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L’invasione israeliana del Libano non si ferma e dopo 26 anni la bandiera la bandiera della brigata Golani dell’esercito di Tel Aviv torna a sventolare sulla cima del castello di Beaufort, nel Libano meridionale. “Oggi siamo tornati a Beaufort in modo diverso. Siamo tornati uniti, determinati e più forti che mai” ha commentato il primo ministro Netanyahu. La presa di controllo da parte degli israeliani del sito libanese rappresenta un momento altamente simbolico, poiché la fortezza è contesa da secoli e grazie alla sua posizione è strategica dal punto di vista militare. Proprio ieri era arrivato l’appello dei funzionari dell’Unesco, che si erano detto “profondamente allarmata dagli attacchi segnalati nelle immediate vicinanze del Castello di Beaufort, provvisoriamente iscritto nella Lista di protezione rafforzata della Convenzione del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato”.
La fortezza risale all’epoca delle Crociate nel XII secolo. Nota anche come Qal’at ash-Shaqif, la struttura quasi millenaria domina dall’alto le alture del Libano meridionale e questo la rende adatta all’osservazione, al controllo del territorio e alla direzione del fuoco. Oggi è considerata uno dei rari casi di fortezza medievale che conserva utilità militare anche nell’era dei missili e dei droni.
Prima del 1982 il castello era usato come base militare per le forze palestinesi dell’Olp. Durante la guerra in Libano del 1982, con un assalto notturno la brigata Golani dell’esercito israeliano riuscì a prenderne il controllo. Ci rimase fino al ritiro di Israele dal Paese nella primavera del 2000, in seguito alla definizione da parte dell’Onu della cosiddetta Linea Blu. Prima di andarsene l’esercito israeliano fece esplodere delle mine in modo da non renderla più utilizzabile.
L'articolo Dopo 26 anni Israele riprende il controllo del castello di Beaufort, in Libano: perché la fortezza è così importante e contesa da secoli proviene da Il Fatto Quotidiano.





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