Zerosei ripresa la discussione generale

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Dopo una sospensione di più di un’ora e mezzo per permettere lo svolgimento delle trattative per arrivare ad un accordo sui ddl Masè n. 20/XVII e quello della consigliera del Pd Parolari 40/XVI, il presidente del Consiglio Soini ha riaperto la seduta per continuare la discussione generale. Nel confronto per trovare un accordo sono stati fatti passi avanti, ma non si è ancora arrivati ad una conclusione.

Calzà: lo zerosei non può essere una formula organizzativa

​Michela Calzà del Pd nel suo intervento ha ricordato la centralità del tema di cui si sta discutendo, anche per la qualità della vita delle donne. Un bisogno, questo dei servizi all’infanzia, che è sempre più forte, ma qui, ha detto ancora, si sta discutendo del diritto dei bambini, del ruolo delle comunità locali, del patto tra famiglie e istituzioni. Lo zerosei è una politica pubblica ad alta intensità di futuro e una sfida alle capacità dell’Autonomia di fornire servizi di qualità. Ma lo zerosei, ha aggiunto, è valido solo quando non crea personale di serie A e B e quando mette al centro il bambino. La maggioranza, invece, ha scelto la via sbagliata bypassando i comuni, indebolendoli nelle loro capacità di fornire servizi. Il modello della Giunta è quello in base al quale la Provincia decide e i comuni si adeguano. Da una parte c’è l’idea dello zerosei che lavora in una quadro comune, il comitato pedagogico territoriale, la formazione, dall’altro, col ddl Masè, si pensa solo ad una formula organizzativa. Quando si parla di flessibilità questa va calibrata sulla qualità educativa e il benessere dei bambini. Non serve, ha aggiunto la consigliera dem, uno zerosei che parte da una scelta meramente organizzativa, ma serve uno zerosei che parta, invece, da una cornice pedagogica, tenendo conto dei tempi dello sviluppo cognitivo dei piccoli che avviene per fasi che hanno tempi diversi da bambino a bambino. Una cornice, questa, che ha un peso decisivo sul sistema zerosei che non può limitarsi a una scorciatoia che mescola problemi pedagogici e organizzativi. Fondamentale, secondo Calzà, il ruolo dei nidi e delle scuole d’infanzia anche per l’integrazione dei bambini stranieri. Sul piano del personale, l’esponente dem, ha detto che ci sono grandi diversità tra educatrici dei nidi e scuole d’infanzia e va evitata la commistione tra figure con contratti e funzioni diverse. Integrazione vuol dire progettare l’integrazione e costruire una cultura comune del personale. Il rischio è quello di mettere in competizione i servizi invece di farli lavorare assieme. Lo zerosei non regge, ha aggiunto, se non c’è coordinamento pedagogico territoriale, la formazione e un ruolo degli enti locali. Ma la qualità educativa non si può fare contro il personale che sta soffrendo per la precarietà, stipendi non adeguati, e vede differenze contrattuali troppo grandi. Una situazione che va superata. La consigliera ha detto inoltre che la rete dei servizi deve restare sul territorio, ai comuni e alle reti locali, compreso il ruolo delle tagesmutter. E sta qui, ha sottolineato, la differenza tra i due ddl. Tra i due impianti il ddl Parolari prevede un sistema dello zerosei e mette i comuni nelle condizioni di restare protagonisti. Inoltre, una riforma non può essere fatta senza il coinvolgimento dei portatori d’interessi. Infine, Calzà ha detto che lo zerosei la politica si misura nella sua forma più alta, perché quando una riforma tocca l’infanzia la politica deve mostrarsi adulta. Mettendo il bambino al centro e ogni scelta va fatta in base ad una domanda: questa riforma migliora o no il benessere dei piccoli.

Brunet: lo zerosei è un’opportunità per le zone periferiche

Antonella Brunet (Lista Fugatti) ha ricordato le difficoltà che le popolazioni delle zone periferiche, come, ad esempio, quelle di Sagron Mis e Siror, hanno affrontato per accedere al nido e alle materne. Anche in questo caso, secondo la consigliera, con lo zerosei ci sarebbe stata la possibilità di sviluppare una scuola che avrebbe permesso ai bambini della zona di accedere il servizio, salvando i posti di lavoro. Sul piano pedagogico, ha detto, lo zerosei rappresenta una grande opportunità. Il ddl Masè, inoltre, prevede una sperimentazione di tre anni che darà la possibilità di migliorare il progetto. Insomma, per la consigliera della Lista Fugatti, questo progetto che è culturale, che investe sulla qualità del personale, soprattutto per la realtà delle valli, rappresenta un’occasione.

Stanchina: affrontare i problemi di un’infanzia difficile

​Roberto Stanchina (Campobase) ha affermato che al personale va riconosciuto un ruolo fondamentale per il futuro dei bambini e delle loro famiglie. Lo zerosei è un’opportunità che l’Autonomia offre, ma dobbiamo accettare la sfida di essere i primi e i migliori a livello nazionale. Inoltre, Stanchina, ha sottolineato la questione, poco discussa, delle disabilità e dei problemi psichici che interessano i giovani e che possono essere affrontati fin dai primi anni. Insomma, vanno affrontati i problemi di un’infanzia sempre più difficile, sempre più esposta alle difficoltà a gestire le emozioni. Problemi che vanno affrontanti in modo coordinato tra professionisti dell’educazione e famiglie. Riguardo il tema dell’infanzia, ha aggiunto, non si deve parlare di spese ma di investimenti sul futuro.


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