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“Non ho avuto santi in paradiso e nemmeno in terra. La libertà si paga, ma va bene così”. Parola di Francesco Baccini. È tra i cantautori italiani che hanno segnato la scena musicale a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Pianista e autore, si è fatto conoscere per uno stile personale che unisce ironia, osservazione sociale e una scrittura diretta, lontana dai toni solenni della tradizione cantautorale.
Nel corso della carriera ha alternato la musica al teatro e alla televisione, attraversando fasi diverse e confrontandosi con un mercato discografico profondamente cambiato. Ha collaborato con numerosi artisti e ha mantenuto negli anni un rapporto costante con il pubblico dal vivo. Il 30 ottobre escono il libro “Nomi e Cognomi” e il disco “Nomi e Cognomi 2”. Nell’intervista a Il Corriere della Sera Baccini ripercorre il proprio percorso artistico.
Parlando della musica di oggi, l’artista ha detto la sua anche su colleghi come Achille Lauro: “Non ci trovo niente di artistico. Le sue canzoni sono prodotti da vendere. Mi ci vede con la tutina trasparente di Gucci a Sanremo?”. O anche Fedez: “Un personaggio, un influencer, non mi ricordo certo la sua musica. Quindici anni fa mi trovai un suo messaggio: ‘Sono cresciuto con i tuoi pezzi’. Mi invitò al suo primo concerto all’Alcatraz, andai con mio figlio. Ci sentivamo spesso. Poi di colpo non mi ha più risposto, è sparito”.
L'articolo “Achille Lauro non ha niente di artistico, con Fedez ci sentivamo spesso, poi di colpo è sparito. De André era una specie di Mago Merlino, mi ha fatto la carta astrale su pergamena”: così Francesco Baccini proviene da Il Fatto Quotidiano.




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