Radiografo in Islanda. “Quando spiegai che in Italia avevo lavorato gratis per fare esperienza, non capivano. Qui la mia vita è migliorata”

1 hour_ago 1
ARTICLE AD BOX

Anni di studi, concorsi, volontariato e tentativi di trovare una stabilità professionale in Italia: tutto lasciato alle spalle. Quando arrivò in Islanda, nel gennaio del 2015, Marco Ghiselli non conosceva ancora bene la lingua e non sapeva cosa aspettarsi. Ad accoglierlo, il primo giorno di lavoro, fu una collega che lo abbracciò e gli disse semplicemente: “Abbiamo bisogno di te”. “Mi colpì tantissimo”, ammette a ilfattoquotidiano.it. “In quel momento capii che ero arrivato in un posto dove contavano davvero le mie competenze”. Nato a Rovigo nel 1983 e cresciuto tra Veneto ed Emilia-Romagna, Marco si è formato all’Università di Ferrara, dove ha conseguito una laurea in Scienze Biologiche e una seconda laurea in Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia. Negli anni successivi ha continuato a investire sulla propria formazione, ottenendo anche un Master in Ecografia. Eppure, nonostante gli studi e il volontariato svolto all’ospedale di Ravenna, il lavoro stabile sembrava sempre fuori portata.

A lasciargli l’amaro in bocca non fu un singolo episodio, ma una serie di situazioni che si ripetevano. “Durante il mio tirocinio sentivo spesso dire che per lavorare nel pubblico bisognava prima fare volontariato, farsi vedere o avere conoscenze. All’inizio pensavo fosse un’esagerazione, poi partecipando ai concorsi e ai colloqui mi resi conto che era una triste realtà”. A questo si aggiungeva un paradosso che ancora oggi ricorda bene: le offerte rivolte ai neolaureati che richiedevano però esperienza professionale già maturata. “Mi chiedevo come fosse possibile. Come può un neolaureato avere esperienza se nessuno gli dà la possibilità di iniziare?”. Nel 2014 decise quindi di guardare oltre i confini italiani. La prima tappa fu Dublino, dove lavorò nel customer service mentre attendeva il riconoscimento professionale necessario per esercitare la sua professione sanitaria. Un periodo non semplice, segnato da pratiche burocratiche e documenti da tradurre e certificare, ma che gli permise di aprire nuove prospettive.

L'articolo Radiografo in Islanda. “Quando spiegai che in Italia avevo lavorato gratis per fare esperienza, non capivano. Qui la mia vita è migliorata” proviene da Il Fatto Quotidiano.

read-entire-article