Maturità 2026, “accessibile la prova dello scientifico. Il primo problema fa paura, il secondo più standard”

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“Due problemi accessibili”. A dare un parere al fattoquotidiano.it sulla prova della seconda giornata di esame di maturità per il liceo scientifico è la professoressa Ornella Robutti, presidente dell’Associazione italiana di ricerca in didattica della matematica. Un punto di vista – ci tiene a sottolineare l’esperta – del tutto tecnico. “La prova presenta due pregi generali: la presenza di soluzioni intermedie e possibilità di approcci grafici/qualitativi soprattutto nel primo problema, più lungo e complesso. Il secondo è più “standard” sulle funzioni (parametro, valore assoluto, uso di grafici per disequazioni). I quesiti a scelta coprono molti argomenti, con due più “aperti” e altri procedurali. Va detto che ci sono delle insidie linguistiche o di contesto ma sono risolvibili con le informazioni fornite”.

La prova comprendeva due problemi a otto punti e lo studente doveva scegliere quale svolgere. Il primo lungo circa una pagina e mezza, il secondo di circa mezza pagina. Oltre ai problemi, c’erano “quesiti” con molti argomenti (procedure, determinazioni, calcoli, probabilità, espressioni).

“C’è – spiega la presidente – una coerenza complessiva della prova con obiettivi di ragionamento, argomentazione e giustificazione, competenze critiche attese nei futuri cittadini. Nei primi due problemi le domande sono strutturate in modo da offrire soluzioni intermedie. Questo favorisce la continuità del lavoro e la valutazione di competenze parziali. È possibile affrontare alcune domande “con occhio matematico” evitando calcoli pesanti”. Nel secondo problema, è stato richiesto esplicitamente di “utilizzare i grafici” per risolvere una disequazione “a occhio”, integrando competenze grafiche e di ragionamento oltre ai calcoli.

“Il primo problema – sottolinea la professoressa – fa paura per la sua lunghezza (una pagina e mezza) e per la complessità dell’informazione: testuale, numerica (tabelle) e modellistica. Richiede tempo, calma e lentezza per analizzare i dati, con potenziali criticità linguistiche e culturali. La formulazione iniziale poteva essere resa più semplice”.

Sul secondo problema Robutti dice: “E’ percepito come più standard, con verbi operativi familiari agli studenti: “determinare, studiare, tracciare, risolvere, calcolare”, tipici dell’ambito delle funzioni. Questo crea una comfort zone rispetto al primo. La prima funzione dipende da un parametro: non è data in maniera unica, occorre determinare il valore del parametro, introducendo un elemento di generalità/astrazione. La funzione G presenta il valore assoluto, richiedendo attenzione a proprietà e rappresentazioni a tratti; il riconoscimento delle proprietà facilita il disegno dei grafici. Nel punto C si chiede di risolvere una disequazione utilizzando i grafici, privilegiando l’analisi visiva rispetto ai calcoli. I quesiti “paziano su tantissimi argomenti, consentendo agli studenti di scegliere i quattro in cui si trovano più preparati. La varietà riduce le insidie complessive e permette di valorizzare competenze diverse”.

L'articolo Maturità 2026, “accessibile la prova dello scientifico. Il primo problema fa paura, il secondo più standard” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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