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“Il singolo Napoleone Buonanotte farà parte del prossimo disco, che non ho ancora finito: sto scrivendo. Mi serve tempo per scrivere come devo, non voglio affrettare le cose per stare dietro al farmi vedere a tutti i costi”.
Parla forte e chiaro Lucio Corsi, nel suo studio milanese, per presentare il suo nuovo percorso artistico e il tour nei palazzetti a Firenze il 27 novembre, Roma il 5 dicembre, Milano l’11, con una band che arriva a 14-16 elementi. L’artista ha sulle spalle il successo di “Volevo essere un duro”, classificato al 2 posto al Festival di Sanremo 2025 e Premio della Critica “Mia Martini”, oltre al quinto posto nella classifica finale dell’Eurovision Song Contest 2025.
“È una canzone narrativa, con un arco: la partenza dalla propria zona di sicurezza, la casa. – ha aggiunto Corsi – Un viaggio alla scoperta del mondo, preso dal gasamento e dalla gioia di un innamoramento. Poi la presa di coscienza della propria disillusione in amore e il ritorno all’ovile, abbacchiato. Alla fine la vedo come una canzone d’amore per la solitudine. Non è un lieto fine, ma c’è gioia nel tornare a starsene da soli. Mi piace pensarla come una canzone d’amore non per qualcuno, ma per il crogiolarsi nella propria solitudine”. Inoltre “Napoleone è una figura piena di grandi imprese, grandi disfatte, grandi fughe, grandi esili: si allacciava bene a questa storia, riportata a una banale storia d’amore”.
Poi il cantautorre ha detto: “Si tende a vedere sempre negativamente la solitudine, come il silenzio, come il non farsi vedere. Sono cose preziose: bisogna farci i conti e saperle gestire, sennò uno impazzisce”.
L'articolo Lucio Corsi: “Non ho fretta, non scrivo per farmi vedere a tutti i costi. Sono coerente artisticamente come mia nonna che fa i tortelli dal ’59. La solitudine e il silenzio sono belli, ma vanno gestiti se no si impazzisce” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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