ha messo al mondo, spero che marcisca in prigione per aver ucciso suo figlio e la mamma, “Dolce tesoro, pieno di sogni e speranze distrutti in un attimo da un mostro che condivideva con te solo il DNA. Ti ha tolto la vita il vile. Mi dispiace! Mancherà in questo mondo una persona speciale come te”.
L'articolo “Brutto pensare che un padre ti preferisca morto che gay”: chi era Mirko Moriconi ucciso a fucilate con la madre Kety Andreoni proviene da Il Fatto Quotidiano.





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