ARTICLE AD BOX
Comunicazione Pubblicitaria in collaborazione con Vontobel
Questo articolo rientra in un accordo di marketing con l’emittente menzionato. Le informazioni in esso contenute non devono essere considerate né interpretate come consulenza in materia di investimenti. Eventuali punti di vista e/o opinioni espressi non sono intesi e non devono essere interpretate come raccomandazioni o consigli di investimento, fiscali e/o legali. Investire.biz non si assume alcuna responsabilità per azioni, costi, spese, danni e perdite subiti a seguito di informazioni, punti di vista o opinioni presenti su questo sito. Prima di intraprendere decisioni di investimento, invitiamo gli utenti a leggere la documentazione regolamentare sempre disponibile per legge sul sito dell’emittente ed ottenere una consulenza professionale. #ADV
L’economia cinese ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con una crescita del Prodotto Interno Lordo del 4,5% su base annua, in accelerazione rispetto al 4,3% del secondo trimestre. Su base congiunturale l’espansione è stata dell’1,2%, dopo lo 0,9% dei tre mesi precedenti, mentre nei primi nove mesi dell’anno il Pil è cresciuto del 4,6%. Il dato colloca Pechino all’interno dell’obiettivo fissato per il 2026, compreso tra il 4,5% e il 5%, ma sul limite inferiore della forchetta.
La composizione della crescita conferma uno squilibrio ormai strutturale. L’industria continua a sostenere l’attività: la produzione industriale di settembre è salita del 5,5% su base annua, dal 5,2% di agosto, mentre nei primi nove mesi il valore aggiunto dei servizi è cresciuto del 5,2% contro il 3,8% del secondario. Sul fronte della domanda interna i segnali sono meno solidi.
Le vendite al dettaglio di agosto sono aumentate dello 0,4% su base annua, con una crescita cumulata del 2,5% nei primi otto mesi; gli investimenti fissi nello stesso periodo hanno segnato un calo del 7,2%, appesantiti dal settore immobiliare. Il tasso di disoccupazione urbana si è attestato in media al 5,2%.
Le prime indicazioni sul quarto trimestre non modificano il quadro. A ottobre l’indice PMI manifatturiero ufficiale è sceso a 49,3 punti dai 50,1 di settembre, sotto la soglia di 50 che separa espansione e contrazione e sotto le attese di consenso, ferme a 50. La componente dei nuovi ordini è calata a 49,4 e quella degli ordini esteri a 48,7. Anche l’indice non manifatturiero è sceso sotto quota 50, a 49,7 da 50,2. Sul piano dei prezzi, a settembre l’inflazione al consumo si è fermata allo 0,9% annuo, con la componente core all’1%, mentre i prezzi alla produzione sono saliti del 5%, dal 3,8% di agosto.
Il risultato è un’economia che cresce in linea con gli obiettivi ufficiali grazie alla manifattura e all’export, ma con consumi che faticano a ripartire. È in questo contesto che operano le grandi piattaforme tecnologiche del Paese: società esposte in modo diretto alla spesa delle famiglie, all’e-commerce e ai servizi digitali, oltre che alla concorrenza sui prezzi che ha caratterizzato il commercio rapido e la consegna di cibo nell’ultimo anno e mezzo.
Investire sulle Big Tech cinesi con il certificato DE000VY2EJK2
Per chi intende esporsi a questo segmento di mercato senza acquistare direttamente i singoli titoli, una possibile soluzione è il certificato Multi Cash Collect con Barriera di Vontobel con ISIN DE000VY2EJK2. Presente nel Monitor Certificati di TuttoCertificati.it. Il certificato è legato a cinque sottostanti: Alibaba Group, JD.com, Meituan, Tencent Holdings e Xiaomi Corporation.
Lo strumento è emesso da Vontobel Financial Products ed è quotato sul Sedex di Euronext Milano con lotto minimo di un certificato. Il valore nominale è di 100 euro, la data di valutazione iniziale è il 20 aprile 2026 e la scadenza è fissata al 20 aprile 2028, con liquidazione il 27 aprile 2028. Il certificato è di tipo Quanto: gli importi calcolati nelle valute dei sottostanti, dollari statunitensi per Alibaba e JD.com e dollari di Hong Kong per Meituan, Tencent e Xiaomi, vengono convertiti in euro in rapporto 1:1. L’investitore non è quindi esposto alle oscillazioni del cambio.
