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L’Italia sta planando verso la stagione elettorale tra mille difficoltà. Il volo del calabrone continua con i risultati brillanti, e per certi versi sorprendenti vista la congiuntura, dell’export testimoniati dai dati Istat di Aprile 2026. A testimonianza che il made in Italy e più ancora il sense of Italy è un valore riconosciuto a livello globale. Ma non si vive di solo export e i problemi da noi sono molti: più di 5 milioni di persone sotto la soglia di povertà, il lavoro povero, i salari reali che ristagnano o perdono valore, il problema crescente della non autosufficienza e le difficoltà del sistema sanitario nazionale ad accomodare una domanda che esplode, la crisi demografica e la fuga dei cervelli.
Scrivendo L’Italia che verrà come seconda puntata di piano B assieme a 18 colleghi/amici impegnati a vario titolo in accademia società civile e amministrazione del Paese abbiamo pensato che più che di aspiranti leader ci fosse bisogno di uno s-partito che facesse arrivare alla classe politica l’intelligenza delle buone pratiche che abbiamo conosciuto in questi anni girando il Paese. E abbiamo identificato in particolare nella povertà relazionale il lato debole che spiega molti dei nostri problemi. Le esperienze sul campo, i risultati scientifici, l’esperienza politica ci insegnano che la fraternità non è solo un sentimento per anime belle e che l’intelligenza relazionale è l’infrastruttura sociale di una comunità e la chiave per una risposta più efficace ai suoi tanti problemi.

La resilienza del nostro export che continua a crescere e a scalare posizioni, anche e soprattutto negli Stati Uniti, nonostante tutti i timori di quello che sarebbe potuto accadere con i dazi di Trump. E un altro esempio di come esista una foresta che cresce nonostante la comunicazione parli sempre o prevalentemente degli alberi che cadono. E che la foresta che cresce lo fa grazie a quell’intelligenza relazionale che ha creato consorzi, reti d’imprese e relazioni lungo la filiera che hanno valorizzato saper fare e capacità d’innovazione dei nostri imprenditori.
Con il nuovo volume di piano B riflettiamo sull’Italia che verrà provando a mettere al centro il valore delle relazioni su tutti gli altri punti critici del nostro futuro. Ce n’è bisogno in sanità per aumentare l’aspettativa di vita in buona salute, nella lotta alla povertà per accompagnare chi ha bisogno e favorire l’accesso alle tante misure ed opportunità disponibili, nella transizione ecologica dove burocrazia e colli di bottiglia frenano una rivoluzione ricchissima di progetti e di iniziative dei cittadini e delle imprese. Una sfida essenziale da vincere in un sistema economico dove c’è sempre più bisogno di cura ma la cura non ha un valore adeguatamente riconosciuto dal mercato, dove la vita online e le piattaforme digitali offrono ridondanza di relazioni senza incontri dei volti e rischi di manipolazione ed eccitazione dell’aggressività che favoriscono odio e polarizzazione invece che fraternità.

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