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Per il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il danno del mutamento climatico è un luogo comune: “Ci abitueremo al clima caraibico, non vuol dire che moriremo”. E il responsabile Energia e Ambiente di Fratelli d’Italia, Nicola Procaccini, “meriterebbe una piccola statua” per aver fatto “incazzare come una bestia” il giornalista di La7, Giovanni Floris, sostenendo che sono contro natura gli ambientalisti che proteggono le uova delle tartarughe e non “l’ovulo della donna, il feto” che deve nascere, così come non significa progresso “che la famiglia naturale sia il nemico numero uno”. “Vaglielo a spiegare alla natura che un bambino non deve avere un padre e una madre”, ha esclamato ancora La Russa. Senza dimenticare la nostalgia per le leggi fasciste che tutelavano “le bellezze panoramiche”, per La Russa “più avanzate, per certi versi” di quelle ecologiste.
È lo show punteggiato da applausi che la seconda carica dello stato ha offerto all’evento di presentazione del libro di Procaccini, appunto, “L’ecologia dei conservatori” (con prefazione di Giorgia Meloni), a Milano, introdotto dall’eurodeputato di FdI Carlo Fidanza con gli interventi di Francesco Giubilei, direttore scientifico della Fondazione Alleanza Nazionale, gli europarlamentari Mario Mantovani e Pietro Fiocchi, e da rappresentanti del mondo culturale di destra: Vincenzo Sofo, direttore editoriale di “New Direction Review”; Gino Zavalani, di Esperia e il giornalista Roberto Parodi. Sala piena.
E dire che La Russa ha aperto il suo intervento ringraziando tutti per la loro presenza “con questo caldo e la partita dell’Argentina che era l’unica che valeva la pena vedere”. Quindi è passato a lodare il volume passo dopo passo. In primo luogo per le pagine che “falcidiano alcuni luoghi comuni, per esempio sulla ineluttabilità del cambiamento climatico e il danno”. Anche se lui ci aveva pensato già da solo: “Io, prima ancora di leggere il tuo libro – che lo fa molto meglio di come io istintivamente l’avevo pensato – ho sempre detto: ma il cambiamento climatico ad esempio che sta arrivando in Europa, quando diciamo ‘oddio sta arrivando un clima caraibico’, no? E vabbè, ma i Caraibi vivono da un sacco di tempo con questo clima, e sopravvivono, vuol dire che ci abitueremo al clima caraibico, non vuol dire che moriremo”. Approvato dall’applauso, ha continuato: “Quasi che la storia del mondo, dell’umanità, avesse avuto sempre uno stesso livello, chiedetelo alle specie estinte, senza bisogno di parlare a quella più famosa, che hanno dovuto soggiacere a dei cambiamenti climatici”. Anche se, ha concluso: “Questo non vuol dire che non ci si possa, e non ci si debba attivare per limitare i danni di cambiamenti climatici”.
Quindi ha fatto la recensione del capitolo intitolato “Contro natura”, ovvero la parte del libro che se la prende con gli ambientalisti a favore dell’aborto e delle famiglie arcobaleno, e, ha aggiunto con soddisfazione La Russa “ha fatto incazzare come una bestia Floris. Il che è un titolo di merito penso”. “Fosse solo questo l’effetto, ti farei una piccola statua”, ha detto rivolto al protagonista della giornata. Il libro, ha anticipato La Russa ai presenti, “spiega senza voler dire che è giusto o sbagliato, che ci sia una contraddizione, tra chi giustamente – a me piacerebbe, sta lì anche notte e giorno a proteggere le uova della tartaruga di mare (guai a chi non fa nascere il tartarughino!) – ha ironizzato -, ma se poi c’è un ovulo, un feto di donna, che deve nascere, se non nasce, ‘e chi se ne frega!’”. Per La Russa “c’è un po’ di contraddizione”. Ha ribadito: “Non mi sono mai schierato contro l’aborto tout-court, però non capisco questa differenza sostanziale di impostazione”. Ma per il presidente del Senato questa disparità di trattamento tra ovuli e tartarughe “non significa progresso, così come vedere la famiglia naturale come nemico numero uno. Eppure, andatelo a spiegare alla natura che un bambino non debba essere figlio di un papà e di una mamma. Quindi se sei ambientalista, se sei per la natura, la famiglia giusta è quella degli affetti e ognuno faccia come meglio ritiene, ‘sono un difensore della libertà degli affetti’ – ha detto mimando gli ambientalisti -. Io sono un difensore della libertà degli affetti, ma sono anche un difensore del bambino, che magari ha diritto ad avere un padre e una madre, contrasta con l’ambientalista” ha sbottato.
Per il presidente del Senato, non è scontato “che quello che troverete scritto sia esattamente come uno può pensare che sia la posizione di Fratelli d’Italia”. E visto che non era chiaro in che senso, ha fatto l’esempio delle automobili, visto che i Fratelli sono a favore della della neutralità tecnologica che include diesel e benzina. Ma si sono accorti che nei giovani è il mezzo proprio che sta perdendo terreno. Procaccini, ha detto La Russa, “ha ragione sul fatto che sia in crescita il disamore delle giovani generazioni nei confronti delle automobili come satus symbol”. Anche se La Russa ha raccontato ai presenti che ha preso “il foglio rosa a 17 anni e 11 mesi, aspettavo impaziente”, mentre la patente oggi “si prende a 22-23, c’è lo sharing (che se si tratta di auto comunque senza patente non si può usare, ndr), un po’ di servizi pubblici”. Con avvertimento generale: “Il conservatorismo non è mantenimento dello status quo, questo lo deve sapere il nostro mondo”.
Se sull’auto l’atteggiamento può essere cambiato, per altre cose il presidente del Senato prova nostalgia, come le leggi fasciste. Lui parlerebbe infatti “della difesa bellezze panoramiche” e non di ecologia: “Le prime leggi, tra gli anni ’20 e gli anni ’40, non parlavano di ecologismo, parlavano di difesa del panorama, cioè mettevano sempre la natura in relazione con l’uomo, perché la natura è bella, va difesa”. Quelle leggi, per la seconda carica dello Stato, “erano più avanzate di quello che è successo dopo per certi versi, considerando l’età”, visto che la prospettiva “era di chi la doveva guardare e proteggere, cioè era la prospettiva dell’uomo la natura tutelata e difesa con intelligenza ma sempre in relazione all’uomo che fino a prova contraria siamo noi”.
Il cambio di prospettive sul nucleare invece non l’ha raccontato. Mentre Giorgia Meloni auspica l’approvazione del disegno di legge delega sull’energia nucleare entro l’estate, il Presidente del Senato ha ricordato che il gruppo ambientalista dell’associazione Fare Verde è stato “nonno” dell’ambientalismo di destra. Ma si è scordato di dire che era antinuclearista e ha fatto campagna a favore del referendum abrogativo del 1987.
Ma del resto La Russa lo aveva già detto: “Nessuno è più progressista in determinati ambiti di un conservatore che sa decidere cos’è che non può mai essere cambiato e quello che deve seguire un processo di modernizzazione di innovazione”. Senza dimenticare lo spot: “Ve lo dovete leggere il libro, compratevelo, oppure fatevelo regalare se siete tirchi”. Prezzo di copertina 20 euro, alla casa editrice di Giubilei, Regnani Editore.
L'articolo “Ci abitueremo al clima caraibico, non moriremo”: La Russa scatenato alla presentazione del libro di Procaccini (che loda per aver “fatto incazzare Floris”) proviene da Il Fatto Quotidiano.





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