La struttura è di tipo worst-of: il comportamento del certificato dipende dal sottostante con la performance peggiore rispetto al proprio livello iniziale. Per ciascun titolo sono fissati due livelli di riferimento. Il primo è lo strike, pari al prezzo di chiusura del 20 aprile 2026, che coincide con il livello di autocall. Il secondo è fissato al 60% dello strike e svolge una doppia funzione: soglia bonus per il pagamento delle cedole mensili e barriera per la protezione del capitale a scadenza.
La cedola mensile con effetto memoria
Il certificato DE000VY2EJK2 prevede un importo bonus di 1,49 euro al mese per certificato, pari al 17,88% annuo sul valore nominale. Le date di osservazione sono mensili, dal 20 maggio 2026 al 20 aprile 2028, per un totale di 24 rilevazioni. Il pagamento avviene il giorno 27 di ciascun mese.
La condizione è unica: a ogni data di osservazione il prezzo di chiusura di tutti e cinque i sottostanti deve essere pari o superiore alla rispettiva soglia bonus. Se anche un solo titolo si trova sotto il 60% dello strike, la cedola di quel mese non viene pagata. Non va però persa: grazie all’effetto memoria, gli importi non corrisposti vengono accantonati e liquidati alla prima data di osservazione successiva in cui la condizione torna a essere verificata.
Secondo la pagina prodotto dell’emittente, la prossima cedola da 1,49 euro è in pagamento il 27 novembre 2026, con data di stacco il 24 novembre, subordinatamente alla rilevazione del 20 novembre. Alla luce dei prezzi attuali, tutti e cinque i titoli si trovano sopra le rispettive soglie bonus.
Il rimborso anticipato
A partire dal 20 luglio 2026 e fino al 20 marzo 2028, con cadenza mensile, il certificato viene rimborsato in anticipo se tutti i sottostanti chiudono a un livello pari o superiore allo strike. In questo caso l’investitore riceve 100 euro per certificato, oltre alla cedola del mese e alle eventuali cedole in memoria, e il prodotto si estingue. Il livello di autocall resta fisso al 100% dello strike per tutta la durata.
Con i prezzi attuali l’ipotesi di un rimborso anticipato a breve appare lontana. Alibaba dovrebbe recuperare il 33,2% e Tencent il 31,1% rispetto ai prezzi indicativi rilevati per tornare allo strike; JD.com, Meituan e Xiaomi distano tra il 12,1% e il 13,2%. È un aspetto che l’investitore deve considerare: lo scenario più probabile nel breve periodo è quello di un certificato che continua a pagare cedole mensili, più che di un rimborso rapido.
Cosa accade a scadenza
Se il certificato non viene rimborsato in anticipo, alla data di valutazione finale del 20 aprile 2028 si aprono due scenari. Se tutti i sottostanti chiudono pari o sopra la barriera, l’investitore riceve il valore nominale di 100 euro, oltre all’ultima cedola e alle eventuali cedole in memoria. Se invece almeno un titolo chiude sotto la barriera, il rimborso è pari al valore nominale moltiplicato per la performance del titolo peggiore rispetto allo strike. In questo caso la perdita sul capitale è proporzionale al ribasso del worst-of e può essere totale. La barriera è osservata solo alla scadenza: eventuali discese temporanee sotto il 60% nel corso della vita del prodotto incidono sul pagamento delle cedole di quel mese, ma non sul rimborso finale.
Prezzo e rendimento potenziale
Alle 15 del 4 novembre era possibile acquistare questo certificato a 91,30 euro, con uno sconto dell’8,7% rispetto al valore nominale. Il dato ha due implicazioni. La prima riguarda la cedola: 17,88 euro annui su un esborso di 91,30 euro corrispondono a un rendimento potenziale del 19,58% annuo. La seconda riguarda il rimborso: chi acquista a questo prezzo e ottiene 100 euro a scadenza o in caso di autocall realizza una plusvalenza di 8,70 euro per certificato, pari al 9,53% del capitale investito, che si aggiunge alle cedole.
