Vittoria di Savoia: “Ho lasciato l’università senza dirlo ai miei genitori. Per mantenermi ho trovato lavoro in una galleria d’arte”

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Vittoria di Savoia ha 22 anni, vive a Londra ed è la figlia di Emanuele Filiberto e dell’attrice Clotilde Courau. Dopo la morte del nonno Vittorio Emanuele è diventata la prima in linea di successione al (non) trono d’Italia, ma nella sua intervista al Corriere della Sera insiste soprattutto su una dimensione personale, lontana da etichette e ruoli. Quando le chiedono come preferisca essere chiamata, risponde senza esitazioni: “Nessuno mi chiama Altezza Reale o principessa. A parte chi magari mi riconosce per strada. Al che, rispondo: call me Vitto”.

Il suo modo di leggere il presente passa anche dall’arte: “Tutto è politico, no? E, se non è politico, non è arte”. Una visione che si inserisce in un percorso non lineare, iniziato con gli studi di politica a Parigi e interrotto presto: “Non penso che esista un solo percorso. Studiare politica non mi è piaciuto molto e ho subito lasciato l’università senza dirlo ai miei genitori: volevo dimostrare che potevo farcela da sola. Per mantenermi, ho trovato lavoro in una galleria d’arte, la Thaddeus Ropac, e in un pub, dove servivo ai tavoli e facevo un po’ di tutto. E intanto, ho aperto una piattaforma per promuovere giovani artisti, si chiama Curated by Vittoria di Savoia, e mi sono iscritta a un corso di teatro”. Cosa le hanno detto i suoi sul lavoro nell’arte? “È un mestiere come un altro, l’importante è che lavori, mi hanno detto”.

Nel frattempo arriva anche il cinema, con un primo ruolo importante in un film per Prime Video, esperienza che descrive con entusiasmo: “È bellissimo quando ti svegli la mattina e ti dici: wow sto vivendo il mio sogno!”. Accanto al lavoro creativo, però, c’è anche una riflessione sui social: non si vede come influencer e ne rivendica l’uso solo come spazio creativo, arrivando a dire che ha disattivato TikTok perché “vedo la differenza sulla mia capacità di concentrarmi: riesco ad andare più in profondità su tutto”.

Il rapporto con la famiglia

Anche il rapporto con la famiglia viene riletto con il tempo: “Oggi, abbiamo un rapporto sincero, aperto, bellissimo. Io, quando ero più giovane, provavo rabbia, c’erano tante cose che non capivo, ma poi crescendo ti rendi conto che i tuoi genitori sono anche loro persone e imparano insieme a te”. E sul perché di quella rabbia: “Credo che tutti gli adolescenti la provino, no? Forse perché avrei voluto i miei più insieme o perché non capivo la questione del cognome… Ora, è tutto passato”.

L'articolo Vittoria di Savoia: “Ho lasciato l’università senza dirlo ai miei genitori. Per mantenermi ho trovato lavoro in una galleria d’arte” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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