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La Rai ha inviato a Sigfrido Ranucci una lettera di richiamo per le dichiarazioni su Carlo Nordio rese a È sempre Cartabianca, su Rete 4. Martedì sera, ospite del talk show di Bianca Berlinguer, il conduttore di Report aveva affermato di aver raccolto una testimonianza, definita come ancora da verificare, secondo cui il ministro della Giustizia è stato di recente ospite in Uruguay nel ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti. Una suggestione a cui Nordio ha voluto replicare telefonando in diretta, affermando di non aver mai incontrato Cipriani durante la sua missione in Sudamerica, risalente al marzo del 2025: “Sono cose inventate di sana pianta. È un’ipotesi offensiva, c’è un limite a tutto, valuto le vie legali”, ha detto il ministro.
Ora l’azienda di viale Mazzini striglia Ranucci contestandogli la diffusione di una notizia non verificata, ricordando che i dipendenti Rai devono rispettare i principi del servizio pubblico anche quando si esprimono al di fuori delle trasmissioni aziendali. Nella lettera si sottolinea che il conduttore era autorizzato a partecipare a Cartabianca, un programma concorrente, esclusivamente per presentare il suo nuovo libro e non a partecipare a discussioni di attualità: di conseguenza l’azienda anticipa di non voler sostenere le spese legali di Ranucci – come invece normalmente fa per le inchieste che vanno in onda su Report – qualora il ministro dovesse davvero agire in giudizio contro di lui.
Contro l’iniziativa Rai si esprime il Movimento 5 stelle con una nota dei suoi esponenti in Commissione parlamentare di vigilanza, Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato: “Nel giorno in cui si certifica il tracollo dell’Italia guidata da Giorgia Meloni sul fronte della libertà di stampa, con la caduta libera nella classifica di Reporter Senza Frontiere, Telemeloni mette il sigillo definitivo sull’asservimento della Rai al governo. Su Sigfrido Ranucci è stata superata la linea rossa. Qual è la sua colpa? Senza quell’intervento dalla Berlinguer nessuno avrebbe saputo che Carlo Nordio era stato in Uruguay. Nessuno. E questo dato, da solo, basta a spiegare il valore giornalistico di quanto detto. Nordio ha dichiarato di conoscere Cipriani, cosa che non aveva mai detto prima. Anche questo è un fatto, non un’opinione. Non ci risulta che alcun ministro della Giustizia, oltre a Nordio, sia mai andato in Uruguay. Anche questo è un elemento oggettivo che merita di essere portato all’attenzione pubblica”, affermano.
I pentastellati sottolineano che “non c’è stato alcuno scoop venduto come verità assoluta”: “Ranucci ha detto chiaramente che si trattava di una notizia proveniente da una fonte attendibile e che era in corso di verifica. Non ha accusato nessuno. Non ha costruito sentenze. La parte più indegna e grave è quella in cui la Rai scrive nero su bianco che non fornirà alcuna tutela legale qualora il ministro decidesse di agire. È un messaggio devastante: la negazione stessa del servizio pubblico. È un atto di intimidazione interna che non ha precedenti recenti per brutalità. La Rai deve tornare indietro. Deve ritirare quella lettera. Deve chiedere scusa a un giornalista che solo pochi mesi fa ha subito un attentato che ha messo in pericolo la sua vita e quella della sua famiglia. C’è un limite a tutto, anche per TeleMeloni”, scrivono.
L'articolo “Nordio in Uruguay da Cipriani”, la Rai invia una lettera di richiamo a Ranucci: “Notizia non verificata, no a spese legali” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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