“Nella camera di Chiara Poggi c’è ancora tutto, continuavo ad apparecchiare per 4. Ci siamo realmente resi conto della mancanza solo 8 mesi dopo, lì ho capito che non tornava”: parla la mamma Rita Preda

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Un paio di jeans nuovi appoggiati nella camera da letto, accompagnati da un biglietto con le istruzioni per la sarta: “Accorciare dieci centimetri”. È l’immagine rimasta intatta per gli otto mesi di sequestro all’interno della villetta di Garlasco, teatro dell’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007. La scoperta dell’indumento è avvenuta al momento del dissequestro dell’abitazione. Chiara aveva acquistato i pantaloni a fine luglio e la madre le aveva suggerito di posticipare le modifiche sartoriali: “Partiamo per le vacanze. Quando torniamo, li facciamo accorciare”.

L’aneddoto, che segna il momento esatto della presa di coscienza della perdita, è stato posto al centro dell’intervento della madre Rita Preda, salita sul palco della Triennale di Milano durante il panel “La vita dopo di te” all’interno del convegno “Il tempo delle donne”.

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