È il turno della Germania. Cosa muove i giovani europei nelle proteste

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È arrivato il turno della Germania. Dopo le manifestazioni delle ultime settimane in Francia, Italia, Belgio, Spagna, Portogallo, Albania e Serbia, per le giornate del 31 ottobre e 1° novembre sono previste proteste in alcune città tedesche. Le autorità temono una degenerazione violenta come accaduto in altri Paesi. Il movimento si è organizzato, anche in Germania, tramite la rete con un sito chiamato “Gen-Z regelt” (“la Generazione Z comanda” in tedesco, come si legge su Dw, e sono in programma proteste in 23 città della Germania.

I giovani appartenenti alla Generazione Z, nati tra il 1995 e 2010, rimproverano ai genitori non avere fatto abbastanza per combattere il cambiamento climatico e per avere permesso un divario enorme tra i più poveri e i più ricchi, differenza che continua ad aumentare nel tempo. Ugualmente, protestano per chiedere opportunità di ingresso del sistema scolastico.

Negli altri Paesi tra i motivi delle proteste ci sono anche la crisi abitativa (i prezzi alti degli affitti e l’impossibilità di accedere ai contratti), l’alto costo della vita e il deterioro dei servizi pubblici, incluso il sistema sanitario. Sebbene le rivendicazioni siano diverse, il malessere è comune e si basa sull’incertezza economica e la percezione che le istituzioni e lo Stato non rispondono alle necessità dei cittadini, specialmente dei giovani.

Maria Silvestre, professoressa di Sociologia dell’Università di Deusto, in Spagna, ha spiegato a France 24 che ci sono determinate circostanze che possono agire come una “scintilla” capace di trasformare lo scontento accumulato in mobilitazione collettiva. Per i ragazzi della Generazione Z non si tratta solo di difficoltà economiche immediate ma dell’impossibilità di potere accedere a una casa, nel futuro, trovare un lavoro stabile e godere della sicurezza dei servizi pubblici per costruire un progetto di vita. Julius Fintelmann del “The European Correspondent” sintetizza questo sentimento come una frustrazione di fronte alla politica che non risponde ai bisogni dei più giovani. Mentre in Spagna e in Francia si protesta per la situazione abitativa, in Albania e in Serbia si manifesta contro la corruzione.

La tensione sociale coincide con un cronogramma elettorale importante e con un contesto internazionale incerto sul sostegno dell’Europa all’Ucraina e l’ingerenza russa in alcuni Paesi della Nato.

In questo ambiente, “le strade sono diventate uno scenario dove confluiscono richieste economiche, sociali e politiche – si legge sull’emittente France 24 -. Dalla manifestazione per la casa nella penisola iberica fino alle proteste contro la corruzione nei Balcani, la sfida per i governi europei consiste in rispondere a rivendicazioni che, anche se nascono da problemi diversi, condividono una stessa domanda: quali opportunità può offrire Europa alle generazioni presenti e future”.

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