Caos Fifa, anche la Scozia ritira il sostegno a Infantino: “Non lo voteremo. Trasparenza e governance devono cambiare”

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Accusato di inganno per il suo piano di investimenti privati e al centro delle polemiche per il possibile rinnovo del mandato come presidente FIFA. Tutti gli stanno voltando le spalle. Dopo Inghilterra, Repubblica D’Irlanda e Galles anche la Scozia ha ufficialmente ritirato il proprio sostegno nei confronti di Gianni Infantino. “La Scottish FA non voterà per lui alle elezioni dei primi mesi del 2027. Ci siamo allineati con la posizione della UEFA. Quando si ricopre un ruolo dirigenziale nel calcio, non si dovrebbe mai essere ripresi dalle telecamere con la frequenza con cui è accaduto finora”, ha dichiarato l’amministratore delegato della Federcalcio scozzese Ian Maxwell.

“Qualcosa è andato storto se, dopo la Coppa del Mondo più seguita di sempre, l’attenzione si è spostata maggiormente su episodi avvenuti fuori dal campo. Non è questo il ruolo che dovrebbe avere il calcio. La trasparenza e la governance devono cambiare. Che forma assumerà questo cambiamento, che aspetto avrà: è tutto oggetto di dibattito”. La mancanza di trasparenza – nel progetto del presidente di vendere agli investitori privati parte dei diritti dei Mondiali di calcio – ha portato alla decisione di non sostenere la candidatura di Infantino. “Ogni federazione membro della FIFA dovrebbe avere voce in capitolo, così come ogni membro interno dovrebbe avere voce in capitolo nella gestione del calcio in questo paese”. Insomma, per la prima volta nella storia, Gianni Infantino è riuscito nell’impresa di mettere d’accordo Inghilterra, Repubblica d’Irlanda, Galles e Scozia.

L’inganno di Infantino e la crisi del FIFA Forward Enterprise

In una lettera aperta congiunta pubblicata la scorsa settimana, UEFA, Confederazione Calcistica Asiatica e Concacaf hanno accusato i vertici della FIFA di aver tradito la loro fiducia definendo il processo relativo alla FFE “un fallimento profondo”. E da qui nasce il rancore delle tre Confederazioni nei confronti di Infantino: perché creare la società FIFA Forward Enterprise – FFE, appunto – per la gestione di biglietti e diritti commerciali cedendone il 23% a investitori privati? Il piano, come sappiamo, è stato poi interrotto e ritirato di fronte a un’opposizione diffusa. UEFA su tutte. E il dietrofront della Scozia è una conseguenza di tutto questo.

La contestazione di FairSquare

Mentre l’opposizione interna cresce, emergono dubbi anche sul fronte giuridicoregolamentare. FairSquare – organizzazione non profit internazionale per i diritti umani – ha messo in discussione l’effettiva possibilità che Infantino possa ricandidarsi. Facciamo chiarezza. Nel 2022 la FIFA aveva stabilito che il suo primo periodo alla presidenza, ovvero quello dal 2016 al 2019, non sarebbe stato conteggiato nel limite massimo di tre mandati previsto dallo Statuto.

Di conseguenza, secondo questa osservazione, Infantino potrebbe ancora presentarsi nel 2027 per quella che formalmente la FIFA considera la terza elezione valida. Ovviamente FairSquare ha contestato questa interpretazione, sostenuta anche dall’ex presidente del comitato di governance FIFA Miguel Maduro: una nuova elezione nel 2027 infatti rappresenterebbe un quarto mandato e violerebbe lo spirito della norma (pensata appositamente per impedire a un presidente di restare al potere per più di 12 anni). Reso noto al comitato di revisione della FIFA, ora è prevista quantomeno una spiegazione.

L'articolo Caos Fifa, anche la Scozia ritira il sostegno a Infantino: “Non lo voteremo. Trasparenza e governance devono cambiare” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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