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Annamaria Bernardini de Pace non fa sconti, né in tribunale né fuori. La celebre avvocata divorzista, oggi settantottenne e volto televisivo del programma Forum, ha pubblicato la sua prima autobiografia romanzata intitolata “Sentimenti e sentenze. Auto biografia di false verità” (Bdp editore). Un bilancio di vita e carriera che parte da una constatazione amara: le delusioni più cocenti non sono arrivate dalle aule di giustizia, ma dall’interno del suo stesso ambiente di lavoro.
Alla base della sua etica professionale c’è una regola severa, che nel libro viene riassunta in una massima perentoria: “Il tradimento implica la condanna a morte del traditore”. Un principio che Bernardini de Pace ha dovuto applicare a molti ex allievi: “Nei miei studi sono passati più di 400 allievi”, rivela l’avvocata. “Scelgo i miei collaboratori solo per merito. Ma alcuni sono stati tremendi perché si sono portati via soldi e anche clienti, a testa bassa”. Bernardini de Pace traccia una linea netta tra chi lascia lo studio per una legittima aspirazione alla crescita professionale e chi, invece, agisce alle spalle: “Non mi riferisco a chi se n’è andato con schiettezza per una sana voglia di autonomia, ma a chi mi ha tradita, cercando di accaparrarsi clienti in segreto. Ma peggio per loro: a me hanno tolto soldi, loro si sono tolti l’onore e i ricordi belli, tutto”. Un’epurazione emotiva e relazionale che ha riservato anche a ex fidanzati e a persone aiutate in passato che per lei, oggi, “ormai non esistono più”.
L'articolo “Preferisco l’idiozia naturale all’intelligenza artificiale. Nei miei studi sono passati più di 400 allievi, alcuni sono stati tremendi perché si sono portati via soldi e anche clienti proviene da Il Fatto Quotidiano.




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