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Le “ambizioni diplomatiche” di Melania Trump non sembrano limitarsi alla tregua di Oleshky, almeno nelle intenzioni della First Lady. Una settimana dopo il cessate il fuoco di sei giorni che ha permesso di evacuare centinaia di civili dalla cittadina ucraina, la first lady ha accolto alla Casa Bianca due delegazioni di Russia e Ucraina, a conferma del consolidamento di un canale parallelo ai negoziati ufficiali mediati dagli Usa tramite l’inviato speciale Steve Witkoff.
Al tavolo sedevano i commissari per i diritti umani Dmytro Lubinets e Yana Lantratova, il capogruppo del partito presidenziale ucraino Davyd Arakhamia e l’inviato del Cremlino Kirill Dmitriev. E anche se questo tavolo è di natura prevalentemente umanitaria e non politica, un terreno che la First Lady sembra voler “presidiare”, è difficile pensare che queste due dimensioni siano completamente impermeabili l’un l’altra.
Non a caso alla fine dell’incontro c’è stato un gesto molto significativo, con Melania che ha consegnato a Dmitriev e Arakhamia due lettere personali da recapitare a mano a Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Il contenuto non è stato reso noto, ma il passaggio segnala la volontà di avere un dialogo diretto con i due presidenti. Lo stesso vale per la scelta di mostrare agli ospiti due cimeli della Casa Bianca come simboli di riconciliazione, un cofanetto di medicinali sopravvissuto all’incendio del 1814 e una coppa donata nel 1899 all’ambasciatore francese per la sua mediazione nella guerra ispano-americana.
Gli sforzi di Melania sembrano essere stati apprezzati da entrambe le parti, che hanno incoraggiato la first lady a proseguire. Arakhamia ha definito Oleshky “la più grande de-escalation dal 2022” e le ha chiesto di trovare “nuove missioni”, mentre Dmitriev l’ha invitata a continuare insieme il lavoro umanitario e ne ha lodato l’impegno per riunire alle famiglie i minori separati dalla guerra. Pochi giorni prima, inoltre, Kyiv le aveva conferito un riconoscimento per il contributo personale al sostegno umanitario.
Resta però aperta la questione di quale sia stato davvero il suo ruolo. Né Mosca né Kyiv hanno chiarito fino a che punto la first lady abbia coordinato la tregua, mentre una fonte dell’amministrazione di Kherson ha riferito alla Bbc che il lavoro sull’evacuazione andava avanti da quasi un anno. Zelensky ha osservato che la pausa dimostra semplicemente che i combattimenti si fermano quando Putin lo vuole. Anche Donald Trump, che ha ricevuto Dmitriev a parte, ha lasciato intendere che il quadro è più ampio e ha evocato un “grande accordo” esteso all’Europa. Melania è dunque un’attrice protagonista, o una semplice comparsa?

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