Appena scoprì che la moglie lo tradiva, Clifford Dibdin andò a scegliere una rivoltella che facesse al caso suo

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Da un racconto apocrifo di Horace Walpole. Appena scoprì che la moglie lo tradiva, Clifford Dibdin si recò da Blackmore, in St. James Street, a scegliere una rivoltella che facesse al caso suo. “Ucciderò prima lei, poi l’amante e poi me stesso”. Già si figurava i tre cadaveri insanguinati, i crani bucati con le cervella sul tappeto, il chiasso, la turba degli sfaccendati, l’autopsia. Con l’acredine dell’uomo offeso, s’immaginava l’orrore dei parenti e della gente, l’agonia della fedifraga e dell’amante, i titoli delle gazzette a lettere cubitali.

Il commesso del negozio, piccolo e storto e con un occhio solo, gli mostrava delle rivoltelle e, sorridendo rispettosamente, diceva: “Le consiglierei questa splendida Smith & Wesson, milord. Colpisce a 600 passi. Ha lo scatto forte e sicuro e passa da parte a parte moglie e amante. Per quanto riguarda il suicidio, poi, non conosco miglior sistema. Ne vendiamo ogni giorno una decina. Richiamo la sua attenzione sulla finezza delle guarnizioni”.

“Che venditore eccezionale!” pensò Dibdin. “Diresti quasi che si tirerebbe volentieri una palla in fronte, se possedesse una rivoltella come quella”. Quindi gli chiese: “Quanto costa?” “6 sterline, milord”. “Uhm. Troppo cara”. “In tal caso, milord, le mostrerò un altro modello. Abbiamo un vasto assortimento di pistole per tutte le tasche. Questa Webley, per esempio. Costa solo due sterline, ma…” il commesso fece una smorfia di disprezzo “…è un modello già vecchio. Lo comprano solo poeti, proletari e psicopatici. Che spesso coincidono. Uccidere la moglie con una Webley è reputato un segno di cattivo gusto. Il bon-ton riconosce solo la Smith & Wesson”.

“Non devo né uccidere, né uccidermi” mentì accigliato Dibdin. “La compero per la casa di campagna, per far paura ai ladri…” “Per far paura ai ladri” disse il commesso “la Webley non serve perché ha uno sparo leggero e sordo. Le proporrei invece un revolver Tranter, molto apprezzato da ufficiali e poliziotti. Costa solo tre sterline. Oppure una Adams a doppia azione. Una pressione del grilletto arma il cane e lo rilascia, facendo partire il colpo”. Il commesso, girandosi e rigirandosi con grazia senza cessare di ciarlare, gli mostrò un mucchio di rivoltelle. Con maggior compiacenza e maggior suggestione, però, guardava la Smith & Wesson.

Dibdin la prese in mano e si mise a fissarla, immerso nei suoi pensieri. Immaginò le teste spappolate, il sangue che scorreva a fiumi sul tappeto, la traditrice morente che agitava le gambe nelle contrazioni pre-agoniche. Ma per la sua anima indignata questo era troppo poco. Bisognava pensare a qualcosa di più spaventoso. “Ammazzerò lui e poi me, ma lei la lascerò vivere”, pensò. “Voglio che si consumi per il rimorso e per il disprezzo della gente. Per una natura nervosa come la sua sarà molto più terribile della morte…”

Immaginò quindi il proprio funerale. Si vide disteso sul cataletto con un ironico sorriso sulle labbra. Vide lei, pallida, tormentata dai rimorsi, che seguiva la bara come Niobe senza potersi sottrarre agli sguardi di disprezzo della folla indignata. “Mi accorgo, milord, che le piace questa Smith & Wesson” disse il commesso interrompendo le sue fantasticherie. “Se le sembra cara, mi permetta: la ribasserò di 10 scellini. Consideri le tariffe doganali: aumentano ogni ora! Oggi certe armi possono acquistarle solo i ricchi. Ai poveri sono rimaste le copie che fabbricano in Belgio e che i rigattieri vendono a 15 scellini. Dio ce ne scampi! Chi spara alla moglie con una rivoltella belga rischia di colpirsi le scapole!”.

Dibdin cominciò a sentirsi a disagio al pensiero che sarebbe morto senza vedere i tormenti dell’infedele. La vendetta è piacevole quando c’è la possibilità di vederne gli effetti. “No, farò così: ucciderò lui, andrò al suo funerale e dopo mi ucciderò…” Ma lo avrebbero arrestato prima dei funerali, togliendogli l’arma. “Allora ucciderò lui, mi arresteranno, e io svelerò alle autorità e alla società la bassezza della condotta di mia moglie. Se mi uccido, lei falsa com’è potrebbe accusarmi, la società giustificherebbe la sua condotta e io diventerei lo zimbello di tutti. Se rimango vivo, finirò in tribunale, ma lei dovrà figurare in qualità di teste. Immagino la sua confusione, la sua vergogna quando la interrogherà il mio difensore! Le simpatie dei giudici, del pubblico e della stampa saranno certo dalla mia parte…”.

Intanto il commesso continuava a cicalare: “Tutte queste marche impallidiscono di fronte alla Smith & Wesson. Giorni fa, probabilmente l’ha letto sui giornali, un ufficiale ha comprato da noi una rivoltella come quella che lei ha in mano. Sparò contro l’amante della moglie: la palla lo passò da parte a parte, forò una lampada di bronzo, scheggiò il pianoforte e, di rimbalzo, contuse la consorte. Un effetto splendido che fa onore alla nostra ditta. Ora l’ufficiale è in carcere, lo condanneranno senz’altro ai lavori forzati: i tribunali sono sempre dalla parte dell’amante. E sa perché? È molto semplice, milord: anche i giudici, i giurati, il procuratore generale e gli stessi difensori vanno a letto con le mogli altrui. Il nostro commercio peggiora di anno in anno perché i mariti si rassegnano alla loro condizione di cornuti, temendo il tribunale e i lavori forzati!”.

“Se andrò ai lavori forzati mia moglie potrà risposarsi. Trionferà!” rifletté Dibdin. “Farò così: lascerò viva lei, io non mi ucciderò e… non ucciderò neanche lui. Ci vuole qualcosa di più sensato, di più moderno. Li bollerò col mio disprezzo e solleverò uno scandalo con la causa di divorzio!” Il commesso tolse da una scansia una nuova dozzina di rivoltelle: “Richiamo la sua attenzione, milord, sul meccanismo del castello di questa Colt… “.

A Dibdin, dopo la sua risoluzione, un revolver non era più necessario, ma non voleva deludere il commesso che aveva faticato davanti a lui, si era entusiasmato, aveva sorriso, aveva perduto il suo tempo… Sentì insomma la necessità di comprare qualcosa. Ma cosa? Scrutò gli scaffali del negozio cercando un articolo a buon mercato. Pagò infine due scellini e uscì dal negozio con in mano un richiamo per cuculi, tutto soddisfatto.

L'articolo Appena scoprì che la moglie lo tradiva, Clifford Dibdin andò a scegliere una rivoltella che facesse al caso suo proviene da Il Fatto Quotidiano.

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