ARTICLE AD BOX
È tornato a vivere dopo aver rischiato nuovamente di morire. Pietro Puzone, ex calciatore del Napoli e considerato uno dei migliori amici di Diego Armando Maradona, è stato soccorso dopo essere stato trovato da giorni su una panchina ad Acerra, in condizioni estremamente precarie. Le ferite profonde alle gambe e alle braccia, il caldo torrido e la nuova ricaduta nell’alcol avevano reso la situazione drammatica.
A lanciare l’allarme era stato Alessandro Cannavacciuolo, attivista ambientale, che aveva raccontato sui social le condizioni in cui versava l’ex giocatore. Il suo appello ha rapidamente fatto il giro del web, attirando l’attenzione delle istituzioni locali. Il sindaco D’Errico e gli assistenti sociali hanno attivato il 118, consentendo ai sanitari di intervenire e mettere in salvo Puzone.
L’ex calciatore è ora ricoverato alla Clinica Villa dei Fiori, dove sta ricevendo le cure necessarie ed è sottoposto agli accertamenti del caso. “La situazione era davvero grave. Da giorni era sdraiato su una panchina sotto il sole torrido, continuava a bere. Non so quanto tempo ancora avrebbe resistito“, ha spiegato Cannavacciuolo. Nel frattempo è stato avviato anche l’iter legale e sociosanitario per assicurargli un percorso di recupero.
Puzone ha mosso i primi passi nel settore giovanile del Napoli, arrivando all’esordio in Serie A nel 1982 contro il Cesena. Con la squadra azzurra ha conquistato lo scudetto e la Coppa Italia nel 1987, vivendo anche se per un breve periodo l’esperienza in campo al fianco di Maradona. In totale sono state nove le sue presenze con il Napoli. Successivamente ha giocato anche per Catania, Spezia e Ischia.
Il rapporto con Maradona, però, è andato ben oltre il calcio. I due erano molto legati e insieme hanno vissuto gli anni della grande popolarità, tra notti nei locali e una vita fatta di eccessi. Puzone aveva raccontato alla Gazzetta: “Ero sempre in giro di notte con Diego”. E aveva aggiunto: “Lui era il calciatore più forte al mondo, io un giovane che pensava soltanto a divertirsi“.
Proprio quel periodo, secondo il racconto dell’ex giocatore, ha contribuito a compromettere la sua carriera: “Non ho saputo gestire il mio talento, ho perso tutte le occasioni“. Anni dopo avrebbe riconosciuto il peso di quella vita fuori dagli schemi: “La vita mi ha presentato il conto. Ho trascorso anni oltre il limite. L’eccessiva popolarità, i guadagni facili, i vizi“.
Tra gli episodi più celebri della sua storia c’è la partita organizzata ad Acerra nell’inverno del 1985. Puzone riuscì a coinvolgere Maradona in un incontro giocato nel fango per raccogliere fondi destinati a un bambino nato con una grave malformazione al labbro. Dopo il ritiro, però, l’ex calciatore è precipitato nel tunnel della dipendenza dall’alcol, fino a ritrovarsi senza una casa e a vivere sulle panchine. In passato aveva già affrontato un lungo ricovero e intrapreso un percorso di cura, riuscendo a lasciarsi alle spalle quel periodo anche grazie all’aiuto dell’amico Maradona.
Pochi mesi fa aveva ricordato le parole che Diego gli aveva rivolto prima di morire: “Pietro, devi salvarti“. Un messaggio rimasto impresso nella sua memoria: “Se adesso sono qui è anche grazie a lui”. Ora, a distanza di tempo, Puzone si è trovato nuovamente in una situazione limite. A salvarlo, questa volta, sono stati i suoi concittadini, i servizi sociali e i sanitari che hanno raccolto l’appello e gli hanno garantito un nuovo intervento.
L'articolo Puzone, il migliore amico di Maradona ricoverato d’urgenza per dipendenza da alcol: era da giorni su una panchina proviene da Il Fatto Quotidiano.





English (US) ·