Come funziona Iride, la costellazione di satelliti 100% italiana

10 hour_ago 6
ARTICLE AD BOX

Contenuto tratto dal numero di ottobre 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Lo scenario è un’alluvione come quella che nell’ottobre 2000 colpì Piemonte e Valle d’Aosta. Il tempo è cruciale per organizzare i soccorsi e gestire gli interventi. La Protezione civile si collega per ottenere dati e informazioni satellitari sulla zona, colpita da una piena eccezionale del Po. Lo fa come accedesse a un film su una qualsiasi piattaforma. Invece che da Amazon o da Netflix, però, il servizio è fornito dall’Agenzia spaziale italiana (Asi) attraverso il marketplace di Iride, il più importante programma di monitoraggio del territorio nazionale da satellite, finanziato con 1,1 miliardi da Pnrr e fondi statali. “A 24 ore dalla richiesta abbiamo acquisito la prima immagine, dopo due ore era disponibile la delineazione dell’area alluvionata e dopo due ore e mezzo anche la mappa con le prime informazioni sui danni”, racconta Simona Zoffoli, responsabile Asi del settore downstream dell’osservazione della Terra.

LEGGI ANCHE: “Nello spazio stiamo correndo veloci”: la sfida italiana per diventare un modello europeo

Che cos’è Iride

Iride è una rete di 68 satelliti, interamente made in Italy. Una ‘costellazione di costellazioni’ (sei in tutto) dotate di sensori per acquisire dati differenti. Al momento sono dispiegati 31 apparati, Heo (Hawk for Earth observation) e Eaglet 2, che fotografano la Terra con sensori multispettrali. Presto si aggiungeranno satelliti radar, ottici con risoluzione inferiore al metro, e iperspettrali, capaci di analizzare la luce e la composizione chimica del suolo.

A inizio luglio, l’Agenzia spaziale europea (Esa), che ha messo in orbita e ‘acceso’ la costellazione, ha passato le consegne all’Asi, che ha annunciato l’avvio della fase operativa di Iride. L’accesso ai primi dati è quindi stato aperto attraverso il marketplace, i cui scaffali virtuali si riempiono di immagini e rilevazioni ogni giorno. Tutti gli enti pubblici, ministeri, amministrazioni locali, università e istituti di ricerca nazionali possono scaricare le osservazioni utili per monitorare fenomeni al suolo, programmare interventi e pianificare il governo del territorio. All’occorrenza, richiedere osservazioni mirate, come ha fatto la Protezione civile nell’esercitazione sul Po di giugno. Entro fine anno, l’accesso sarà esteso a enti esteri, alle imprese e al mercato internazionale. Il sistema è tagliato sulle esigenze della pubblica amministrazione, ma ambisce a cavalcare l’onda lunga della space economy.

Il valore del processo

Oltre all’osservazione ‘grezza’, infatti, il valore aggiunto è nel processo che elabora il dato e lo trasforma in servizio. All’interno del marketplace saranno presto caricate specifiche analisi in otto categorie di interesse strategico: monitoraggio costiero e del mare, qualità dell’aria, movimenti del terreno, uso e copertura del suolo, idro-meteo-clima, gestione idrica, emergenza, sicurezza. Processi concordati con gli stessi attori che dovranno usufruirne: “L’Esa ha raccolto le necessità della pubblica amministrazione tramite il National user forum, e su queste specifiche ha assegnato due contratti, a Planetek ed e-Geos, come prime contractor, per la realizzazione dei servizi”, specifica Zoffoli. “Con loro lavorano tantissime altre pmi del settore del downstream”.

Si chiamano service value chain (svc) e sono circa 300 quelli che da ottobre verranno caricati in tre tappe, l’ultima a luglio del 2027. Tra i primi, Zoffoli cita il monitoraggio quotidiano delle acque costiere: “Concentrazione di clorofilla, torbidità, parametri che danno una misura della qualità delle acque. Le isole di calore urbano. E poi i servizi per le emergenze, come quello simulato per la Protezione civile”.

I satelliti lavorano con un piano di acquisizione predefinito, ma, se necessario, possono essere orientati on demand, per guardare in una direzione precisa: “Se c’è un’emergenza legata ai disastri naturali, la Protezione civile ha la priorità per fare quello che si chiama tasking del satellite. La Difesa può fare lo stesso per applicazioni di sicurezza. Tutto avviene tramite il marketplace”.

Oltre agli svc, merita una menzione CyberItaly, la serie di applicazioni che, attraverso gemelli digitali e modelli ‘what if’ (‘cosa succederebbe se?’), abilita previsioni su scenari reali. Per esempio, per valutare le conseguenze sulla qualità dell’aria modificando la viabilità dei quartieri di una città, o l’eventualità e gli effetti di una frana sull’abitato.

Sebbene non siano pochi, 300 servizi basati su dati satellitari (integrati con osservazioni da altri satelliti e sensori al suolo, in situ, precisa l’esperta Asi) non possono coprire tutte le esigenze della Pa e del mercato. Per questo gli utenti del marketplace potranno sviluppare applicazioni nuove e renderle disponibili, o venderle, a chi fosse interessato.

Il business stellare

Le ambizioni di Iride riguardano soprattutto la messa a terra, il marketplace come ecosistema end to end capace di generare valore: “Non vogliamo sia solo la porta di accesso, ma anche il luogo dove si costruisce il business di Iride”, conclude Zoffoli. “Abbiamo costellazioni con sensori differenti e complementari, un’infrastruttura di terra, capacità di processing, il marketplace e i servizi: è la catena intera, dall’osservazione all’informazione, che una pubblica amministrazione, o in prospettiva un’impresa, possono utilizzare per prendere decisioni. È questo a rendere Iride innovativa. La sfida è che l’Asi e il sistema nazionale ne massimizzino il valore economico e sociale”.

Non esiste ancora un tariffario per l’utilizzo da parte di utenti internazionali e commerciali, dice Zoffoli. I proventi saranno comunque parte di un piano per la sua sostenibilità. “Il sistema è nato grazie a un corposo investimento pubblico, che deve rimanere per la componente strategica, ma perché sia sostenibile nel lungo periodo occorrono anche i ricavi commerciali. I satelliti hanno capacità su tutto il globo, non solo sull’Italia. Possiamo pensare a livelli di servizio dedicati o premium per utenti internazionali, a partnership pubblico-private e ad accordi pluriennali con grandi clienti”.  

L’articolo Come funziona Iride, la costellazione di satelliti 100% italiana è tratto da Forbes Italia.

read-entire-article