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È stato un finale di settimana all’insegna delle vendite per le Borse europee, che hanno terminato le contrattazioni in generale ribasso. A tenere sotto pressione gli operatori le vendite di ieri a Wall Street e i timori di una stretta normativa nel settore dell’AI dopo la vittoria dei democratici alle elezioni di Midterm negli Stati Uniti. A pesare ulteriormente sul sentiment sono stati anche i dati sul mercato del lavoro statunitense, risultati superiori alle attese. Una rilevazione che ha rafforzato le aspettative di un possibile rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve già nel corso della prossima riunione di dicembre. Uno scenario che fa convergere il 78,8% degli analisti secondo il FedWatch Tool. Ieri la percentuale era al 66,9%.
L’umore degli operatori europei non è stato riscaldato nemmeno dal recupero di Wall Street, con S&P 500 e Nasdaq che al giro di boa fanno segnare una progressione rispettivamente dello 0,95% e 1,65%. Con il DAX di Francoforte che ha perso il 2,05% e il CAC 40 di Parigi che è sceso dello 0,81%, il FTSE Mib ha lasciato sul campo lo 0,9%. L’indice italiano ha chiuso le contrattazioni a 50.052,96 punti.
Con un quadro grafico che nel breve periodo è tornato a indebolirsi, fondamentale per la nuova ottava sarà la tenuta dei 50 mila punti. Con la violazione di questi supporti si assisterebbe a una continuazione delle vendite prima in direzione dei 49.508 punti, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e successivamente i 49.294 punti. Questi ultimi livelli rappresentano i minimi di questa settimana.
Andando a dare uno sguardo alle azioni americane, oggi merita un focus particolare Moderna. Il colosso farmaceutico continua la sua cavalcata in Borsa, sostenuta dai risultati del terzo trimestre e dall’innalzamento della guidance 2026 annunciati prima dell’apertura dei mercati. Andiamo a leggere il tutto nel dettaglio.
Moderna torna all’utile e alza la guidance
Grazie all’aumento delle vendite del suo vaccino contro il Covid-19, Moderna ha chiuso per la prima volta dopo due anni il trimestre con un utile netto positivo. Questo è passato dai -200 milioni di dollari dello stesso periodo del 2025 a 162 milioni di dollari. In crescita del 29% anche i ricavi, pari a 1,31 miliardi di dollari. Le attese degli analisti erano pari a 890 milioni di dollari. Nel dettaglio, 780 milioni di dollari sono stati generati negli Stati Uniti (+12%) e 533 milioni di dollari sui mercati internazionali (+12,5%). L’utile netto per azione è stato pari a 0,38 dollari, contro la perdita di 0,51 dollari registrata nello stesso periodo dell’anno precedente. La chiusura di diversi programmi in fase avanzata, decisa dal management nei mesi passati, ha avuto un impatto positivo sui costi, scesi del 27% a 583 milioni di dollari.
Con i risultati degli ultimi tre mesi ora i primi nove mesi dell’anno vedono il Gruppo in perdita di 1,96 miliardi di dollari. Il dato è in leggero miglioramento rispetto ai -1,996 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2025. Per quanto riguarda il fatturato, questo è cresciuto del 45%, raggiungendo 1,847 miliardi di dollari.
Sulla base di questi dati, Moderna ha rivisto al rialzo la guidance per il 2026. Il colosso guidato dall’amministratore delegato Stéphane Bancel prevede che il fatturato possa crescere tra il 15% e il 25%, al di sopra della stima precedente, che indicava un aumento fino al 10%. L’azienda mantiene inoltre l’aspettativa che circa la metà delle sue entrate del 2026 provenga dagli Stati Uniti e l’altra metà dai mercati internazionali.
Per quanto riguarda gli investimenti di capitale, Moderna prevede che raggiungano i 200 milioni di dollari. Questo dato è in linea con la parte bassa della precedente fascia di stima, compresa tra 200 e 300 milioni di dollari. Infine, sono state riviste al rialzo le previsioni sulla liquidità, che dovrebbe attestarsi nel range compreso tra 8,1 e 8,3 miliardi di dollari.
Azioni Moderna: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ad analizzare il movimento delle azioni Moderna a Wall Street. Con volumi in decisa accelerazione rispetto a quelli registrati nelle precedenti sedute, quella odierna è una giornata all’insegna degli acquisti per il titolo che, con un guadagno superiore al 9%, si porta nei pressi dei 265 dollari. Con un’impostazione che si conferma rialzista su tutti i time frame, vediamo quali sono le aree da monitorare nel breve termine.
Scenario rialzista
Il recupero messo a segno dalle azioni dopo il sell-off dello scorso 22 ottobre conferma ancora una volta che ci troviamo di fronte a uno dei titoli attualmente più forti presenti sul mercato statunitense. A guidare l’ultimo movimento ascendente nel breve periodo è l’engulfing rialzista disegnato sul grafico weekly durante la scorsa ottava. In questo contesto fondamentale sarà una chiusura del titolo sopra i massimi intraday di ieri a 261 dollari.
Con una conferma di tali livelli si assisterebbe a un ulteriore rafforzamento del quadro grafico di fondo. Passando dal grafico giornaliero a quello settimanale, gli obiettivi successivi sarebbero situati a 300 dollari e, successivamente, a 321,31 dollari, livello raggiunto dal titolo il 23 dicembre 2021. In questo contesto, eventuali fasi correttive che dovessero riportare le quotazioni verso la soglia dei 200 dollari, dove troviamo sia la media mobile a 50 giorni sia l’indicatore giornaliero del Supertrend, potrebbero rappresentare nuove occasioni di acquisto.
Scenario ribassista
Al contrario, la discesa delle quotazioni al di sotto dei 200 dollari, dove troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend, metterebbe in secondo piano, almeno nel breve periodo, la view rialzista. La fase correttiva potrebbe inizialmente estendersi fino a 180,80 dollari, in corrispondenza dei minimi intraday toccati nella seduta dello scorso 22 ottobre. Con la violazione di questo livello, si assisterebbe a una prosecuzione delle vendite e a un rafforzamento della pressione ribassista.
Il movimento discendente potrebbe spingere le quotazioni verso i 175 dollari e, successivamente, a 158,93 dollari. In queste aree verrebbe chiuso un piccolo gap up lasciato aperto lo scorso 17 settembre. Con la perdita di questi livelli, il titolo potrebbe dirigersi verso i minimi intraday di settembre, a 130,38 dollari.
Con la violazione di quest’ultimo livello aumenterebbero le probabilità di un test dei 114,46 dollari. Dal punto di vista operativo, fondamentale sarà la tenuta di quest’area per evitare ulteriori discese, in quanto corrisponde al minimo intraday dello scorso 19 agosto. Quel giorno, le azioni, dopo un’apertura in deciso gap up, sulla scia dell’euforia generata dalle notizie relative ai risultati di uno studio di fase 3 sul vaccino sperimentale contro il cancro, si erano spinte fino a un top intraday a 175 dollari.
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