Il riscaldamento globale supererà la soglia limite di 1,5 gradi entro il 2030: l’allarme nel rapporto sul cambiamento climatico

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Il mondo è sempre più caldo e si avvia ormai verso il superamento della soglia limite degli 1,5 gradi in più rispetto ai livelli preindustriali. La Terra infatti accumula troppo calore e lo fa a un ritmo accelerato. A lanciare l’allarme è la quarta edizione del rapporto Indicators of global climate change (Igcc), pubblicato sulla rivista scientifica Earth system science data. Il limite a cui ci stiamo avvicinando è il pilastro dell’Accordo di Parigi del 2015, in cui si era stabilito che fosse proprio questa la soglia entro cui mantenere l’aumento medio della temperatura globale.

Come spiega il report, il riscaldamento del mondo ha raggiunto gli 1,37 gradi nel 2025 quasi interamente a causa delle attività umane. Gli oltre 70 scienziati di 56 istituzioni diverse in 17 Paesi prevedono che se le emissioni continueranno ai livelli attuali, si dovrebbe superare la soglia di 1,5 gradi entro il 2030. E il trend è destinato a crescere. “Il tasso con cui il calore si accumula nel sistema terrestre – si legge nello studio – lascia intendere alti livelli di riscaldamento futuro”. Così la Terra si muoverà sempre più vicino alla soglia dei 2 gradi, disattendendo al secondo obiettivo dell’accordo di Parigi che impegnava 195 Paesi a tenere il riscaldamento globale ben al di sotto di questa soglia.

Il rapporto spiega che, ai livelli attuali di emissioni, il carbonio che è ancora possibile consumare mantenendo il riscaldamento sotto i 1,5 gradi sarà esaurito nel giro di tre anni. Allo stesso tempo anche le emissioni di gas serra hanno raggiunto il record di 56,8 miliardi di tonnellate di C02, spinte soprattutto dalla combustione di combustibili fossili. La concentrazioni dei tre principali gas serra, anidride carbonica, metano e protossido di azoto, sono tutte aumentate dal 2019. Tutto questo provoca anche uno squilibrio energetico della Terra: la differenza tra il calore che entra nel pianeta e quello che è esce è raddoppiata negli ultimi dieci anni. Più semplicemente significa che il mondo assorbe calore più rapidamente di quanto abbia mai fatto.

Anche la condizione dei mari globali è strettamente legata al calore del pianeta: nel 2025, hanno raggiunto il record di 23 centimetri di innalzamento rispetto al 1901. Gli oceani stanno infatti assorbendo gran parte del calore in eccesso, con temperature medie della superficie marina che lo scorso anno hanno toccato il secondo valore più alto mai registrato. Nel rapporto di quest’anno di Igcc è stato anche aggiunto per la prima volta un’indicatore che misura le ondate marine che danneggiano gli ecosistemi e alternano i sistemi oceano-atmosfera che regolano il clima terrestre. Solo nel 2025 il mondo ha vissuto 65 giorni di ondate di calore marine.

Gli scienziati concludono il report portando l’attenzione su un rischio meno visibile ma altrettante preoccupante. I dataset globali, utilizzati per monitorare i cambiamenti climatici, “sono sempre più minacciati dalle scelte di finanziamento e dalle decisioni geopolitiche”, si legge nello studio. Si fa riferimento esplicito alle missioni statunitensi, da sempre le più importanti per questi dati, ma quelle che hanno subito i tagli maggiori da quando Donald Trump è tornato alla presidenza del Paese. Alla luce dei dati emersi dal report Igcc, non consola sapere che il 7 gennaio l’amministrazione Usa ha ufficializzato il recesso dall’Accordo di Parigi e dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

L'articolo Il riscaldamento globale supererà la soglia limite di 1,5 gradi entro il 2030: l’allarme nel rapporto sul cambiamento climatico proviene da Il Fatto Quotidiano.

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