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Volkswagen ha chiuso il terzo trimestre 2026 con una perdita operativa di 5,86 miliardi di euro, contro un rosso di 1,3 miliardi nello stesso periodo del 2025. Il dato è più che doppio rispetto alla perdita di circa 2,6 miliardi attesa dagli analisti interpellati da Reuters. I ricavi sono scesi del 6,3% a 75,3 miliardi e il risultato netto è negativo per 5,82 miliardi. A pesare sono oneri straordinari per 7,8 miliardi, in gran parte non monetari, legati a Porsche e alla Cina. I conti alzano la posta della ristrutturazione avviata dal gruppo di Wolfsburg.
Sommario
- Porsche e Cina dietro gli oneri straordinari
- Cassa in tenuta e guidance 2026 confermata
- Il piano di ristrutturazione e il fronte sindacale
- Il titolo Volkswagen nei dati Forecaster.biz
- Il quadro dopo i conti
Porsche e Cina dietro gli oneri straordinari
La voce principale è una svalutazione dell’avviamento di Porsche da 6,4 miliardi, senza effetti sulla cassa. Si aggiungono circa 1 miliardo di rettifiche su attività cinesi e i costi legati alla prevista cessione dello stabilimento di Osnabrück. Nei nove mesi gli oneri straordinari salgono a 8,7 miliardi e il risultato operativo si riduce a 71 milioni, da 5,4 miliardi di un anno prima. Al netto di queste voci, l’utile operativo è di 8,8 miliardi, con un margine del 3,8%.
Il quadro commerciale resta debole: le consegne del trimestre sono scese del 14,3% a 1,89 milioni di veicoli. In Cina il calo è del 38,5%, a circa 406.000 unità, secondo l’agenzia dpa-AFX. Nei nove mesi la quota di risultato delle joint venture cinesi è passata da 744 milioni a un saldo negativo di 113 milioni. Tra i marchi, il gruppo Progressive, che comprende Audi, ha visto l’utile operativo calare del 26% a 1,2 miliardi. Il gruppo ha attribuito il calo a minori volumi in Cina e Nord America e a effetti negativi sui valori residui. Porsche ha invece riportato il comparto Sport Luxury a un utile di 1,5 miliardi, da una perdita di 0,2 miliardi, grazie a un mix più favorevole.
Nel gruppo Core, che include il marchio Volkswagen e Škoda, l’utile operativo è sceso a 4,3 miliardi, con un margine del 4,1%: i buoni risultati di Škoda hanno compensato solo in parte la debolezza del marchio principale. Nei camion di Traton gli ordini sono cresciuti del 25%, ma i dazi statunitensi hanno pesato sui margini.
Cassa in tenuta e guidance 2026 confermata
Il flusso di cassa netto della divisione Automotive è salito a 4,4 miliardi nei nove mesi, da 1,8 miliardi, grazie a minori investimenti e a operazioni sul portafoglio. Nel solo terzo trimestre, però, si è fermato a 1,2 miliardi contro 3,1 miliardi del 2025. La liquidità netta Automotive è di 33 miliardi al 30 settembre, da 34,5 miliardi di fine 2025. In Europa gli ordini sono cresciuti del 4% a 3 milioni di veicoli, con quelli elettrici in aumento del 39%. Il portafoglio ordini europeo ammonta a circa 1,1 milioni di veicoli, per il 40% elettrici.
Il gruppo ha confermato le stime 2026 riviste il 18 settembre: ricavi intorno a 315 miliardi, margine operativo fino all’1%, flusso di cassa netto tra 3 e 6 miliardi e liquidità netta tra 32 e 34 miliardi. In precedenza la forchetta del margine era del 4-5,5%. Le stime presuppongono dazi invariati e non includono un’eventuale escalation in Medio Oriente né la prevista cessione della quota di maggioranza in Everllence. Il direttore finanziario Arno Antlitz ha definito il margine rettificato del 3,8% «troppo basso per continuare a investire con forza nel nostro futuro», citando dazi statunitensi, contrazione del mercato cinese e minore redditività dei veicoli elettrici.
Il piano di ristrutturazione e il fronte sindacale
I conti arrivano mentre il gruppo guidato da Oliver Blume porta avanti un programma di riduzione dei costi da circa 31 miliardi. Il 18 settembre il gruppo aveva già segnalato oneri straordinari per circa 10 miliardi nel 2026, in larga parte legati a Porsche, la cui forchetta di margine di medio termine è stata abbassata al 10-15%. A inizio settembre il consiglio di sorveglianza ha dato il via libera a 50.000 tagli entro il 2030.
Secondo Reuters, il piano complessivo arriva a circa 100.000 posti di lavoro nel gruppo, compresi Audi e Porsche. Fino a quattro stabilimenti tedeschi rischiano la chiusura e i sindacati, contrari, minacciano scioperi dall’inizio del prossimo anno. Antlitz ha dichiarato che il gruppo “non può permettersi di perdere tempo” e deve agire “in modo rapido e deciso”. Il 18 settembre, all’annuncio del taglio delle stime, il titolo aveva chiuso in calo del 5,6% a Francoforte, dopo essere sceso nei mesi precedenti fino ai minimi degli ultimi 16 anni.
Il titolo Volkswagen nei dati Forecaster.biz
Secondo i dati della piattaforma Forecaster.biz, le azioni privilegiate Volkswagen (VOW3, Xetra) hanno registrato un’ultima chiusura prima dei conti a 69 euro. Il titolo perde circa il 33% da inizio anno ma sale del 3,3% nell’ultimo mese. Il fair value medio calcolato dalla piattaforma è di 79,60 euro, circa il 15% sopra il prezzo: si tratta di una stima di modello, non di un obiettivo di prezzo.
I dati trimestrali disponibili, aggiornati al secondo trimestre 2026, mostrano ricavi in crescita del 2% a 82,4 miliardi, ma margini in compressione. Il margine lordo è sceso al 15,10% dal 16,83% di un anno prima e quello operativo al 4,21% dal 4,74%. L’Altman Z-Score a 0,94 segnala una solidità patrimoniale debole secondo il modello, un indicatore da leggere tenendo conto del peso delle attività finanziarie del gruppo. Il divario tra prezzo e fair value sembra riflettere l’incertezza su margini e costi di ristrutturazione, più che i volumi di fatturato.
Il quadro dopo i conti
Il rosso del terzo trimestre deriva in larga parte da svalutazioni contabili su Porsche e Cina, già anticipate a settembre, ma l’entità della perdita ha superato le attese. Sul piano operativo, il gruppo conserva una cassa solida e conferma gli obiettivi 2026. La redditività rettificata resta però lontana dall’obiettivo del 9% indicato per il 2030 e il mercato cinese continua a ridimensionarsi. I prossimi passaggi da monitorare sono il negoziato con i sindacati su esuberi e stabilimenti, l’evoluzione dei dazi statunitensi e la capacità di migliorare i margini sui veicoli elettrici.
L'articolo Risultati Volkswagen, rosso operativo da 5,9 miliardi nel trimestre proviene da Investire.biz.

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