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In una bella canzone del mio amico cantautore cileno-cubano Carlos Tato Ayress, mi pare si tratti di quella dedicata alla divinità sincretica orisha Babalù, associata a San Lazzaro, si fa riferimento a due principi guida della politica e dell’ideologia cubana: la Vergine Maria e il marxismo-leninismo. Questo affascinante abbinamento esprime in effetti in modo esemplare gli ideali cui si sono ispirati i dirigenti cubani negli oltre 57 anni della gloriosa storia della Rivoluzione, e gli obiettivi che di conseguenza si sono proposti di raggiungere: combattere le diseguaglianze sia sul piano interno che internazionale e contribuire a favorire il libero sviluppo delle persone umane, in patria come su tutto il resto dell’orbe terracqueo.
Tali nobili obiettivi sono stati perseguiti in modo efficace in vario modo: dal massiccio intervento armato che, come più volte riconosciuto da Nelson Mandela, ha inferto un colpo decisivo al regime dell’apartheid sudafricano, sconfiggendolo militarmente in Angola e in Namibia, alle migliaia e migliaia di medici che hanno alleviato le sofferenze dei malati in centinaia di Paesi del mondo, Italia compresa.
Un esempio e un’opera concreta in chiara contraddizione con l’imperialismo e il capitalismo, specie nella loro disastrosa fase attuale, caratterizzata dalla concentrazione della ricchezza in oligopoli sempre più potenti e dalla tendenza sempre più accentuata e apparentemente irrefrenabile verso il degrado ambientale irreversibile, la guerra mondiale e il genocidio di intere popolazioni, a partire da quella palestinese.
Proprio da questa insanabile contraddittorietà nasce l’odio delle declinanti oligarchie occidentali nei confronti di Cuba, alimentato anche da fattori di ordine geopolitico (la proterva volontà di Trump di recuperare il pieno controllo sull’America Latina all’insegna della cosiddetta dottrina Donroe) o addirittura personale (l’origine cubana del fuoriuscito Marco Rubio, la cui famiglia, prima di riconvertirsi a politica sotto l’egida del partito repubblicano e al narcotraffico, era tra le più ricche e privilegiate al tempo del protettorato statunitense sull’isola).
Da questo insieme di fattori scaturisce l’attuale persecuzione del popolo cubano da parte di Trump e degli Stati Uniti, proclamata alla fine dello scorso anno con l’adozione delle misure di blocco energetico, fortemente favorite dalla fin troppo rapida resa del Venezuela dopo l’aggressione bellica e il rapimento di Nicolas Maduro e Cilia Flores lo scorso 3 gennaio.
Senza elettricità i neonati soffrono e a volte muoiono nelle incubatrici rese inutili, così come soffrono e a volte muoiono i malati, i bambini, le donne incinte e gli anziani e in genere i settori più deboli della popolazione. Si tratta dell’infame e disumana vendetta di un sistema infame e disumano contro chi ha avuto l’ardire di innalzare le bandiere della solidarietà e del socialismo e per ciò stesso viene assurdamente etichettato come minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Una vendetta trasversale e vigliacca che colpisce, come a volte fanno i peggiori criminali mafiosi, i più deboli e indifesi, nell’intento di ricattare e intimidire un’intera società orgogliosamente ribelle alle imposizioni e ai diktat di lorsignori.
È per questo che il blocco energetico di Trump & C. contro Cuba costituisce un crimine contro l’umanità e assume le fosche tinte del genocidio.
Ma non basta. Di fronte alla stoica resistenza del popolo cubano, un popolo che, a differenza di altri, compreso il nostro, ancora tiene alla sua dignità e alla sua autodeterminazione, Trump e i suoi compari, soprattutto per ovvi motivi Rubio, tengono in serbo l’intervento militare che potrebbe avvenire nei prossimi mesi. Ovviamente non andrà liscia come in Venezuela ma sarebbe un bagno di sangue, con fortissimi contraccolpi negli Stati Uniti, contribuendo ad accelerare l’ingloriosa fine del regime trumpiano che è già nelle cose, e in tutto l’Occidente capitalistico, compresa l’Europa sempre più priva di identità e l’Italietta mai sovrana e sempre tristemente aggiogata al carro dei criminali genocidi.
Occorre reagire a questa situazione mettendo in campo tutta la solidarietà possibile al governo e al popolo cubano. Ciò sia a livello di Stati, a partire dai Brics che devono moltiplicare le forniture energetiche a Cuba, che di popoli. Varie sono le iniziative in corso in Italia che vanno estese e rafforzate. Voglio qui ricordare quelle dell’Associazione Italia-Cuba per pannelli solari, medicinali e altro, e il progetto “La Nave” promosso da ricercatori ed artisti, che viaggeranno a Cuba alla fine dell’anno, restituendo a quel popolo una piccola parte di quello che ha dato a noi e al resto del mondo in tutti questi anni. E contribuendo a combattere il destino orrendo e distopico che Trump, Rubio, Netanyahu e gli altri membri dell’Epstein Coalition vorrebbero imporre all’umanità, per privarla di se stessa e di un futuro degno di essere vissuto.
L'articolo Trump &C. vogliono sopprimere Cuba per annientare l’umanità. Fermiamoli! proviene da Il Fatto Quotidiano.




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