Lo sconto non è casuale. Riflette la distanza dei sottostanti dagli strike e, in particolare, il ribasso di Alibaba e Tencent dai livelli di aprile. Il mercato prezza in questo modo una maggiore probabilità che uno dei titoli si avvicini alla barriera nei prossimi diciotto mesi.
Tre esempi pratici
Primo scenario: le cedole fino a scadenza. Un investitore acquista 10 certificati a 91,30 euro, con un esborso di 913 euro. Restano 18 date di osservazione, dal 20 novembre 2026 al 20 aprile 2028. Se a ogni rilevazione tutti i sottostanti si mantengono sopra la soglia bonus, ma senza tornare agli strike, l’investitore incassa 18 cedole da 1,49 euro, ovvero 26,82 euro per certificato e 268,20 euro complessivi. A scadenza riceve 1.000 euro di rimborso. L’incasso totale è di 1.268,20 euro, con un guadagno lordo di 355,20 euro, pari al 38,9% del capitale in circa diciotto mesi.
Secondo scenario: la memoria all’opera. Si ipotizzi che alla rilevazione del 20 dicembre 2026 Alibaba scenda sotto la soglia bonus di 84,16 dollari. La cedola di dicembre non viene pagata. Se il 20 gennaio 2027 tutti e cinque i titoli tornano sopra le rispettive soglie, l’investitore riceve 2,98 euro per certificato: la cedola di gennaio più quella di dicembre rimasta in memoria.
Terzo scenario: la barriera violata. Si ipotizzi che il 20 aprile 2028 Alibaba chiuda a 70 dollari, sotto la barriera di 84,16 dollari, mentre gli altri titoli restano sopra. Il rimborso è calcolato sulla performance di Alibaba rispetto allo strike di 140,26 dollari, pari al 49,91%. L’investitore riceve 49,91 euro per certificato, a cui si sommano le cedole eventualmente incassate durante la vita del prodotto. Rispetto al prezzo di 91,30 euro, la perdita sul capitale sarebbe di 41,39 euro per certificato, al lordo delle cedole.
I sottostanti: andamento e livelli chiave
La tabella riporta prezzi, performance e livelli di riferimento dei cinque sottostanti del certificato con ISIN DE000VY2EJK2. Gli autocall, le soglie bonus e le barriere sono espressi nella valuta di quotazione di ciascun titolo; la data indicata tra parentesi si riferisce alla prossima data di valutazione.
| Alibaba Group Holding Limited | 105,33 USD (14:56:34) | 100,34 USD | -25,98% | 140,26 USD (20/11/2026) | 84,16 USD (20/11/2026) | 84,16 USD (60,00%) |
| JD.com, Inc. | 27,93 USD (14:54:31) | 26,91 USD | -11,74% | 31,31 USD (20/11/2026) | 18,79 USD (20/11/2026) | 18,79 USD (60,00%) |
| Meituan | 76,23 HKD (14:57:16) | 75,0609 HKD | -13,30% | 85,99 HKD (20/11/2026) | 51,594 HKD (20/11/2026) | 51,594 HKD (60,00%) |
| Tencent Holdings Limited | 400,7 HKD (08:59:58) | 400,70 HKD | -22,76% | 525,19 HKD (20/11/2026) | 315,114 HKD (20/11/2026) | 315,114 HKD (60,00%) |
| Xiaomi Corporation | 28,64 HKD (14:56:46) | 28,7999 HKD | -11,42% | 32,41 HKD (20/11/2026) | 19,446 HKD (20/11/2026) | 19,446 HKD (60,00%) |
Fonte: Vontobel. Dati indicativi rilevati alle 15 del 4 novembre 2026.
Il titolo più debole del paniere è Alibaba, che sui prezzi di chiusura si colloca il 16,1% sopra la barriera. Segue Tencent, con un margine del 21,4%. JD.com, Meituan e Xiaomi dispongono di un cuscinetto compreso tra il 30% e il 32,5%. Per capire quanto questi margini siano sostenibili è utile osservare i fondamentali delle cinque società.
