ARTICLE AD BOX
Il caso giudiziario che da oltre due anni coinvolge Begoña Gómez, moglie del premier Pedro Sánchez, entra in una nuova fase. Martedì 8 settembre, alle 18, Gómez dovrà comparire davanti al giudice istruttore Juan Carlos Peinado per un’udienza preliminare destinata a stabilire i prossimi passaggi del procedimento e, in particolare, a preparare l’eventuale apertura del processo davanti a una giuria popolare. Con lei è stata convocata alla stessa ora anche Cristina Álvarez, l’ex assistente di Gómez alla Moncloa. Entrambe dovranno comparire personalmente, mentre saranno presenti le parti del procedimento e il rappresentante della Procura. La decisione del magistrato arriva dopo la presentazione delle conclusioni provvisorie delle difese e dell’accusa e a pochi giorni dalla possibile conclusione della fase istruttoria.
Al centro dell’udienza ci sono dunque le accuse che hanno resistito al vaglio della Audiencia Provincial di Madrid. Con una decisione del 16 luglio, il tribunale madrileno ha confermato che Gómez dovrà essere giudicata con il sistema del Tribunal del Jurado per i presunti reati di traffico di influenze e malversazione di fondi pubblici, eliminando invece dal procedimento due delle contestazioni formulate dal giudice Peinado: la corruzione negli affari e l’appropriazione indebita legata al software sviluppato nell’ambito della cattedra universitaria codiretta da Gómez. Nella stessa decisione è stata disposta anche la restituzione del passaporto alla moglie del premier e la revoca delle misure cautelari che le impedivano di lasciare la Spagna. Restrizioni durate meno di un mese.
La vicenda giudiziaria nasce nell’aprile 2024 da una denuncia presentata da Manos Limpias – un sindacato considerato vicino alle posizioni della destra all’opposizione – e si è progressivamente ampliata attraverso diversi filoni. L’indagine ha riguardato, tra gli altri aspetti, i rapporti professionali di Gómez con alcuni imprenditori, la sua attività presso l’Università Complutense di Madrid e il ruolo di Cristina Álvarez, dipendente della Moncloa che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe potuto essere coinvolta in attività riconducibili alla sfera privata della moglie del premier. La tesi dell’accusa sostiene, in estrema sintesi, che Gómez avrebbe sfruttato la sua posizione e il rapporto con il presidente del governo per favorire determinati interessi e che nell’attività della sua assistente presso la Moncloa possano essere ravvisati elementi di malversazione. Si tratta però di ipotesi contestate dalle difese e non di fatti accertati giudizialmente.
La Procura – come riportano i principali media spagnoli – non sostiene l’impianto accusatorio di Peinado. Il ministero pubblico ha chiesto l’assoluzione di Gómez e Álvarez, ritenendo insussistenti i reati contestati. Anche le difese hanno chiesto ovviamente il proscioglimento. La difesa di Gómez, nel documento depositato nei giorni scorsi, ha negato che la moglie del premier abbia utilizzato il rapporto con Sánchez per ottenere vantaggi professionali o economici e ha chiesto l’assoluzione. Di segno opposto è la posizione dell’accusa popolare, istituto previsto dall’ordinamento spagnolo e distinto dalla parte civile. Nel procedimento è guidata da HazteOír, associazione conservatrice che ha ridimensionato le proprie richieste rispetto alle iniziali domande di pena: ora sollecita 13 anni di carcere per Begoña Gómez e 6 anni per Cristina Álvarez. All’inizio superavano i 20 anni.
L’udienza di martedì non rappresenta quindi ancora il processo. È un passaggio preliminare previsto dalla procedura spagnola nei procedimenti destinati, quando ne ricorrono i presupposti, al Tribunal del Jurado. Le parti saranno chiamate a pronunciarsi sull’apertura del giudizio e il magistrato potrà decidere se disporre l’apertura del processo oppure archiviare il procedimento. Secondo la ricostruzione di El País, la legge consente al giudice di adottare la decisione nella stessa udienza o entro i tre giorni successivi. Peinado ha inoltre respinto la richiesta della difesa di Gómez di ascoltare nell’udienza preliminare José Manuel Ruano de la Fuente, professore della Universidad Complutense e codirettore, insieme a Gómez, della Cátedra Extraordinaria de Transformación Social Competitiva. Il giudice ha ritenuto di non dover acquisire quella testimonianza in questa fase, senza che ciò escluda necessariamente la possibilità di una sua eventuale valutazione in un momento successivo del procedimento.
Il calendario giudiziario aggiunge un ulteriore elemento alla giornata di domani. Il giudice Peinado compirà 72 anni il 27 settembre e, secondo quanto riferito da EFE citando fonti giuridiche, punta a chiudere la fase istruttoria prima della pensione, adottando l’eventuale provvedimento di apertura del giudizio entro la fine del mese. In quel caso il procedimento passerebbe alla Audiencia Provincial di Madrid, dove si aprirebbe la fase intermedia in vista di un eventuale processo nel 2027.
L'articolo Spagna, Begoña Gomez davanti al giudice: l’udienza che può aprire il processo alla moglie di Sanchez anche se la procura ha chiesto l’assoluzione proviene da Il Fatto Quotidiano.




English (US) ·