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Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Small Giants. Abbonati!
Per oltre un secolo il mondo del tè è rimasto quasi immutato. Trasformare un rito millenario come la degustazione del tè in una pratica moderna di benessere; far convergere due mondi e creare una nuova realtà in cui la cura di sé smette di essere un momento dedicato e diventa un’abitudine quotidiana.
Questa la sfida per Inge Romanò, imprenditrice che nel 2022 ha fondato Bibogem sviluppando una tecnologia proprietaria di cristallizzazione del tè con l’obiettivo di introdurre una nuova forma di consumo e ridefinire il rapporto tra benessere, esperienza e accessibilità. Da qui il principio cardine di Bibogem che si definisce Beauty to drink: un rituale contemporaneo di cura personale, una pratica di benessere da bere.
Così è nata Bibogem
La storia dell’azienda nasce da un’intuizione semplice, ma tipicamente imprenditoriale: osservare un’abitudine consolidata e chiedersi se esista un modo diverso di viverla. “Osservavo mia madre preparare il tè: scegliere la temperatura dell’acqua, aspettare il tempo di infusione, rispettare il ritmo della preparazione. Mi sono chiesta se una delle bevande più antiche al mondo, se nascesse oggi, avrebbe ancora la stessa forma”, racconta Romanò.
Milanese, laureata in International Business al Rollins College in Florida, con una certificazione come Tea Master e con esperienze professionali tra moda e New York, Romanò non aveva precedenti esperienze imprenditoriali. Cresciuta in una famiglia di medici, con il tempo ha sviluppato una sensibilità verso i temi della salute e del benessere che si sarebbe rivelata decisiva nella definizione del progetto.
L’idea
Prima ancora di pensare al prodotto, la fondatrice ha analizzato il mercato. Il confronto tra Stati Uniti ed Europa le ha mostrato due approcci differenti al wellness: da una parte un settore orientato all’innovazione e alle bevande funzionali, dall’altra una cultura del benessere più legata alla qualità della vita e alla ritualità. Bibogem nasce dall’incontro di queste due visioni.
Per trasformare l’idea in un prodotto sono serviti oltre due anni e mezzo di ricerca e sviluppo. Romanò coinvolge tecnologi alimentari, specialisti dell’estrazione botanica e partner produttivi per lavorare a una sfida precisa: trasferire le caratteristiche del tè in foglia in un formato completamente nuovo.
La lavorazione
Nascono così i Tea Crystals, una nuova forma di tè in cristalli pura, pratica e ricca di nutrienti, ottenuta dalle foglie che si scioglie rapidamente in acqua calda o fredda mantenendo le caratteristiche organolettiche della materia prima. Il processo prevede una fase di lavorazione che può durare fino a 8–10 ore. Durante questa fase il tè viene infuso lentamente a basse temperature per favorire un’estrazione progressiva e preservarne il profilo aromatico e i fitocomposti naturalmente presenti nella foglia. L’estratto viene successivamente concentrato e trasformato in cristalli solubili.
Ma il potenziale della tecnologia non si esaurisce nel tè. Il sistema sviluppato da Bibogem è stato progettato per essere applicabile anche ad altre matrici botaniche — tra cui piante, fiori, frutti ed estratti vegetali — aprendo nuove possibilità di formulazione, gusto ed esperienza di consumo.
Il lancio commerciale definitivo arriva all’inizio del 2025. Oggi Bibogem conta dieci referenze ed è presente in hotel, spa, erboristerie, farmacie e alla Rinascente di Milano, dove le degustazioni hanno rappresentato un importante momento di osservazione della risposta dei consumatori.
Nuove frontiere
“La parte più bella è vedere l’effetto sorpresa: le persone si rendono conto che il rituale non è stato sostituito, ma si è evoluto — conservando la ricchezza del tè in foglia e trovando una forma nuova per entrare nella quotidianità”. Parallelamente l’azienda ha iniziato a esplorare nuovi contesti di consumo. Nel 2026 Bibogem ha avviato una collaborazione con Bsn Group, azienda attiva nel settore dei distributori automatici tra Veneto e Lombardia, portando il prodotto fuori dai luoghi tradizionalmente associati al wellness.
Secondo Romanò, proprio il vending rappresenta uno degli ambiti in cui si stanno aprendo nuove opportunità per prodotti orientati al benessere e alla riduzione degli zuccheri. Una scelta coerente con la visione iniziale: se il benessere vuole diventare un’abitudine quotidiana, deve essere disponibile nei luoghi in cui le persone trascorrono realmente il proprio tempo.
Non solo. La formula sviluppata da Bibogem risponde a esigenze logistiche particolarmente rilevanti per il settore: con un chilogrammo di Tea Crystals è possibile ottenere circa duemila porzioni, grazie a una concentrazione elevata del prodotto e a un formato che riduce di almeno dieci volte il peso e i volumi di trasporto.
Il futuro
La prossima fase sarà quella dell’internazionalizzazione. Se l’espansione nei mercati europei rientrava già nella strategia aziendale, l’interesse proveniente dagli Emirati Arabi Uniti è arrivato direttamente da operatori locali. “Sono stati loro a contattarci. Per noi è stato un segnale importante, perché ci ha fatto capire che non stiamo proponendo soltanto un nuovo modo di bere il tè, ma un modo diverso di vivere il benessere: un rituale che evolve e trova spazio nella quotidianità”.
Anche il nome riflette questa visione. Bibogem nasce dall’unione del latino bibo, “io bevo”, e gem, gemma o cristallo: un riferimento all’idea di una forma essenziale, capace di racchiudere valore, purezza e trasformazione. L’idea è semplice: riportare il benessere alla sua essenza e trasformarlo in qualcosa di accessibile, desiderabile e naturale da vivere ogni giorno, un sorso alla volta.
L’articolo L’imprenditrice che vuole reinventare il tè e trasformarlo in un nuovo rituale di benessere è tratto da Forbes Italia.




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