Telemarketing, da oggi chiamate vietate senza consenso degli utenti. Ma la stretta vale solo per luce e gas, via libera alle Telco

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Entra oggi in vigore la stretta sul telemarketing, le telefonate moleste per promuovere abbonamenti e servizi direttamente al telefono con i consumatori. Grazie al decreto Bollette convertito in legge ad aprile, i fornitori di servizi luce e gas non potranno più contattare gli utenti senza il loro esplicito consenso. Vietato concludere contratti energetici al telefono, via call center, tranne nei casi in cui sia l’utente a richiederlo, esplicitamente.

Tuttavia la stretta, per tutelate le persone da pratiche commerciali aggressive e scorrette, vale per le aziende energetiche ma non per il settore delle telecomunicazioni. I giganti Telco sono stati esclusi per scelta della maggioranza su sollecitazione del Quirinale. Dal Colle erano giunti moniti sulla mancanza di omogeneità di alcune norme nel dl Accise: nella legge di conversione di quel decreto, la maggioranza aveva esteso i vincoli per limitare il telemarketing anche alle telecomunicazioni, con il via libera della Camera. Ma il 17 giugno, al Senato, è giunto il dietrofront: con quattro emendamenti soppressivi proposti dal governo, è stata garantita briglia sciolta sul telemarketing alle telco, escluse dai nuovi divieti del decreto Bollette. Con l’approvazione degli emendamenti la il provvedimento dovrà tornare a Montecitorio per il nuovo semaforo verde.

Opposizioni e associazioni dei consumatori hanno levato le proteste all’indirizzo della maggioranza. “Siamo alle solite. Siamo abituati a confrontarci sul merito, tant’è che avevamo accolto con favore l’estensione, nel DL Carburanti-ter, del divieto di telemarketing senza consenso esplicito anche al settore delle telecomunicazioni. Per l’Adoc i diritti dei consumatori devono essere rispettati in tutti i settori: le pratiche scorrette devono trovare soluzioni concrete sia nei contratti energetici che in quelli delle telecomunicazioni”. Lo scrive l’Adoc spiegando che “nel passaggio in Aula alla Camera, la maggioranza ha soppresso l’emendamento introdotto al Senato che estendeva ai servizi telco il divieto di telemarketing e teleselling, in analogia con quanto già previsto per gas ed energia elettrica. Una scelta che va contro ogni principio di democrazia e soprattutto di tutela dei consumatori tutti”.

“Giù le mani dalla stretta sul telemarketing nel settore della telefonia. Nessun passo indietro deve essere fatto sul sacrosanto giro di vite dato al Senato, nel dl accise, contro le telefonate selvagge e che estende anche alle comunicazioni quanto già previsto per luce e gas. A quanto pare sta per essere presentato alla Camera un emendamento che sopprime quanto ha votato il Senato. Sarebbe una vergogna bella e buona”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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