“Lo ha fatto lui e lui ne deve rispondere”: il fratellastro di Meghan Markle consegna alla polizia quattro scatoloni di materiale compromettente del padre Thomas, accusato di pedopornografia

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La polizia delle Filippine ha ricevuto il mandato per perquisire i dispositivi di Thomas Markle senior. A confermarlo, la Bbc che ha intervistato Graeme Emildo, procuratore regionale di Cebu, la località nella quale il padre di Meghan ha vissuto negli ultimi due anni, prima di tornare negli Stati Uniti dove, lo scorso maggio, ha subito l’amputazione di una gamba.

La duchessa del Sussex aveva chiuso ogni rapporto con il padre già ai tempi del suo matrimonio con Harry che, come i due figli, non lo ha mai incontrato. Solo recentemente, però, ha confessato di essere a conoscenza delle azioni di cui il padre è accusato, grazie ad una comunicazione ricevuta dalle forze dell’ordine nel 2019, nella quale si riportavano i contenuti di una lettera scritta dalla prima moglie di Markle senior, Roslyn Loveless, che lo accusava di pedofilia e abusi sessuali.
Non più tardi di mercoledì, infatti, la Metropolitan Police si è auto segnalata davanti all’organismo di controllo della polizia per la gestione di quella lettera, che conteneva le prime accuse contro Thomas Markle, che era stata consegnata a sua figlia, ai reali e alla loro Protezione Speciale, ma non aveva dato seguito ad alcuna azione, come ad esempio passare l’informazione alle autorità estere.

Tutta l’inchiesta di oggi, relativa alle accuse di detenzione di materiale pedopornografico, è partita grazie alla decisione del figlio, Thomas Jr, di consegnare alla polizia quattro scatoloni pieni di materiale utile ad aiutare le indagini. Tra i vecchi ricordi di famiglia infatti, l’uomo, oggi 82enne, avrebbe nascosto anche foto e video che la polizia ora potrà analizzare. Sarebbe stato proprio quando Thomas junior ha usato un cellulare del padre che le prime prove si sarebbero offerte ai suoi occhi, spingendolo a prendere in mano la situazione e a rivolgersi alla polizia. Negli scatoloni raccolti ci sono telefonini, VHS e gli hard disk di vecchi computer che il figlio avrebbe rimosso spiegando che i dispositivi non si potevano più accendere e lui avrebbe agito “per poterli controllare”, prima di consegnargli nelle mani degli agenti. “Ma come ti senti messo di fronte al fatto che questa inchiesta riguarda tuo padre?” è la domanda che gli ha rivolto il procuratore di Cebu.
“Lo ha fatto lui e lui ne deve rispondere” la risposta di Thomas Jr, che così ha mostrato tutta la sua determinazione nel voler consegnare il padre nelle mani della giustizia.

Gli inquirenti tra Cebu e Manila adesso dovranno stabilire se tra quelle scatole ci sia materiale di natura criminale, ma dovrà anche determinare a chi appartenessero quei dispositivi, chi li stesse utilizzando e se vi siano prove sufficienti per intraprendere un’azione legale.
Tra l’altro, la città di Cebu, la più antica delle Filippine, è nota per avere la reputazione di un luogo dove esiste un vero e proprio sfruttamento della prostituzione e dove alcuni luoghi sono noti per essere punti di adescamento per chi cerca sesso a pagamento. Come confermato da ITV poi, negli ultimi anni, “si stima che nel Paese un bambino su 100 sia stato vittima di tratta ai fini della produzione di materiale sessuale online a scopo di lucro. Si tratta di quasi mezzo milione di bambini”.
Il padre della duchessa del Sussex ha sempre negato e continua a negare ogni accusa, riconoscendo solo di aver pagato per fare sesso “con persone non minorenni”.

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