Nuovi farmaci, la roulette dei tempi di introduzione: attesa da 100 a 400 giorni. Campania e Sicilia “virtuose”

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Siamo il Paese dei 21 sistemi sanitari regionali e dei viaggi della speranza in genere – ma non sempre – da Sud a Nord per curarsi. A volte la nostra salute o la nostra stessa vita dipendono da un farmaco innovativo magari molto costoso e dalla sua rimborsabilità. Ma anche i tempi di introduzione dei nuovi farmaci non sono gli stessi in tutta Italia. Con qualche sorpresa: non sempre le Regioni che fanno in fretta sono quelle che consideriamo più ricche ed efficienti. Le più “veloci” sono infatti Sicilia, Campania e Toscana, quest’ultima certamente tra le più virtuose ma le prime due senz’altro no. Le più “lente” sono invece Marche, Abruzzo e Sardegna.

Contano, con tutta evidenza, anche ragioni di cassa: la spesa farmaceutica per gli acquisti diretti delle Regioni (ospedali e Asl) è infatti fuori controllo, tanto che l’Aifa sta lavorando a una revisione molto drastica del Prontuario farmaceutico che potrebbe comportare il trasferimento di numerosi prodotti nelle categorie a carico dei pazienti. Anche l’industria farmaceutica è molto critica. Ma d’altra parte c’è anche un articolato dibattito sul carattere realmente innovativo di molti farmaci di recente introduzione, che pesano sull’aumento della spesa anche se non ne sono l’unica componente.

In Italia non esiste un modello unitario di governance farmaceutica regionale. Un farmaco, dopo aver ricevuto il via libera di Aifa sul prezzo e sul rimborso, impiega in media 165 giorni per diventare effettivamente disponibile al paziente. Il tempo varia tra 100 e 400 giorni a seconda della Regione: a parità di diritto, l’attesa può essere fino a 4 volte più lunga. È quanto emerge dal progetto Osservatorio Regional Access (Ora), promosso da Pharma Value che è una società di consulenza per le aziende farmaceutiche, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università degli Studi di Milano.

In molte Regioni, secondo gli autori dello studio, oltre il 60-70% del tempo totale matura prima ancora che parta la gara per l’acquisto. Il ritardo non dipende principalmente dalla modalità di acquisto, ma dalla fase amministrativa che la precede. A determinare le differenze, dunque, non è la presenza di un Prontuario Terapeutico Regionale – Ptr (i dati mostrano che le Regioni prive di Ptr registrano un tempo mediano dalla Gazzetta Ufficiale all’aggiudicazione della gara di 145 giorni, rispetto ai 192 delle Regioni con Ptr) ma soprattutto la capacità organizzativa della Regioni: quelle medie o piccole impiegano circa il 70% in più delle grandi.

Tra le caratteristiche del farmaco: lo status di orfano si associa a tempi più lunghi, coerentemente con la complessità dei percorsi valutativi e la minore pressione competitiva; il riconoscimento di innovatività Aifa è associato a tempi più contenuti, compatibilmente con gli obblighi di accesso prioritario previsti dal quadro normativo; la classe A-Pht – la cui distribuzione è controllata strettamente dalle Asl, attraverso i piani terapeutici – si associa a tempi più lunghi, interpretabile alla luce delle peculiarità distributive di questa categoria; tuttavia il loro effetto è di entità inferiore rispetto a quello della dimensione regionale e del procurement.

“I tempi di accesso regionale ai farmaci non dipendono da un singolo elemento, ma dall’interazione tra più dimensioni: gli assetti di governance, la capacità organizzativa delle Regioni, le caratteristiche del farmaco e le modalità di acquisto adottate. La variabilità osservata tra i territori riflette quindi la natura multifattoriale del percorso di accesso, in cui l’efficienza del sistema dipende soprattutto dal grado di integrazione tra valutazione, programmazione e procurement. Comprendere il peso relativo di questi fattori è essenziale per individuare le leve di miglioramento e promuovere modelli organizzativi capaci di ridurre le disuguaglianze territoriali, garantendo ai pazienti un accesso più rapido e uniforme alle terapie su tutto il territorio nazionale”, commenta Andrea Marcellusi, professore del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Milano.

“I dati dell’Osservatorio Regional Access mostrano come il percorso che porta il farmaco al paziente continui a essere fortemente condizionato dalle diverse modalità organizzative regionali. Le differenze che emergono non riguardano soltanto gli strumenti di governance adottati, ma soprattutto la capacità dei sistemi regionali di tradurre rapidamente le decisioni regolatorie in accesso concreto alle terapie. Quando i tempi possono variare fino a quattro volte da una Regione all’altra, il rischio è che il luogo di residenza incida sulle opportunità di cura. L’obiettivo di Ora è fornire evidenze utili a comprendere quali fattori rallentano i processi e a individuare modelli organizzativi in grado di garantire un accesso più tempestivo ed equo ai farmaci innovativi su tutto il territorio nazionale”, commenta Valeria Viola, direttrice di Pharma Value.

L'articolo Nuovi farmaci, la roulette dei tempi di introduzione: attesa da 100 a 400 giorni. Campania e Sicilia “virtuose” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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