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Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
L’elettrofisiologia cardiaca è una delle discipline in cui la pressione su strutture e professionisti si fa sentire di più. La fibrillazione atriale ne è il banco di prova principale. Abbott ha scelto di rispondere non con una singola soluzione, ma ripensando l’intero approccio — tecnologico e organizzativo.
Alessandro Giorgetti, direttore generale divisione di elettrofisiologia di Abbott in Italia, condivide una visione: portare innovazione in una sala di elettrofisiologia non è questione di dispositivi. È questione di ecosistemi, competenze e visione. Giorgetti racconta come l’azienda stia affrontando una delle patologie cardiache più diffuse — e più complesse da gestire su scala — con un approccio che va oltre il singolo prodotto.
La PFA come evoluzione di un percorso
Per Abbott, la Pulsed Field Ablation (PFA) non è un punto di rottura con il passato, ma il risultato di un percorso lungo, costruito nel tempo. “La Pulsed Field Ablation non rappresenta per noi un punto di partenza, ma la naturale evoluzione di un percorso di innovazione che dura da decenni nell’elettrofisiologia cardiaca”, spiega Giorgetti. La prospettiva con cui l’azienda ha affrontato questa tecnologia è più ampia del singolo dispositivo: “Abbiamo affrontato la PFA con una prospettiva diversa: non come una tecnologia isolata, ma come parte di un ecosistema completo che comprende mappaggio cardiaco, navigazione, visualizzazione e terapia”.
Efficienza e sostenibilità delle procedure
Nonostante la diffusione della fibrillazione atriale, l’accesso alle cure resta frenato da ostacoli culturali e strutturali, e Abbott ha deciso di misurarsi anche con questa dimensione. “Secondo la nostra visione, l’innovazione non deve limitarsi a migliorare l’esperienza clinica, ma deve contribuire anche a rendere più sostenibile l’organizzazione dell’attività ospedaliera”, sottolinea il direttore. È qui che entra in gioco Volt PFA System di Abott, piattaforma di nuova generazione pensata per “rendere le procedure rapide e con una consistente ottimizzazione nel numero di applicazioni.
Il design innovativo di un ‘balloon in a basket’ consente un trasferimento mirato dell’energia ed elevata riproducibilità. La piattaforma ‘all in one’ contribuisce a ridurre i tempi procedurali e l’esposizione alle radiazioni e favorisce workflow più efficienti, con la possibilità di utilizzo anche in sedazione cosciente”. Un vantaggio concreto per i reparti che operano sotto crescente pressione operativa.
Standard comuni in un sistema sanitario frammentato
In un contesto come quello italiano – caratterizzato da una pluralità di modelli organizzativi, livelli di digitalizzazione e percorsi assistenziali che riflettono le specificità dei diversi territori, per un’azienda globale come Abbott mantenere standard omogenei è una priorità.
“La standardizzazione non significa uniformare le realtà locali”, precisa Giorgetti, “bensì contribuire garantire che ogni professionista coinvolto nel supporto tecnico in sala disponga dello stesso livello di preparazione, degli stessi strumenti metodologici e degli stessi criteri qualitativi, indipendentemente dal contesto in cui opera”.
È quello che in Abbott chiamano ‘cultura della qualità’: processi strutturati di selezione, formazione continua e aggiornamento professionale pensati per trasferire competenze in modo coerente e riproducibile a tutto il team. In un ambiente ad alta complessità come l’elettrofisiologia, affidarsi alla sola esperienza individuale non basta: la qualità deve essere incorporata nei processi. “Più i processi sono strutturati, più la formazione è continua e più le competenze sono uniformemente distribuite, maggiore è la capacità del sistema di operare in modo efficace e sicuro”.
Tecnologie diverse per pazienti diversi
Non tutti i pazienti sono uguali, e non tutte le anatomie si trattano allo stesso modo. “L’elemento distintivo del nostro valore non è proporre una singola tecnologia, ma è anche offrire ai clinici la possibilità di scegliere lo strumento più adatto in funzione delle caratteristiche del paziente e delle esigenze procedurali”, chiarisce Giorgetti.
In questo senso, accanto al Volt Pfa System, catetere one-shot per un approccio semplice e rapido indicato proprio per il trattamento dei pazienti con fibrillazione atriale parossistica, TactiFlex Duo Ablation Catheter, Sensor
Enabled di Abbott introduce un livello ulteriore di versatilità: “Mette a disposizione degli operatori la possibilità di utilizzare, attraverso un unico catetere, sia la forma di energia a campo pulsato sia la radiofrequenza, consentendo di adattare la strategia terapeutica a qualsiasi paziente, esigenza clinica o anatomia con un approccio versatile e customizzato”. Questa tecnologia, che ha appena ricevuto la marcatura Ce, permette di trattare una forma più complessa di fibrillazione atriale, detta persistente, o aritmie complesse.
Il ruolo del technology partner e le prospettive future
Piattaforme così sofisticate richiedono competenze all’altezza, dentro e fuori la sala operatoria. Per Giorgetti, “la vera innovazione oggi non è soltanto il dispositivo, ma la capacità di mettere in connessione competenze cliniche, ingegneristiche e organizzative”. Questo si traduce in un nuovo modello di figura professionale: “Crediamo che il profilo professionale richiesto oggi dall’innovazione sanitaria sia sempre più quello di un technology partner: una figura che unisce conoscenza scientifica, capacità di problem solving, intelligenza relazionale e orientamento al servizio”. Un profilo che alimenta anche il ciclo di sviluppo interno, attraverso un “dialogo continuo tra chi sviluppa le tecnologie e chi le utilizza quotidianamente nella pratica clinica”.
Guardando alle prossime frontiere — intelligenza artificiale in testa — Abbott non immagina una sala operatoria automatizzata, ma strumenti sempre più raffinati al servizio dei clinici. Questa visione del futuro del settore può sintetizzarsi così: “Il futuro dell’elettrofisiologia non sarà semplicemente fare le stesse procedure più velocemente, ma comprendere meglio la malattia e trattare ogni paziente in modo sempre più preciso, efficiente e personalizzato.”
L’articolo Abbott punta su ecosistemi e competenze per innovare l’elettrofisiologia cardiaca è tratto da Forbes Italia.





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