Garlasco, i verbali dei militari del Ris sulle controanalisi negative. L’ex vice di Garofano: “Il comandante riorganizzava tutto per esposizione mediatica”

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“Posso dirle che quando abbiamo avuto l’esito di Chiara Poggi sul pedale della bici di Stasi non ci sono stati più giorni e notti…”. È la mattina del 10 settembre e l’allora capitano, oggi colonnello, Alberto Marino del Ris di Parma è davanti ai pm di Pavia che indagano su Andrea Sempio. Il 24 settembre 2007, come consulente tecnico della Procura di Vigevano, Marino aveva firmato la relazione che quel giorno portò Alberto Stasi in carcere con l’accusa di aver ucciso Chiara Poggi. Era stato lui a individuare sui pedali della bicicletta di Stasi quello che venne definito “materiale altamente cellulato” riconducibile alla vittima.

Il 20 settembre, però, Marino aveva effettuato anche due controanalisi con esito negativo, che non avevano evidenziato il Dna di Chiara Poggi. Secondo la ricostruzione dei pm pavesi, quei risultati non furono trasmessi al magistrato titolare dell’indagine, alle parti o alla difesa di Stasi e non risultano nel fascicolo neppure dopo la condanna definitiva dell’imputato. In realtà come verificato dal FattoQuotidiano il 24 settembre il professor Francesco Maria Avato e gli altri consulenti furono informati, tanto che lo scienziato nominato dalla difesa scrisse una relazione citando gli esiti negativi. A distanza di 19 anni, Marino ha spiegato ai pm di non ricordare in modo preciso quelle controanalisi. Sollecitato sul motivo per cui fossero state eseguite, ha risposto: “Che senso ha fare la replica? Non so, probabilmente la voglia poi di approfondire, di consolidare il risultato”. E ancora: “Sarà stato un tentativo di replicare al volo l’analisi che poi è venuta male e si è detto: ‘Vabbè, tanto il dato l’abbiamo già acquisito'”.

Marino ha quindi escluso che vi fosse stata la volontà di eliminare quei risultati: “Se avessimo voluto avremmo cancellato”, definendo quelle analisi “uno schiocco eccesso di zelo”. Sul fatto che non fosse stato dato seguito all’esito negativo ha aggiunto: “Se non c’è nessun dato ci siamo fermati”.

I rapporti con il comandante del Ris

Marino ha riferito di aver informato il comandante del Ris di Parma, Luciano Garofano, dei passaggi dell’attività investigativa. “Informavo la scala gerarchica”, ha detto. Quanto ai rapporti con la pm per la quale operava come consulente, Marino ha spiegato di non essere stato lui a occuparsi direttamente delle comunicazioni: “Perché i rapporti li teneva il colonnello Garofano”. A ricostruire le attività dei primi giorni dell’indagine è stato anche Marco Pizzamiglio, all’epoca vice di Garofano. Il 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio di Chiara Poggi, Garofano era in Brasile. Pizzamiglio effettuò quindi il primo sopralluogo a Garlasco con una squadra del Ris. “C’era poco personale. Quando siamo arrivati c’era tantissimo sangue ma non abbiamo potuto fare subito il sopralluogo perché non eravamo attrezzati”, ha raccontato.

Pizzamiglio aveva avuto i primi rapporti con la Procura e aveva indicato Marino come consulente tecnico. Al rientro di Garofano dal Brasile, però, secondo il suo racconto, l’organizzazione dell’attività cambiò. “Ha voluto disfare tutta questa cosa qua… ha riorganizzato… Ma lui lo faceva sempre, ogni volta che tornava doveva far vedere che era lui il comandante e quindi doveva far vedere che lui lo faceva meglio. So che è venuto (a Garlasco, ndr) a fare un altro sopralluogo, ma non so se l’aveva concordato con la pm…”. Nel corso dell’audizione, Pizzamiglio ha aggiunto: “Ma lui faceva queste cose soprattutto per esposizione mediatica…”.

Ha poi riferito ai pm che Garofano non voleva che Marino e Mattei assumessero incarichi come consulenti: “Credo perché lo volesse fare lui, però… mentre Marino ha un’eccellente esperienza pratica, Garofano non ce l’ha, non ce l’ha mai avuta. È un eccellente, diciamo, coordinatore… ma l’esperienza pratica non ce l’ha”.

Il ricordo di Garofano e la valutazione dei consulenti

Garofano, che dal 2017 e fino allo scorso anno era stato consulente di Andrea Sempio nell’ambito del delitto di Garlasco, è stato a sua volta ascoltato dai pm pavesi. Nel corso dell’audizione ha riferito di non ricordare diversi aspetti delle attività svolte nel 2007. “Non ricordo”, ha detto in più occasioni, spiegando: “Sono passati 19 anni, discutevamo di tutto e di tanti casi. Questo era come tanti altri anche se era molto importante”.

Le controanalisi del 20 settembre sono state esaminate anche dai consulenti dei pm coordinati dal procuratore Fabio Napoleone. Nella loro relazione viene evidenziata l’assenza, nel fascicolo dell’omicidio, dei risultati negativi ottenuti sui pedali della bicicletta di Stasi e la necessità, secondo i consulenti, di approfondire la ragione del risultato contrastante. Nelle 19 pagine della consulenza Carlo Previderè e Pierangela Grignani scrivono soprattutto che “nessun consulente o perito ha mai la qualità e l’attribuzione del profilo della vittima”. Ma non solo i due scienziati scrivono che “per le caratteristiche qualitative e per la riproducibilità di tali profili, quindi, il dato di attribuzione genetica ottenuto dall’estratto bu_p del 19 settembre ore 18:37:21 è da considerarsi valido e attendibile per la scienza dell’epoca. anche per la presenza di un ladder allelico corso contestualmente ai campioni e per la presenza di un campione di controllo negativo, correttamente privo di significativi picchi elettroforetici, ad escludere contaminazione nei reagenti utilizzati nel ciclo di analisi”. Detto questo secondo i consulenti: “In assenza di una motivazione logica e scientificamente sostenibile del risultato negativo delle corse (i test, ndr) del 20 settembre – scrivono – sarebbe stato opportuno indagare il motivo di tale contrastante esito e procedere, per esempio, a eseguire ulteriori accertamenti, allestendo successive amplificazioni del campione bu_p”.

Sul punto è stato sentito anche Giorgio Portera, ex Ris e attuale consulente televisivo, che si è occupato degli accertamenti sui pedali. Portera ha spiegato di non ricordare le analisi del 20 settembre: “Non ho ricordi in merito alle corse nulle del 20 settembre. Però ragionando direi che è abbastanza normale fare una replica dopo avere ottenuto un risultato inatteso come quello, tenuto conto che visivamente sui pedali non era stato visto nulla”. Su i suoi ex collaboratori Garofano ha poi dichiarato: “Escludo categoricamente qualsiasi manipolazione sui pedali della bici di Stasi. Metto la mano sul fuoco sulla loro onestà. Tutte quelle analisi furono fatte nel contraddittorio”.

L'articolo Garlasco, i verbali dei militari del Ris sulle controanalisi negative. L’ex vice di Garofano: “Il comandante riorganizzava tutto per esposizione mediatica” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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