Vi spiego la vicenda delle Fregate Constellation. La versione di Moutafis (Fincantieri Marine Group)

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Il programma delle fregate Constellation torna al centro del dibattito industriale americano dopo le parole di George Moutafis, ceo di Fincantieri Marine Group. Dal suo racconto emerge una vicenda segnata soprattutto dal cambio di impostazione della US Navy, con Fincantieri chiamata ad adattarsi a un programma progressivamente ripensato da Washington.

L’azienda rivendica il lavoro svolto e conferma la volontà di restare un partner affidabile della US Navy, in una fase delicata per la cantieristica militare e per i tempi di rafforzamento della flotta.

Le lezioni del programma

Moutafis descrive il dossier con toni misurati. “È certamente una situazione complicata”, spiega, collegando le scelte più recenti della Marina americana alle lezioni apprese lungo il percorso della classe Constellation. “Tutti questi elementi che vediamo ora essere messi in campo, credo in una certa misura, si colleghino alle lezioni apprese dal percorso della classe Constellation”.

Il nodo riguarda la gestione del programma e la distanza progressiva dal disegno iniziale. “La perfezione a volte è nemica di ciò che è più che sufficientemente buono”, osserva il ceo, indicando la necessità di evitare continui interventi progettuali quando l’obiettivo è consegnare unità operative in tempi rapidi.

Il cambio di rotta

Il riferimento al progetto originario è diretto. “Se fossimo rimasti in linea con quelli che allora erano i principi che avevano portato alla selezione, ma anche con il modo in cui il programma era stato impostato all’inizio, probabilmente saremmo rimasti più vicini al progetto originario”.

Fincantieri ha seguito il cambio di rotta americano mantenendo un profilo da partner industriale, pronta a rimodulare il proprio contributo dentro la nuova cornice scelta dalla Marina. “Da parte nostra, fin dal primo giorno o dal secondo, diciamo che una volta che la Marina ha deciso il suo cambiamento, abbiamo scelto consapevolmente di diventare un vero partner e di dimostrare che siamo un vero partner della Marina e della nazione”.

Il ruolo di Fincantieri

La rimodulazione non cancella il ruolo industriale dell’azienda italiana, che mette a disposizione capacità, cantieri e competenze già presenti negli Stati Uniti. “Va bene, ci adegueremo, andremo avanti”, dice Moutafis, ribadendo il valore dell’impianto produttivo in Wisconsin. “Quello che abbiamo in Wisconsin è una risorsa per la Marina”.

La nuova formula con il Vessel construction manager e l’approccio build-to-print segna il tentativo della US Navy di correggere il processo e accelerare. “Da questo punto di vista, non stiamo davvero rinunciando a qualcosa, stiamo semplicemente mettendo a disposizione della nazione le risorse che sono già presenti e cercando di produrre quante più navi possibile nel minor tempo possibile”.

La vicenda resta quindi quella di un programma ripensato da Washington, con Fincantieri impegnata a sostenere la continuità industriale e operativa richiesta dalla Marina.

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