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Per anni si sono guardati con diffidenza. In alcuni casi sono arrivati anche a scontrarsi. Tuttavia i toni nelle ultime settimane sembrano diventati più distesi, simboleggiati anche dal bacio con cui il primo ha accolto la seconda in favore di fotografi e telecamere al G7 di Evian. Da una parte Emmanuel Macron, simbolo dell’europeismo liberale francese, e dall’altra Giorgia Meloni, leader della destra conservatrice italiana. Dalla crisi diplomatica sulla Ocean Viking agli scontri sui migranti del 2022, dalle polemiche sull’Ucraina alle tensioni sul diritto all’aborto durante il G7 in Puglia nel 2024, il rapporto tra Parigi e Roma è stato spesso segnato da incomprensioni e contrapposizioni. Oggi però, tra Antibes e Le Cannet, Italia e Francia stanno dando un segnale: le due maggiori economie manifatturiere dell’Europa continentale hanno bisogno l’una dell’altra.
Il segnale più evidente arriva dal doppio appuntamento in corso in Costa Azzurra. Ad Antibes si svolge il vertice bilaterale tra il presidente francese e la presidente del Consiglio. A circa quaranta chilometri di distanza, a Le Cannet, si è svolta la prima edizione del Forum Economico Francia-Italia, un evento che riunisce oltre 200 soggetti pubblici e privati e che vede la partecipazione di circa 300 tra i principali imprenditori italiani e francesi.
I numeri aiutano a comprendere la portata dell’iniziativa. Nel 2025 l’interscambio commerciale tra i due Paesi ha superato i 112 miliardi di euro, confermando l’Italia come secondo partner commerciale della Francia. Oltre 2.000 imprese francesi operano stabilmente in Italia, mentre circa 1.800 aziende italiane sono presenti sul mercato francese. Una rete di investimenti e filiere produttive che rende Roma e Parigi economicamente molto più interdipendenti di quanto le polemiche politiche lascino intendere.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scelto il Forum Economico proprio per presentare tre strumenti dedicati proprio alla cooperazione bilaterale: la nuova Guida agli Affari in Francia, destinata alle imprese italiane interessate a investire Oltralpe; il Rapporto sugli investimenti, i partenariati e il commercio tra Italia e Francia, definito tra i più completi strumenti di analisi delle relazioni economiche tra i due Paesi; e il Taccuino delle iniziative promozionali 2025, che raccoglie le attività svolte dall’Ambasciata italiana e dall’ICE per valorizzare le eccellenze industriali, scientifiche e tecnologiche dei due sistemi economici. Al suo arrivo Tajani è stato accolto dall’omologo francese, Jean-Noel Barrot.I due capi delle diplomazie di Italia e Francia hanno firmato due Dichiarazioni di intenti che saranno poi ufficializzate ad Antibes, dove si svolge il vertice bilaterale Francia-Italia, nel tardo pomeriggio.
La prima Dichiarazione consolida la cooperazione tra i due ministeri degli Affari Esteri, promuovendo nuove iniziative di coordinamento, formazione e scambio di competenze, rafforzamento della collaborazione in materia di innovazione, tecnologie digitali e sicurezza cibernetica. La seconda Dichiarazione, dedicata ai Mari e all’Oceano, rafforza la dimensione marittima del Trattato del Quirinale – lo storico accordo bilaterale firmato il 26 novembre 2021 per istituire una cooperazione rafforzata e strutturata tra i due Paesi – e valorizza la comune vocazione mediterranea di Italia e Francia. Il testo promuove una più stretta collaborazione nei settori dell’economia blu, della ricerca scientifica marina, oceanica e polare, dell’innovazione e della digitalizzazione, con particolare attenzione alla competitività delle filiere marittime europee, allo sviluppo delle interconnessioni strategiche, a partire dal corridoio Imec, e alla tutela dell’ambiente marino.
“L’intensità delle relazioni economiche tra la Francia e l’Italia non è nuova, ma il Trattato del Quirinale ha dato un quadro e ambizioni nuove al servizio di un nostro obiettivo comune quello della sovranità europea”, ha detto Barrot, chiudendo il Forum. “I numeri parlano da soli, 100 miliardi di euro di investimenti francesi in Italia, 62 miliardi di euro di investimenti italiani in Francia, 2.500 filiali di imprese francesi in Italia, che rappresentano 340.000 lavoratori, e 2.000 filiali di imprese italiane in Francia, per 100.000 lavoratori“. Non solo, ha aggiunto il ministro, “abbiamo largamente superato i 100 miliardi d’euro di investimenti francesi in Italia nel 2025”.
Ma dietro al nuovo clima tra Roma e Parigi agiscono anche motivazioni geopolitiche. In una fase segnata da tensioni tra Europa e Stati Uniti e da un quadro globale sempre più instabile, Italia e Francia hanno interesse a rafforzare il coordinamento all’interno dell’Unione Europea. In secondo luogo Difesa, industria militare, spazio, energia e sicurezza del Mediterraneo sono settori nei quali nessuno dei due Paesi può agire efficacemente da solo. Questo vertice, hanno spiegato alla vigilia fonti dall’Eliseo, “arriva dopo il G7 di Evian durante il quale si è registrato una convergenza su diversi temi tra cui il sostegno all’Ucraina, la stabilizzazione nel Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz”.
L'articolo Meloni a Nizza, prove di disgelo con Macron. “Tra Italia e Francia relazioni solide” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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