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Con l’allora ministro Fdi Gennaro Sangiuliano, l’ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola svolgeva incontri e cene per studiare il sostegno al museo Correale e una presunta trattativa per iscriversi al suo partito, secondo le parole di Raffaele Guida detto ‘Lello il Sensitivo’. Con il viceministro Fdi Edmondo Cirielli “c’era una collaborazione politica e mi interessai per la ditta Stinga che rischiava di perdere una commessa di Trenitalia, con conseguente crisi occupazionale”, dice Coppola a verbale nel settembre scorso. Nello stesso interrogatorio investigativo – pubblicato in esclusiva il 12 maggio su Il Fatto quotidiano – con il quale ricorda come aiutò l’ex ministra Mara Carfagna (Noi Moderati) a sposarsi a Sorrento a Villa Zagara, con la prefettura di Napoli che si mise a disposizione per sistemare le pratiche di ‘ufficio di stato civile’ in un resort privato. Coppola qui rammenta anche i buoni rapporti con l’allora parlamentare Paolo Russo (Forza Italia): fu anche grazie a lui, dice, e non solo all’ex ministra, che si sbloccò un finanziamento per risolvere il problema creato da una frana sulle colline sorrentine.
Vicende penalmente irrilevanti, solo buone pubbliche relazioni. Riassunte negli atti delle indagini sulle tangenti del ‘Sistema Sorrento’ (ieri gli ultimi 7 arresti). Che non è solo il nome dell’inchiesta della Procura di Torre Annunziata che lo ha distrutto, mandando in carcere e sotto processo Coppola e alcuni dei suoi uomini. Ma è anche il titolo di un lungo capitolo della relazione della commissione d’accesso, firmata dal vice prefetto di Napoli Vincenzo Chietti, dall’ufficiale della Finanza di Massa Lubrense Francesco Tartaglione e dal comandante dei carabinieri di Sorrento Giuseppe Donno. Un rapporto di quasi 180 pagine, realizzato in tre settimane di investigazioni e audizioni, che si concludeva con la proposta di scioglimento dell’amministrazione comunale per le infiltrazioni e i condizionamenti di un grumo criminale e di camorra in alcuni settori della macchina politica e municipale.
Il consiglio dei ministri non l’ha accolta, secondo valutazioni discrezionali che hanno evitato al governo Meloni l’imbarazzo di annullare le elezioni, prolungare il commissariamento di Sorrento, e sciogliere una ex giunta della loro area politica. Accompagnando verso l’incandibilità futura, per dieci anni, un ex sindaco che dava del tu a pezzi grossi dell’esecutivo di centrodestra.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si è limitato ad alcune severe prescrizioni, che in pratica affidano alla segretaria comunale Candida Morgera per i prossimi sei mesi le principali incombenze per il ripristino della piena legalità in Municipio, e negli enti controllati. La dottoressa sarà ovviamente affiancata dal nuovo sindaco che uscirà vincitore dal voto del 24 maggio. Sarà uno tra il chimico Raffaele Attardi, l’avvocato Corrado Fattorusso e il professore Ferdinando Pinto (messi in ordine alfabetico). Impossibile distinguere centrodestra e centrosinistra: sono tutte formazioni civiche e trasversali.
Dei tre candidati sindaci, Attardi finora è stato l’unico a sollevare il tema della necessità di conoscere i dettagli della relazione prefettizia, coperta dalle guarentigie di un regolamento che la colloca tra gli atti non ostensibili a chi ne fa richiesta. Ci ha provato anche una candidata al consiglio comunale della coalizione Fattorusso, l’ambientalista Serena Pane, ma il suo appello non ha raccolto molti proseliti. Di fatto, prevale tra la stragrande maggioranza dei candidati la soddisfazione per lo scampato pericolo. E poca voglia di sapere – ed evidenziare – perché si è corso questo rischio.
Un candidato sindaco, Pinto, si è persino intestato il merito del mancato scioglimento: “Ho fatto il giro delle sette chiese per evitarlo”. Lo ha dichiarato durante un appuntamento elettorale con l’europarlamentare Pd Lello Topo, presentato al pubblico assiepato nel cortile di un ristorante come uno “che aveva dato una mano” allo scopo. Topo ha sorriso, e di fatto ha confermato.
L'articolo ‘Sistema Sorrento’, nelle carte gli incontri dell’ex sindaco Coppola coi ministri del governo Meloni. Che lo ha salvato dall’incandidabilità rigettando la proposta di scioglimento per camorra proviene da Il Fatto Quotidiano.





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