Reintegro dei medici no-vax radiati, c’è l’ok della Camera con soli 13 voti di scarto. Le opposizioni: “Schiaffo a vittime e scienza”

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I medici no-vax radiati durante il Covid potranno iscriversi di nuovo all’Albo. Lo ha deciso l’Aula della Camera che con 126 voti favorevoli, 113 contrari e 2 astenuti ha approvato il mantenimento dell’articolo 8 – introdotto nei lavori in commissione su proposta di FdI – del disegno di legge delega sul riordino delle professioni sanitarie che permette la possibilità di reiscrizione ai sanitari radiati durante l’emergenza. Prima del voto diversi gli interventi critici arrivati da parte delle opposizioni con Elena Bonetti (Az), Marianna Ricciardi (M5s), Riccardo Magi (+Eu), Devis Dori (Avs), Davide Faraone (Iv) e Ilenia Malavasi (Pd).

“Possiamo raccontarcela come vogliamo – ha detto Bonetti di Az – ma oggi reintegriamo questi medici che hanno disconosciuto la responsabilità che l’obbligo deontologico loro imponeva. Come si comporteranno rispetto al vaccino Mrna sui tumori?”. “State dando uno schiaffo ai medici che hanno seguito le regole e uno schiaffo alle vittime del Covid – ha attaccato Marianna Ricciardi di M5s – siete dalla parte della cialtroneria. Parliamo di poche persone che hanno fatto cose gravissime. Chi ha provato a curare con i fiori di Bac i tumori, infezioni gravissime con la papaya fermentata. Medici che consapevolmente hanno scelto di scegliere l’anti-scienza. Tra i banchi della maggioranza ci sono dei medici, uomini e donne di scienza che rispetto, come fate a sostenere una cosa simile?”. “È un insulto a tutti i medici e sanitari che hanno svolto il loro dovere in quel periodo drammatico. Parliamo di persone che hanno voluto scegliere tesi anti-scientifica, in maniera irresponsabile”, ha osservato Devis Dori di Avs. “È un articolo gravissimo – ha detto Ilenia Malavasi del Pd – un precedente pericoloso, non possiamo pensare di mistificare la memoria di un periodo difficilissimo per il nostro Paese. Stiamo aprendo una ferita gravissima con una leggerezza incredibile. La radiazione è una scelta estrema ma corretta, serve a difendere posizioni scientifiche”. All’attacco anche Davide Faraone (Iv) e Riccardo Magi di +Eu.

La legge delega è in prima lettura alla Camera e sarà, quindi, in vigore solo dopo il passaggio al Senato. Il via libera è arrivato con soltanto 13 voti di scarto. Diversi gli esponenti di Forza Italia assenti. “Io sono tra coloro i quali non hanno votato – sono state le parole di Roberto Bagnasco, deputato di FI, in Aula – ma voglio dire che ho assistito a una speculazione immonda: non avete saputo mantenere adeguati i toni della discussione che riguarda un fatto importante come l’applicazione delle normative durante il Covid. Forza Italia questa sera ancora una volta ha votato secondo coscienza. Si è rischiato di andare sotto? Beh, voi avete fatto i conti, Forza Italia queste considerazioni non le ha fatte e ancora una volta mi sento pienamente solidale col mio partito che ha dimostrato che la libertà di coscienza viene prima di tutto”. Rossano Sasso di Futuro nazionale ha fatto notare che “FnV salva la maggioranza di centrodestra e si scaglia contro la polizia del pensiero unico di Pd e M5s. Senza i nostri voti il governo Meloni sarebbe andato sotto, su un tema molto caro a Speranza e Giuseppe Conte. Alcuni deputati del centrodestra al momento del voto sono usciti, noi siamo rimasti al nostro posto e abbiamo salvato la maggioranza su un tema che abbiamo ritenuto giusto. Siamo pronti a farlo anche su altro, nell’interesse della Nazione. Il centrodestra si guardi dai traditori moderati e che votano come il Pd…”.

“Grande delusione” è la posizione del presidente della Federazione degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli, secondo il quale “ciò che preoccupa non è il supposto tentativo di ‘pacificazione’ di cui parlano alcuni, bensì il tema del non rispetto del Codice deontologico dei medici, che prevede sanzioni autonomamente decise dagli Ordini”. Nel periodo Covid, sottolinea all’Ansa, “non è stata messa in atto alcuna azione persecutoria ma solo una valutazione caso per caso rispetto alle violazioni del Codice, che prevede non si possano mettere in discussione i principi fondamentali della scienza, come nel caso delle vaccinazioni”.

Con l’articolo approvato oggi, rileva Anelli, “la giustizia esercitata in maniera autonoma dai singoli Ordini viene modificata da norme di legge, alterando un criterio generale: quello che gli Ordini da sempre hanno seguito e che prevede una serie di garanzie per tutti i professionisti sanitari”. L’auspicio, osserva il presidente Fnomceo, è che “se ne possa ridiscutere e si possa riflettere ulteriormente per modificare la norma in vista del passaggio al Senato”. Anelli sottolinea che “le azioni degli Ordini durante il periodo Covid non hanno avuto intenti persecutori di alcun genere. Le sanzioni che sono state comminate – afferma – sono state determinate da violazioni del Codice deontologico. Rispetto al periodo della pandemia, tutti dobbiamo riflettere sul fatto che le posizioni espresse dagli Ordini erano finalizzate alla tutela della sicurezza dei cittadini. Pertanto, se l’atteggiamento del medico poteva determinare un’alterazione del principio di cura, si è ritenuto di procedere a carico del professionista proprio in virtù di un principio di salvaguardia dei cittadini”.

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