Novavax alza guidance ma le azioni vanno KO , come muoversi ora?

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È stata una seduta all’insegna della volatilità e del nervosismo per le Borse internazionali. Dopo un’apertura sopra la parità, i listini europei hanno chiuso le contrattazioni in generale ribasso. A pesare sul sentiment odierno è stato il crollo del settore tecnologico statunitense, accompagnato dai timori di possibili restrizioni al settore dell’AI dopo la vittoria dei democratici alle elezioni di midterm.

In questo contesto un vero e proprio sell-off si sta registrando a Wall Street, con il Nasdaq e l’S&P 500 in discesa rispettivamente del 4,35% e 3,18%. Da segnalare il VIX, in rialzo del 44% a 24 punti.

Con il DAX di Francoforte che ha perso lo 0,39% e il CAC 40 di Parigi che è salito dello 0,34%, il FTSE Mib ha perso l’1,03%. L’indice italiano ha chiuso le contrattazioni a 50.505,87 punti.

Dal punti di vista operativo fondamentale sarà la tenuta dei 50 mila punti. Con la perdita di queste aree si assisterebbe a un nuovo indebolimento della struttura grafica di breve periodo. Sotto queste aree l’obiettivo successivo sarebbe situato sui minimi settimanali a 49.294 punti.

Rimanendo con il focus puntato verso Wall Street, tra le azioni che stanno registrando una performance decisamente negativa troviamo Novavax. Ciò avviene nel giorno in cui l’azienda, presentando i dati trimestrali, ha rivisto al rialzo la guidance per il 2026. Scopriamo i dati nel dettaglio.

 

Novavax: alzata la guidance 2026

La società statunitense di biotecnologie ha terminato il terzo trimestre del 2026 con numeri in chiaroscuro rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello specifico il fatturato è risultato in calo del 3%, a 68 milioni di dollari. Le stime degli analisti erano pari a 77,2 milioni di dollari.

Nel corso dei tre mesi, le vendite di prodotti sono salite del 91%, a 26 milioni di dollari. Per quanto riguarda le royalty da licenza sono invece scesi del 25%, a 43 milioni di dollari.

Le spese di ricerca e sviluppo sono invece passate dai 98 milioni di dollari dell’anno precedente agli attuali 52 milioni di dollari. Nel periodo luglio-settembre 2026, la perdita netta è stata di 31 milioni di dollari, rispetto a una perdita netta di 202 milioni di dollari registrata un anno fa. In questo contesto l’utile per azione è stato pari a -0,19 dollari, un dato migliore rispetto alle attese, che si attestava a -0,22 dollari.

Nel corso della presentazione dei risultati, il presidente del gruppo, John Jacobs, ha sottolineato come il partner Sanofi, utilizzando la tecnologia di Novavax, abbia avviato in Europa la sperimentazione di Fase 3 del vaccino combinato contro l’influenza e il COVID-19. Questo ha generato un pagamento di 125 milioni di dollari per il raggiungimento di una milestone.

A questo riguardo, Sanofi avrebbe intenzione di avviare una sperimentazione clinica di Fase 3 anche Oltreoceano. Nel caso in cui questo dovesse realizzarsi, Novavax riceverebbe un ulteriore pagamento di 225 milioni di dollari al momento del lancio commerciale negli Stati Uniti di un vaccino contro il cancro.

L’azienda ha sottolineato che sta proseguendo lo sviluppo di vaccini non solo contro le infezioni batteriche e fungine, ma anche contro il cancro. Insieme a Pfizer e Moderna la società detiene una quota superiore al 70% del mercato dei vaccini anti-COVID e ha confermato inoltre il cambio di rotta della propria strategia, passando dalle vendite dirette alla concessione in licenza della propria piattaforma tecnologica, Matrix-M.

Le nuove iniziative hanno spinto l’azienda a rivedere al rialzo la guidance per l’anno in corso. Nello specifico, Novavax prevede ricavi rettificati compresi tra 385 e 415 milioni di dollari, una cifra superiore alla precedente previsione, che era posta nel range 235-275 milioni di dollari.

L’azienda punta inoltre sul trasferimento a Sanofi della tecnologia di produzione di Nuvaxovid, il cui valore è stimato in almeno 1,2 miliardi di dollari, per raggiungere la redditività entro il 2028.

Azioni Novavax: analisi tecnica e strategie operative

Analizziamo la seduta odierna delle azioni Novavax sulla Borsa americana e cosa aspettarci nel breve periodo. Dopo gli acquisti di ieri, tornano le vendite sul titolo Novavax che, con un calo dell’8,26%, si porta a 9,77 dollari.

Con una tendenza che nel medio periodo si conferma ancora al rialzo, scopriamo quali sono i supporti e le resistenze da monitorare nel corso delle prossime giornate.

 

Scenario rialzista

Il movimento odierno, che sta andando a ricoprire l’intero rialzo registrato nella seduta di ieri, non sta al momento indebolendo il trend ascendente partito sul finire dello scorso mese di luglio.

Dal punto di vista operativo, sarà fondamentale la tenuta dei 9,5 dollari. Qui le quotazioni andrebbero a testare la trendline che, sul grafico giornaliero, congiunge i minimi dello scorso mese di luglio a quelli di ottobre.

Al di sopra di quest’area è possibile un ritorno degli acquisti verso i massimi di ieri, a 10,67 dollari. Con il superamento di questo livello, dovremmo assistere a una continuazione degli acquisti in direzione degli 11 dollari. In quest’area il titolo andrebbe a chiudere il gap ribassista lasciato aperto lo scorso 22 ottobre.

Nel caso in cui anche questi livelli dovessero essere superati, le quotazioni potrebbero spingersi verso i massimi delle ultime tre settimane, a 11,57 dollari. Oltre quest’area, il titolo andrebbe a mettere sotto pressione i massimi degli ultimi due anni, a 13,38 dollari.

Fondamentale sarà il superamento di quest’ultimo livello per assistere a un deciso rafforzamento del quadro grafico di medio periodo. Ampliando l’orizzonte temporale, l’obiettivo successivo sarebbe situato a 15,22 dollari, livello toccato nell’ottobre del 2024.

 

Scenario ribassista

Al contrario, la perdita dei 9,5 dollari metterebbe in discussione la view rialzista sopra descritta. Sotto questi livelli le azioni andrebbero incontro a una fase correttiva più accentuata. Il primo obiettivo ribassista sarebbe situato sulla soglia dei 9 dollari, in corrispondenza dei minimi degli ultimi due mesi.

Con la perdita di quest’area, dovremmo assistere a una continuazione delle vendite, dapprima verso gli 8,5 dollari, ex supporti dello scorso mese di giugno, e successivamente verso gli 8 dollari.

La mancata tenuta di tali supporti confermerebbe il trend discendente. L’obiettivo successivo sarebbe situato sui minimi dello scorso mese di luglio, a 7,15 dollari, prima di un test dei minimi del 2026, a 6,76 dollari. L’eventuale violazione di quest’ultimo livello aumenterebbe le probabilità di un ritorno sul bottom degli ultimi 18 mesi, in area 6,2 dollari.

 

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