Caso Ferrari, oggi il faccia a faccia tra Hamilton e Leclerc. L’inglese insiste: “Charles aveva già avuto frizioni con Sainz, nel team ci deve essere lealtà”

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La vittoria del mondiale di Kimi Antonelli ha fatto passare tutto il resto in secondo piano all’opinione pubblica della Formula 1. Solo rimandato l’approfondimento di cosa sta succedendo in casa Ferrari. Rimandato anche dalla Scuderia stessa che ancora non ha chiarito i fatti del Messico. Lewis Hamilton è volato direttamente a San Paolo, mentre il team principal Fred Vasseur è tornato in Europa per impegni personali e ha fatto lo stesso soprattutto Charles Leclerc che martedì è diventato papà di Bianca, la primogenita avuta dalla moglie Alexandra.

Leclerc è volato in Brasile solo nella giornata di oggi: salta le prove libere 1, appaltate al pilota della Ferrari Driver Academy Dino Beganovic. Dunque niente giovedì di parole per il monegasco, mentre l’inglese ha continuato sulla sua posizione: “Al 100% non è mia la responsabilità di ciò che è successo in Messico. Potevamo facilmente fare doppietta”.

L’attenzione chiaramente è tutta su questa questione nelle domande al Tv pen (l’area interviste), intervallata solamente da una battuta sull’ennesimo traguardo storico che raggiunge il sette volte campione del mondo in Brasile: 400 Gran Premi in Formula 1. Oggi è già una giornata decisiva del weekend Ferrari e, probabilmente, anche dell’anno prossimo. Hamilton, Leclerc e Vasseur si siederanno al tavolo per discutere del (quasi) incidente in curva 1 dell’ultimo Gran Premio e l’autostrada lasciata aperta a Max Verstappen per prendersi la vittoria.

Chiaramente, una prima conversazione c’è già stata nel debriefing domenica scorsa e il piano per far sì che non risucceda deve essere approfondito. Hamilton aveva lasciato l’autodromo Hermanos Rodriguez con delle dichiarazioni nette sul compagno: “Ha 29 anni, non è un fatto di inesperienza. È che guida pensando solo a sé e non al team. O vince lui o nessuno”. Parole che chiaramente non sono piaciute a Vasseur che comunque non ha fatto distinzioni: “Hanno mancato di rispetto al lavoro fatto da tutte le persone Ferrari in fabbrica”.

Un punto che Hamilton ha ripreso: “Abbiamo una responsabilità nei loro confronti. Ci hanno fornito delle migliorie in grado di farci lottare per la vittoria. Dobbiamo essere consci del fatto che è un privilegio avere persone così che lavorano a Maranello”. Un monito già abbozzato nelle gare precedenti ma che da dopo la pausa estiva ha visto un’escalation. In Olanda le prime schermaglie con Hamilton messo dietro a Leclerc dopo il pit stop e la scelta tardiva di dare la posizione. A Monza la partenza a fionda di Leclerc che ha compromesso la gara del compagno, prima che la sua finisse qualche istante più tardi alla parabolica. Poi Singapore, dove Hamilton ha pensato più a battere il compagno che a massimizzare il risultato della squadra. Infine, l’eclatante episodio del Messico.

Una situazione da derubricare al più presto nei meandri dei brutti ricordi, anche se la rabbia di Hamilton non si è ancora placata: “Ferrari ha risultati difficili da 19 anni. Prima di venire qui seguivo le vicende e qualche frizione c’è stata tra Charles – unica volta che ha chiamato per nome il suo compagno in oltre otto minuti di interviste – e Carlos (Sainz, ndr) e Vasseur ha sempre saputo gestirle. È l’uomo che può guidarci al titolo”.

Già, il mondiale. Il grande obiettivo. Rimandato ancora una volta all’anno prossimo: “Queste ultime gare saranno fondamentali per migliorare l’esecuzione e sviluppare il motore – ha continuato Hamilton – perché sarà fondamentale metterci in una posizione solida da cui ripartire il prossimo anno con il piede giusto. Credo davvero che nel 2027 Ferrari possa lottare per il campionato”. Una sfida in cui nessuno dei due vorrà fare da secondo pilota all’altro, ma delle regole vanno messe per mantenere la convivenza perché per una singola vittoria di tappa si rischia la frattura insanabile all’interno del garage, con un mondiale conteso la situazione potrebbe essere ingestibile.

Hamilton lo sa bene visti i precedenti con Fernando Alonso (McLaren) e Nico Rosberg (Mercedes). L’inglese ha ribadito con forza: “È giusto gareggiare anche in maniera dura tra di noi, ma dev’esserci lealtà”. E ha dato appuntamento al meeting: “Non so come andrà. Tutto girerà intorno alla comunicazione e alla comprensione. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. E continuare a spingere”.

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