Il centrosinistra può indignarsi su AfD, ma se la risposta è questa non mi stupisco della vittoria

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Gli esponenti del centrosinistra possono continuare ad allarmare la loro nicchia benpensante davanti alla vittoria dell’AfD, definirne gli esponenti antidemocratici e nazisti, e ripetere che siamo tutti in pericolo. Ma se questa è la risposta, l’estrema destra continuerà a vincere.

Queste persone sono molto brave a indignarsi, ma poi non hanno problemi a fare alleanze con il Pd – al cui interno ci sono esponenti filo-israeliani – che sostiene il riarmo e la prosecuzione del sostegno militare all’Ucraina. Davvero pensano che, in una situazione drammatica come quella attuale, questo possa essere un metodo vincente? Davvero pensano che sia questa la strada per recuperare consenso e arginare la crescita della destra estrema?

Se un fenomeno si ripete in Germania, in Europa e in gran parte del mondo, forse sarebbe il caso di chiedersi perché. E soprattutto di modificare le proprie politiche di conseguenza.

Il risultato di oggi è anche il prodotto della linea morbida adottata dal centrosinistra negli ultimi tre anni: il tentativo di includere tutti i posizionamenti fino ad annacquare qualsiasi messaggio, la prudenza su Israele, il sostegno senza una vera messa in discussione alla guerra in Ucraina, il riarmo presentato come inevitabile mentre il costo della vita esplode.

E poi c’è un altro problema, forse ancora più grave: il disprezzo.

Invece di interrogarsi sulle ragioni sociali e politiche del voto a destra, si continua costantemente a liquidare gli elettori come ignoranti, arretrati, manipolati e scemi. È una scelta suicida. La sinistra, un tempo, entrava nei paesi, nelle campagne, nei luoghi di lavoro per politicizzare proprio quelle persone che oggi guarda dall’alto in basso. Oggi, invece, vuole convincere che il problema siano loro.

È veramente un regalo all’estrema destra mettersi, proprio in questi giorni, a scrivere post social su quanto sia pericolosa AfD. Invece di indignarsi e recitare la parte delle persone sorprese che cadono dal pero, bisogna capire perché AfD riesce a parlare a una parte così ampia della popolazione e perché, invece, il centrosinistra non riesce a farlo. Perché, se ci si limita all’indignazione e alla demonizzazione della destra senza interrogarsi sulle ragioni del suo consenso, si finisce per rafforzarla in automatico. Ed è esattamente ciò che è accaduto in questi ultimi anni.

E bisogna avere il coraggio di mettere in discussione ciò che davvero produce consenso: la guerra permanente, il riarmo, l’aumento delle spese militari, le conseguenze economiche delle guerre e delle tensioni geopolitiche, che incidono sul costo dell’energia, sul caro benzina e, più in generale, sul carovita, la subordinazione a determinate politiche internazionali e le ambiguità su Israele. Se persino di fronte alle guerre e ai genocidi si ritiene che l’unica strada possibile sia il compromesso e l’alleanza con chi sostiene queste politiche, non ci si può stupire se poi la destra estrema continua a guadagnare terreno.

A quel punto possiamo indignarci quanto vogliamo. Ma possiamo anche prepararci a tenerci AfD e Vannacci per altri trent’anni.

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