Schwazer, la Nada dice “no”: la terza provetta non verrà analizzata. Si infittisce il mistero sulla positività

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La Nada, l’agenzia nazionale antidoping tedesca, ha fatto sapere che non procederà all’esame dell’urina residuale (l’ormai nota terza provetta) di Alex Schwazer del controllo antidoping effettuato nel pomeriggio di domenica 26 aprile, al termine della maratona di marcia dei Campionati nazionali tedeschi, a cui l’atleta è risultato positivo all’Epo. La Nada, invece, ha comunicato che il prossimo 6 luglio inizierà il controllo sul campione B (seconda provetta) dell’atleta al laboratorio di Colonia.

Dopo i test antidoping post gara, Schwazer, oro olimpico della 50 km a Pechino 2008, era stato infatti trovato positivo all’eritropoietina (Epo). La provetta di urina residuale è riuscita a farsela consegnare Sandro Donati, suo ex allenatore presente in forma privata a seguire la gara di Schwazer, ma non prevista dalle procedure attuali dei test antidoping su scala mondiale. Alex Schwazer aveva richiesto la controanalisi delle provette B a condizione che venisse esaminata “la terza provetta” con l’urina “residuale” consegnata il 26 aprile. Schwazer, attraverso una nota del suo management, ha confermato che “rinuncerà alle controanalisi“.

L’avvocato bolzanino Gerhard Brandstaetter, nel ribadire l’assoluta fiducia in Alex Schwazer, ha richiesto i ‘Documentation Packages‘ delle prove A e nel rispetto delle decisioni e determinazioni di Alex Schwazer, si riserva opportune iniziative a tutela dello stesso e per la ricerca della verità. La notizia della positività di Schwazer è arrivata il 22 giugno, sconvolgendo ancora il mondo dello sport, considerando che si tratta appunto della terza in carriera.

L’altoatesino ha subito convocato una conferenza stampa per spiegare le proprie ragioni e si è professato innocente, avvertendo però che non si sarebbe più difeso perché “non ho la forza e né l’energie per farlo. Non mi interessa più nulla“, ha detto Schwazer. In quel caso però aveva spiegato che l’unico atto post positività che avrebbe fatto sarebbe stato appunto quello di richiedere l’analisi della terza provetta d’urina che ha conservato Sandro Donati, suo ex allenatore e simbolo della lotta antidoping.

“Subito dopo la gara vinta, come da prassi, ho chiesto se potevo accompagnarlo al test e così è stato”, ha raccontato il tecnico. Terminata la fase dei prelievi, durante la verbalizzazione, il gruppo di Schwazer aveva chiesto di poter ottenere una parte dei campioni raccolti. “Abbiamo fatto mettere per scritto un primo rifiuto alla richiesta di avere un campione del sangue prelevato, mentre ci è stata accordata – sbagliando – la possibilità di conservare un residuo dell’urina”. Provetta che Schwazer e il suo team hanno conservato come eventuale prova definitiva del caso: ora però il rifiuto della Nada che apre ancora più dubbi sul caso.

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