Alibaba Group
Alibaba è il sottostante che più condiziona il profilo del certificato. Secondo i dati di Forecaster.biz, nel trimestre chiuso al 30 giugno 2026, il primo dell’esercizio fiscale 2027, il margine lordo si è attestato al 38%, contro il 44,91% dello stesso periodo dell’anno precedente. Il margine operativo è sceso al 7,19% dal 14,13% e il margine netto all’8,64% dal 20,69%. Il trimestre precedente, chiuso al 31 marzo 2026, aveva registrato un margine operativo negativo dello 0,35%.
La pressione si riflette sugli indici di redditività: il ROE trimestrale è sceso all’1% dal 4,01% e il ROA allo 0,54% dal 2,20%. La Rule of 40, che somma crescita dei ricavi e marginalità, è negativa all’8,39%. Il numero di azioni in circolazione è salito a 2.334 milioni, contro i 2.311 milioni di un anno prima, segno che i riacquisti non compensano più l’emissione di nuovi titoli. Sono numeri coerenti con una fase di investimenti elevati nel commercio rapido e nell’intelligenza artificiale, che comprimono i margini di breve periodo. La piattaforma indica un dividend yield dell’1,97% e la prossima trimestrale il 1° dicembre 2026.
JD.com
Per JD.com l’ultimo trimestre disponibile è quello chiuso al 30 settembre 2025. Il confronto con lo stesso periodo del 2024 evidenzia l’impatto dell’ingresso nella consegna di cibo: il margine lordo è sceso al 9,52% dal 17,30%, il margine operativo è passato in territorio negativo, a -0,35% da 4,63%, e il margine netto si è ridotto al 2,22% dal 5,85%. Il ROE trimestrale è calato al 2,30% dal 5,22%.
JD.com resta il titolo con il rendimento da dividendo più elevato del paniere, al 3,64% secondo la piattaforma. La prossima trimestrale è attesa il 12 novembre 2026 e servirà a verificare se la compressione dei margini registrata nel 2025 si sia attenuata.
Meituan
Per Meituan, l’esercizio 2024 mostra un margine lordo del 38,44%, un margine operativo del 10,91%, un margine netto dell’11,25% e un ROE del 22,06%. Nel quarto trimestre del 2024 il margine operativo era al 7,56%.
Quel profilo è stato rimesso in discussione dalla guerra dei prezzi nella consegna di cibo e nel commercio istantaneo avviata da Alibaba e JD.com nel 2025, che ha portato Meituan a chiudere diversi trimestri in perdita. I risultati più recenti, relativi al secondo trimestre del 2026, indicano tuttavia un ritorno all’utile: ricavi per 104,6 miliardi di yuan, utile netto rettificato di 2,5 miliardi e un margine operativo del 2,6%. La società ha segnalato un’attenuazione della pressione competitiva. La prossima trimestrale è attesa il 27 novembre 2026.
Tencent Holdings
Tencent presenta i fondamentali più solidi del paniere. Nel trimestre chiuso al 30 giugno 2026, il margine lordo è salito al 57,83% dal 56,92% di un anno prima e il margine operativo al 32,95% dal 32,58%. Il margine netto si è attestato al 33,89%, in calo rispetto al 36,53%, mentre il ROE trimestrale è sceso al 4,94% dal 5,16%.
Prosegue la riduzione del capitale: le azioni in circolazione sono scese a 9.025 milioni dai 9.097 milioni di un anno prima. Il punto debole è la crescita: la Rule of 40 è scesa al 13,43% dal 42,61%, segnalando un rallentamento dei ricavi. Il ribasso del titolo dallo strike, oltre il 20%, appare quindi legato più alle aspettative di crescita e al contesto di mercato che a un deterioramento della redditività. La prossima trimestrale è in calendario il 18 novembre 2026.
Xiaomi Corporation
Per Xiaomi nel trimestre chiuso al 30 settembre 2025, rispetto a 12 mesi prima, il margine lordo è salito al 22,93% dal 20,41%, il margine netto è quasi raddoppiato, al 13,22% dal 7,37%, e il ROE trimestrale è passato al 4,73% dal 3,06%. L’utile per azione è più che raddoppiato.
