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Se nella prossima manovra arriverà un’estensione dell’esenzione dal bollo auto ai van delle famiglie numerose si saprà solo mercoledì, al termine del Consiglio dei ministri. Intanto a escludere la possibile trasformazione in misura permanente dello stop del pagamento del bollo, che solo per il prossimo anno costa circa 2,36 miliardi di euro, è l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) che, in un focus, mette in guardia: richiederebbe risorse finanziarie di carattere strutturale e il governo non ha ancora trovato le coperture. Ma l’Upb conferma pure che l’esenzione valida solo per il 2027 aiuterà soprattutto le famiglie meno abbienti e, considerata insieme alle riduzioni di accise sui carburanti disposte nel corso di quest’anno, varrebbe potenzialmente circa la metà del peso del caro carburanti del 2026.
Ripartiamo dai numeri. L’esenzione dal bollo auto prevista per il 2027 riguarderà meno della metà dei veicoli in circolazione (il 45%), ma raggiungerà il 65% degli intestatari e il 73% delle famiglie che possiedono almeno un mezzo. Questo perché la misura prevede l’esenzione per una sola auto di potenza non superiore a 80 kW oppure, in assenza di una vettura, un motociclo o ciclomotore. Il vantaggio sarà così più consistente per i nuclei con minore capacità di spesa: lo 0,9% della spesa nel primo decile, contro lo 0,1% nell’ultimo, dove ci sono i più benestanti. La motivazione è chiara: nelle famiglie con reddito più basso c’è una sola auto di bassa-media cilindrata che rientrerà nell’esenzione, mentre i nuclei più abbienti e con più auto continueranno a pagare dal secondo bollo in poi. A livello familiare, insomma, basta che un solo componente abbia diritto all’esenzione perché l’intero nucleo ne benefici. Una simulazione positiva, considerando che la misura interviene su un tributo che “incide fino a sei volte di più sui bilanci delle famiglie meno abbienti rispetto ai nuclei più agiati”.
Si tratta di un’esenzione che si aggiunge alle riduzioni delle accise varate anch’esse con lo scopo di alleggerire i costi della mobilità privata. Insieme, le due misure valgono potenzialmente lo 0,6% della spesa delle famiglie, circa la metà dell’aumento di spesa causato dal rincaro dei carburanti nel 2026. E due terzi di questo effetto vengono dall’esenzione dal bollo. Ma se le due misure danno un sostegno immediato, funzionano in modo molto diverso. Il taglio delle accise, come il rincaro, è proporzionale a quanto si usa l’auto e pesa in modo quasi uniforme lungo la curva dei decili di spesa, tra 0,2 e 0,3 punti percentuali. L’esenzione riflette i pregi e i limiti del tributo su cui interviene: favorisce maggiormente le famiglie meno abbienti, sulle quali il tributo pesa di più, ma contrasta in modo disomogeneo il rincaro dei carburanti, poiché il beneficio non dipende dall’effettivo utilizzo del veicolo.
E da qui partono le criticità, in primis quella sulle coperture. Se nel 2027 l’esenzione sarà compensata con fondi in avanzo del Pnrr, per il 2028 e il 2029 il tema rimane ancora nell’indeterminatezza. Inoltre la misura è stata varata senza aver considerato fino in fondo l’impatto sulle Regioni, che incassano la tassa e che vedrebbero sostituito il gettito con un trasferimento statale. Il mancato gettito sarà compensato da un trasferimento dello Stato, la cui ripartizione tra le Regioni sarà stabilita da un successivo decreto ministeriale. In questo modo le maggiorazioni delle tariffe che alcune Regioni hanno scelto di applicare finiscono a carico di tutti i contribuenti italiani. Inoltre per l’Upb non è chiaro se il ristoro tenga conto delle modifiche introdotte dal decreto legislativo di agosto. Se fosse ripartito sulla base della normativa precedente, ne vanificherebbe per il 2027 gli effetti sulla distribuzione del gettito tra Regioni: il riassetto del tributo definito in agosto verrebbe così superato, prima ancora di trovare applicazione, dalla misura di settembre.
C’è infine un limite di orizzonte: il confronto considera solo la maggiore spesa per carburanti del 2026. Se i prezzi non tornassero ai livelli precedenti la crisi, le famiglie avrebbero costi più alti anche nel 2027, che qui non sono conteggiati.
L'articolo Bollo auto, l’esenzione aiuta i meno abbienti ma il governo non sa come finanziarla dal 2028. L’Ufficio di bilancio: “Criticità” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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