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“Sono disgustato dalle continue violazioni del segreto investigativo e dalla pubblicazione di intercettazioni e chat che, per legge, non dovrebbero essere pubblicate. Lo considero un vulnus alla Costituzione e alla democrazia”. A scendere in campo a tutela di Sigfrido Ranucci è Guido Crosetto. Il ministro della Difesa interviene con un post su X per sottolineare che “valgono, per me, nei confronti del caso Report e di Ranucci, le stesse riflessioni che ho sempre fatto nei confronti di chiunque”.
Crosetto, che appare come una voce fuori dal coro nel mondo della destra, ribadisce di essere e rimanere “garantista” anche in questa vicenda che riguarda l’ormai ex conduttore di Report. Mentre i colleghi di partito e di coalizione rilanciano le accuse al giornalista estendendo gli attacchi anche direttamente all’intera trasmissione Rai, il ministro sottolinea di difendere “il diritto di non essere giudicati moralisticamente solo sulla base delle persone che si frequentano“.
“Continuerò a considerare una barbarie inaccettabile questo modo di fare informazione e di celebrare processi nelle piazze mediatiche. Anche quando a subirlo è qualcuno che, in passato, di quella stessa barbarie è stato spesso interprete”, conclude Crosetto.
Una presa di posizione ricondivisa sui social dallo giornalista che allega anche una foto di Antonio Angelucci – editore e deputato della Lega – e il titolo di Libero (uno dei quotidiani da lui controllato) “Spento Ranucci. Era Ora”. “Il ministro Crosetto si dice disgustato dalle barbarie operate contro Report e il sottoscritto che hanno portato alla decisione della Rai di sospendermi dalla conduzione della trasmissione”, commenta Ranucci.
L'articolo Caso Report, Crosetto difende Ranucci: “Disgustato dalle violazioni del segreto investigativo. Barbarie inaccettabile” proviene da Il Fatto Quotidiano.





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