Da Oaktree a Nextalia: quali sono i fondi in corsa per i diritti internazionali della Serie A

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I fondi americani Carlyle, Bain Capital e Oaktree (proprietario dell’Inter) e la società italiana di gestione del risparmio Nextalia sono interessati a investire nella nuova media company della Serie A. Lo riporta l’agenzia Reuters, che cita tre persone vicine all’operazione.

L’affare

La media company, progetto di cui si parla da anni, dovrebbe gestire i diritti televisivi internazionali della Serie A, oltre alle attività di scommesse e sponsorizzazione al di fuori dell’Italia. Business che, al momento, generano ricavi per circa 250 milioni di euro. Le offerte dovrebbero riguardare una quota tra il 10% e il 20% della società, che potrebbe essere valutata tra 3 e 4 miliardi di euro.

JPMorgan, consulente della Serie A, attende le offerte definitive domani, venerdì 4 settembre. Per la vendita sarà necessaria l’approvazione di 14 club su 20. Nel 2021, ricorda sempre la Reuters, fu proprio la mancanza del ‘quorum’ a bloccare la vendita di una quota dell’unità di business responsabile dei diritti tv in Italia a una cordata guidata da Cvc.

L’obiettivo della cessione è raccogliere capitali in vista di un’operazione per aumentare la visibilità – e quindi i ricavi – della Serie A all’estero, oggi schiacciata soprattutto dalla Premier League inglese. Affari analoghi sono già avvenuti in altri paesi europei, come la Francia e la Spagna.

Chi vuole entrare nella newco

Tra i fondi in gioco, il più conosciuto nel mondo del calcio italiano è senz’altro Oaktree, proprietario dell’Inter. Fondato nel 1995, è tra i maggiori investitori al mondo in titoli in difficoltà. Tra i fondatori ci sono i miliardari Bruce Karsh e Howard Marks. Il secondo è uno degli investitori più stimati da Warren Buffett, che anni fa dichiarò che le sue note erano “la prima cosa” che apriva e che leggeva nella sua casella di posta elettronica. Da agosto, Oaktree appartiene al 100% al gigante canadese Brookfield.

Anche Bain è già legato alla Serie A: il suo co-presidente è Stephen Pagliuca, che quattro anni fa acquistò la maggioranza dell’Atalanta dalla famiglia Percassi. Tra i suoi fondatori, il più conosciuto è Mitt Romney, che nel 2012 fu il candidato repubblicano alle presidenziali statunitensi, sconfitto da Barack Obama.

Carlyle è legata al calcio da un investimento nel Seattle Reign Fc, squadra femminile americana. A lanciare il fondo, a lungo oggetto di dibattiti per i suoi stretti rapporti con la famiglia Bush, furono, tra gli altri, i miliardari David RubensteinWilliam Conway, Jr. e Daniel D’Aniello. Rubenstein è l’ex presidente del consiglio di amministrazione del Kennedy Center di Washington, importante centro delle arti dello spettacolo, prima di essere licenziato lo scorso anno da Donald Trump, che si è fatto nominare al suo posto.

Il pretendente italiano

Nextalia è la società di gestione del risparmio fondata dal manager Francesco Canzonieri. Nata nel 2021, ha naturalmente dimensioni minori rispetto ai grandi fondi americani – 3,4 miliardi di euro di asset in gestione, contro le centinaia di miliardi dei pretendenti statunitensi -, ma si è affermata come una delle principali piattaforme d’investimento alternative in Italia. Tra gli azionisti ci sono Intesa Sanpaolo, Unipol Assicurazioni, Confindustria e Confcommercio, oltre alle famiglie degli ex patron di Inter e Milan, i Moratti e i Berlusconi.

L’articolo Da Oaktree a Nextalia: quali sono i fondi in corsa per i diritti internazionali della Serie A è tratto da Forbes Italia.

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