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“Report è una cosa seria, bisogna essere strutturati, preparati. Bisogna conoscere la memoria delle inchieste di Report, bisogna conoscere e sapere benissimo tutta la legislazione che riguarda il materiale da trattare: non ci si improvvisa conduttori di Report“. A parlare è Sigfrido Ranucci, che ha risposto alla domanda sul passo indietro dalla conduzione di Giulia Presutti. “C’è un’evidente consapevolezza dei politici, che sapevano della mia sostituzione, settimane prima che è avvenuta”, ha aggiunto. È però notizia di oggi la scelta di Claudia Di Pasquale come co-conduttrice al fianco di Daniele Piervincenzi. “Sarebbe stata una delle mie scelte in un normale dialogo con l’azienda. Però meno male che questo dialogo non è avvenuto – aggiunge Ranucci – perché se l’avessi consigliata io, probabilmente non l’avrebbero nominata“, ha dichiarato.
Le sue quotazioni erano salite rapidamente nelle ultime ore, ma la fumata bianca è arrivata solo all’esito dell’incontro pomeridiano con Corsini, accolta con applausi e grida di esultanza quando la stessa Di Pasquale lo ha comunicato ai colleghi della redazione, tenendo anche il primo discorso nel suo nuovo ruolo. Superate le tensioni degli ultimi giorni, quando gli inviati – capitanati dai capi autore in pectore Giulio Valesini e Bernardo Iovene – avevano minacciato le dimissioni in blocco se la Rai avesse tirato diritto su Piervincenzi e Presutti. Al fianco di Piervincenzi, dunque, un altro volto femminile, visto che – aveva assicurato Corsini – “l’attenzione al genere è stata la mia prima preoccupazione“. Per Corsini Di Pasquale è “una collega” di “grande esperienza“. Esultano gli inviati del programma, secondo cui la nuova co-conduttrice “è la più degna rappresentante dello spirito e del dna di Report. Confidiamo che insieme a Valesini e Iovene sarà in grado di garantire la consueta autonomia e libertà alla squadra dei giornalisti“.
L’ormai ex conduttore di Report, a margine dello spettacolo “Diario di un trapezista”, al parco di Villa Manusardi a Casalfiumanese, nel Bolognese, ha parlato anche del suo futuro in Rai: “Io farò la mia battaglia, che non è una battaglia personale: è una battaglia per la democrazia e per la libertà di stampa“. Ranucci contesta infatti “un metodo molto discutibile, che non riconosce il merito e neanche la trasparenza. Vi pare normale – aggiunge – che dopo 35 anni di Rai, con la mia storia e la mia esperienza, io debba sapere della mia sostituzione da un’agenzia?”.
L'articolo Ranucci: “Felice per Claudia Di Pasquale, sarebbe stata la mia scelta. Non ci si improvvisa conduttori di report” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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