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Il viaggio della delegazione del Congresso americano in Medio Oriente doveva servire a valutare in modo concreto e con una ispezione sul campo i danni subiti dalle strutture militari, colpite dai bombardamenti iraniani. Ma in Qatar, la base di Al Udeid è rimasta con i cancelli chiusi, nonostante le insistenze del senatore Chris Murphy, democratico di lungo corso.
Durante la seconda tappa del viaggio, a Ryad, il senatore ha incontrato i giornalisti e non ha lesinato critiche: “Questo viaggio mi ha confermato che è in corso un’azione senza precedenti e incostituzionale per nascondere al Congresso e al popolo americano i costi e le implicazioni di questa guerra”. Il politico democratico ha rincarato la dose: “Non mi sono mai imbattuto in niente del genere durante il mio mandato al Senato: tutto questo fa parte di una deliberata campagna di depistaggio che i miei colleghi repubblicani al Congresso dovrebbero interrompere”.
Il Pentagono ha replicato che Murphy era stato avvisato che non avrebbe ottenuto alcuna collaborazione ancora prima che intraprendesse l’ispezione in Medio Oriente, secondo una direttiva di Pete Hegseth, segretario alla Difesa, risalente al 3 marzo 2026 sui limiti di accesso alle strutture militari. Di contro, Murphy ha replicato che il segretario di Stato, Marco Rubio, aveva agevolato la missione, favorendo incontri con diplomatici e capi di Stato, quali Mohamed bin Salman, principe ereditario saudita, Sheikh Tamim bin Hamad al Thani, emiro del Qatar.
La visita alla base di Al Udeid non era stata scelta a caso dalla delegazione: si tratta della struttura più grande che il Pentagono possa vantare nell’area, tanto da essere uno degli obiettivi scelti dall’Iran: il 23 giugno scorso un missile balistico aveva centrato una cupola geodetica dove gli americani avevano installato apparecchiature per comunicazioni sicure. I danni erano stati minimizzati dal presidente Trump, mentre i pasdaran avevano parlato di un “attacco missilistico distruttivo e potente”.
La reazione di Murphy al diniego di accesso alla base non si è fatta attendere: in qualità di membro della Commissione per le relazioni estere del Senato, e della Commissione per gli stanziamenti per la difesa, il democratico ha elaborato una proposta di legge che possa permettere ai membri del Congresso di entrare nelle basi militari Usa in qualsiasi circostanza: “Non mi illudo che la legge venga approvata da qui alla fine dell’anno – ha detto il senatore durante una conferenza stampa – ma credo che sarà un elemento importante nella discussione relativa al disegno di legge sugli stanziamenti del prossimo anno”.
Murphy è un buon conoscitore delle dinamiche mediorientali, tanto che nel 2020, a margine della conferenza di Monaco sulla sicurezza, ebbe un incontro non ufficiale con Javad Zarif, a quel tempo ministro degli esteri iraniano, per discutere delle influenze del regime sciita e le sue connessioni con gli Houthi in Yemen e con le milizie in Iraq. Pur condannando il regime degli ayatollah, Murphy era esponente di quella parte della politica americana pronta a un dialogo, tanto che sulla piattaforma online Medium scrisse: “Non mi faccio illusioni sull’Iran: sono nostri avversari, responsabili dell’uccisione di migliaia di americani e di livelli inaccettabili di sostegno alle organizzazioni terroristiche in tutto il Medio Oriente. Ma penso che sia pericoloso non parlare con i propri nemici”.
Le azioni di Murphy nel mondo politico americano hanno un valore – soprattutto per gli antagonisti dei Repubblicani – in quanto mosse da un rappresentante di una “vecchia guardia” che si è sempre opposta alla figura di Trump; il New York Times, nel 2012 e il Washington Post nel 2016 avevano paragonato Murphy ad un nuovo Bill Clinton, descrivendolo come “uno dei futuri leader del partito”; sempre nel 2016 l’esponente del Connecticut aveva affiancato Hillary Clinton in campagna elettorale, nella sfida poi perduta a favore del tycoon. La posizione del senatore dem è stata confermata anche durante il secondo mandato di The Donald, che ha dipinto come emblema della “erosione della democrazia americana”. Per testate come Nbc e New York Times, Murphy potrebbe essere il candidato migliore dei democratici per la corsa alla presidenza nel 2028.
L'articolo Base Usa in Qatar colpita dall’Iran, il Pentagono vieta l’accesso alla delegazione del Congresso per valutare i danni proviene da Il Fatto Quotidiano.




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