Nicola Maggiotto ancora in coma dopo la rissa a Barcellona: “Bisogna aspettare”. La polizia cerca gli aggressori nei video

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Sono trascorse altre 24 ore senza variazioni significative nelle condizioni di Nicola Maggiotto, il 21enne di Asolo, nel Trevigiano, ricoverato in terapia intensiva a Barcellona dopo il grave trauma cranico riportato nella notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 agosto, durante una rissa all’esterno di un locale pubblico della città catalana. Il giovane è ancora sedato e incosciente. Il padre, Daniele Maggiotto, continua ad assisterlo nei corridoi dell’istituto sanitario dove si trova ricoverato e ripete quanto gli viene riferito dai medici: per avere un quadro attendibile delle condizioni del figlio bisogna ancora attendere. Nicola era a Barcellona insieme ad altri otto coetanei, quasi tutti suoi compaesani. La sera dell’aggressione aveva partecipato a un party a bordo piscina al Sea Sea Beach, un bar-discoteca. La violenza è esplosa all’esterno del locale, dove il 21enne sarebbe stato colpito con estrema durezza alla nuca.

A cercare di aiutarlo era intervenuto un amico, che sarebbe stato a sua volta aggredito con calci e pugni fino a perdere i sensi. Un terzo italiano era arrivato poco dopo. Le loro testimonianze, tuttavia, non avrebbero consentito finora agli investigatori di delineare un’ipotesi chiara sui motivi che hanno scatenato la rissa.

La polizia di Barcellona sta lavorando soprattutto sulle immagini raccolte dalle telecamere. Gli investigatori stanno esaminando i filmati del circuito interno del locale e quelli delle videocamere pubbliche e private installate all’esterno, nella zona in cui si è verificata l’aggressione. L’obiettivo è confrontare le persone riprese all’interno del Sea Sea Beach con quelle presenti all’esterno e arrivare così a identificare gli appartenenti al gruppo coinvolto. Gli investigatori contano anche sulla possibilità che altri clienti del locale possano riconoscere alcuni dei protagonisti. Degli aggressori, infatti, si sa ancora poco. Il gruppo, composto da circa dodici persone, si è allontanato prima dell’arrivo dei soccorsi. I ragazzi italiani non avevano avuto modo di conoscerli, se non attraverso brevi scambi in inglese.

Resta quindi da chiarire anche il motivo dell’aggressione e soprattutto perché Nicola sia stato colpito con una violenza tale da provocargli un grave trauma cranico. Le testimonianze raccolte finora non sembrano offrire elementi sufficienti per formulare una ricostruzione precisa. Nelle ore successive alla rissa erano circolate anche ipotesi relative a una possibile ostilità nei confronti degli italiani. Una lettura che lo stesso padre di Nicola ha però ricondotto a un fraintendimento di alcune sue dichiarazioni. Intanto, a Barcellona, la famiglia Maggiotto continua a vivere ore di apprensione. I genitori del 21enne sono assistiti dal Consolato italiano in Spagna e dalla struttura sanitaria che ospita Nicola. L’ospedale ha inoltre messo a loro disposizione un servizio di supporto psicologico e un mediatore linguistico.

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