Il margine operativo mostra però una dinamica diversa: dopo l’11,79% del primo trimestre e l’11,59% del secondo, è sceso al 5,94% nel terzo trimestre del 2025, contro il 6,53% di un anno prima. La differenza tra margine netto e margine operativo indica un contributo rilevante di componenti non operative. La prossima trimestrale è attesa il 24 novembre 2026.
Rischi principali
L’investimento nel certificato DE000VY2EJK2, strumento finanziario strutturato complesso a capitale condizionatamente protetto, ma non garantito, comporta diversi rischi che l’investitore deve valutare attentamente prima di procedere all’acquisto:
- Rischio di mercato (worst-of): l’andamento negativo dei sottostanti, in particolare quello con la performance peggiore, può influire negativamente sul pagamento delle cedole e sul rimborso del capitale a scadenza. La struttura worst-of concentra l’esposizione sulla performance del sottostante peggiore.
- Rischio di perdita del capitale: qualora, alla scadenza, almeno uno dei sottostanti si trovi al di sotto della relativa barriera prevista dalla struttura del prodotto, il rimborso può essere commisurato alla performance negativa del sottostante peggiore, con il rischio di perdite anche significative e, in determinate circostanze, dell’intero capitale investito.
- Barriera condizionata: la protezione del capitale è subordinata al rispetto delle condizioni previste dalla struttura del certificato. Qualora il sottostante peggiore non rispetti tali condizioni alla scadenza, l’investitore può essere esposto a perdite in linea con la performance negativa del sottostante.
- Rischio emittente: il rimborso delle somme dovute dipende dalla solvibilità dell’emittente e del garante. In caso di insolvenza dell’emittente o del garante, l’investitore potrebbe perdere, in tutto o in parte, il capitale investito e gli eventuali importi dovuti. Il prodotto non è coperto da sistemi di garanzia dei depositi.
- Rischio di liquidità: la vendita del certificato prima della scadenza può avvenire a condizioni meno favorevoli rispetto al suo valore teorico. In particolari condizioni di mercato o in caso di interruzioni tecniche, la possibilità di vendere il prodotto potrebbe essere limitata o temporaneamente non disponibile.
- Rischio di mancato pagamento delle cedole: le cedole previste dal certificato sono condizionate al verificarsi delle condizioni stabilite dalla struttura del prodotto e, pertanto, non sono garantite. Qualora tali condizioni non siano soddisfatte, le cedole possono non essere corrisposte; eventuali meccanismi di memoria, se previsti, non garantiscono necessariamente il pagamento delle cedole accumulate.
- Rischio di Rimborso Anticipato (Autocall): i certificati possono prevedere l’opzione di scadenza anticipata automatica se il sottostante supera determinati livelli. Questo interrompe il flusso delle cedole e costringe l’investitore a reinvestire il denaro a condizioni di mercato potenzialmente meno favorevoli.
Considerazioni finali
Il certificato DE000VY2EJK2 offre un’esposizione a cinque delle principali società tecnologiche e di consumo cinesi con una cedola potenziale di 1,49 euro al mese, l’effetto memoria e una barriera a scadenza al 60% degli strike. Il prezzo di 91,30 euro porta il rendimento potenziale annuo al 19,58% sull’importo investito e aggiunge un premio di 8,70 euro in caso di rimborso a 100 euro.
Il quadro dei sottostanti è eterogeneo. Tencent mantiene margini elevati e stabili, Xiaomi ha migliorato la redditività netta, Meituan è tornata all’utile dopo una fase di perdite. Alibaba e JD.com registrano invece una compressione dei margini legata agli investimenti e alla concorrenza nel commercio rapido. Alibaba, con un margine del 16% dalla barriera, è il titolo da monitorare con maggiore attenzione, anche in vista della trimestrale di dicembre.
Sullo sfondo resta un’economia che cresce in linea con gli obiettivi ma con consumi deboli, variabile decisiva per società che vivono della spesa delle famiglie. Il prodotto si rivolge a investitori con esperienza in strumenti derivati, disposti a mantenere la posizione fino al 2028 e consapevoli che, in caso di barriera violata a scadenza, la perdita può essere anche totale.
L'articolo Big Tech cinesi, un certificato con cedola potenziale del 17,88% annuo proviene da Investire.biz.

1 hour_ago
2




English (US) ·