McDonald’s alza il dividendo e vola a Wall Street, cosa fare ora?

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È stata una giornata all’insegna dell’euforia per le Borse europee, con i principali indici azionari che hanno chiuso le contrattazioni in generale rialzo. A sostenere gli acquisti è stata l’ampia vittoria dei democratici alle elezioni di Midterm USA, un evento che potrebbe portare a politiche fiscali più clementi, in particolar modo sul fronte dei dazi. Anche l’apertura di Donald Trump a collaborare con l’opposizione è stata accolta positivamente

Con il DAX di Francoforte che ha guadagnato il 2,17% e il CAC 40 di Parigi che è salito dell’1,96%, al giro di boa la Borsa americana vede l’S&P 500 e il Nasdaq guadagnare rispettivamente l’1,59% e l’1,71%. In questo contesto, il FTSE Mib, grazie alla spinta del settore bancario, è risultato la maglia rosa in Europa. L’indice di riferimento di Piazza Affari ha terminato le contrattazioni in rialzo del 2,18%, a 51.031,02 punti.

Dal punto di vista operativo, torna a rafforzarsi il quadro grafico di breve periodo. Questo grazie al superamento della soglia dei 50.000 punti, dove transitava la trendline discendente che, partita dai massimi toccati nello scorso mese di agosto, congiungeva i massimi di settembre. Nel breve periodo, le attese sull’indice italiano sono rivolte a un test dei 51.565 punti, massimi registrati nello scorso mese di ottobre.

Andando a Wall Street, tra le azioni quest’oggi si stanno mettendo in luce troviamo McDonald’s. Il colosso statunitense ha tratto giovamento dai buoni dati trimestrali e dall’incremento del dividendo. Andiamo a leggerli nel dettaglio e a vedere le prospettive tecniche per il titolo.

 

McDonald’s aumenta il dividendo

Grazie a una solida performance che ha contraddistinto gran parte delle proprie attività internazionali, McDonald’s ha registrato un altro trimestre di crescita a livello globale. I ricavi sono aumentati dell’1%, raggiungendo i 7,16 miliardi di dollari, un dato inferiore al consenso degli analisti, pari a 7,4 miliardi di dollari. Le vendite comparabili a livello globale sono aumentate dell’1,5%. A livello geografico, gli Stati Uniti hanno mostrato un calo dello 0,2%, con la diminuzione del numero di clienti che è stata in gran parte compensata da un aumento dello scontrino medio.

I mercati internazionali a gestione diretta hanno registrato una crescita dell’1,4%, sostenuta dalla buona performance di Germania e Australia. Sui mercati internazionali in licenza, le vendite sono cresciute del 4,2%. La Cina ha registrato un andamento negativo, mentre il Giappone ha mostrato una decisa crescita.

Con l’utile operativo aumentato del 7%, a 3,6 miliardi di dollari, l’utile rettificato è cresciuto del 10% a 2,53 miliardi di dollari. In questo contesto, l’utile per azione è migliorato dell’11%, attestandosi a 3,57 dollari. Il dato è superiore alle attese degli analisti, pari a 3,38 dollari. Sulla base di questi dati, il colosso del fast food ha annunciato un incremento del 4% del dividendo trimestrale, portandolo a 1,93 dollari per azione su base trimestrale.

Dopo la pubblicazione di questi risultati, gli analisti hanno rivisto i propri rating e i target price sulle azioni. Tra questi, UBS ha confermato il giudizio Buy, con un target price di 320 dollari, mentre TD Cowen si è mostrata più cauta, con un rating Hold e un prezzo obiettivo di 270 dollari.

 

Azioni McDonald’s: analisi tecnica e strategie operative

Analizziamo la seduta odierna delle azioni McDonald’s a Wall Street e gli spunti operativi per il breve periodo. Con volumi decisamente in aumento rispetto a quelli delle ultime settimane, la prima parte della giornata è caratterizzata da un deciso rialzo del titolo che, con un guadagno del 5,49%, si porta oltre i 277 dollari. Con un trend di medio periodo ascendente, andiamo a scoprire quali sono i livelli da monitorare nel corso delle prossime sedute.

 

Scenario rialzista

Il movimento odierno, che sta accompagnando le quotazioni verso i massimi degli ultimi quattro mesi, a 278,37 dollari, sta rafforzando il trend rialzista partito lo scorso 8 ottobre. In quella giornata, le azioni, dopo aver testato i minimi degli ultimi quattro anni, avevano disegnato un Engulfing rialzista, classico pattern di inversione.

Dal punto di vista operativo, oltre i 278,37 dollari, le quotazioni dovrebbero proseguire la loro ascesa, dapprima in direzione dei 287,1 dollari, massimo dello scorso mese di luglio, e successivamente verso la soglia dei 291,4 dollari. Con il superamento di quest’ultima area, massimi degli ultimi sei mesi, si assisterebbe a un ulteriore rafforzamento del quadro grafico.

Passando da un grafico daily a uno weekly, gli obiettivi successivi sarebbero situati in prossimità dei 300 dollari. Qui il titolo andrebbe a chiudere un piccolo gap-up lasciato aperto lo scorso 27 aprile. In questo scenario, eventuali prese di beneficio fin verso i 250 dollari potrebbero rappresentare occasioni di acquisto. In quest’area troviamo sia la trendline rialzista, che parte dai minimi toccati lo scorso mese di ottobre, sia l’indicatore daily Supertrend.

 

Scenario ribassista

Viceversa, la perdita dei livelli sopra menzionati andrebbe ad annullare lo scenario long, aprendo la strada a una fase correttiva più accentuata. In questo caso potremmo assistere a una discesa dapprima verso i 240 dollari e, successivamente, verso i 238,31 dollari. Qui il titolo andrebbe a chiudere il gap rialzista lasciato aperto lo scorso 15 ottobre. Con la perdita di quest’area aumenterebbero le probabilità di un test dei minimi di periodo a 230 dollari.

Con la violazione di questi supporti, in corrispondenza dei quali nelle prime sedute dello scorso mese di ottobre si è concentrato un forte afflusso di volumi, il quadro grafico delle azioni si indebolirebbe ulteriormente. Il prossimo obiettivo ribassista sarebbe sui minimi del 2022 e bottom degli ultimi cinque anni e mezzo, a 217,68 dollari.

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